Compensazioni forestali 
     
     
I PROGETTI DEFINITIVI DELLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI    
     
ALBESE CON CASSANO (CO)
      
ALBIATE (MB)
 
AICURZIO (MB)
   
ARCORE (MB)
 
BARLASSINA (MB)
 
BELLUSCO (MB)
 
BERNAREGGIO (MB)
 
BIASSONO (MB)
 
BOLTIERE (BG)
 
BONATE SOPRA(BG)
   
BONATE SOTTO (BG)
 
BOTTANUCO (BG)
 
BOVISIO-MASCIAGO (MB)
 
BREGNANO (CO)
 
  BREMBATE (BG)
 
BUGUGGIATE (VA)
    
BUSTO ARSIZIO (VA)
 
CAIRATE (VA)
 
CANTELLO (VA)
 
CAPRIATE SAN GERVASIO (BG) 
 
CARATE BRIANZA (MB)
 
CARBONATE (CO)
 
CASNATE CON BERNATE (CO)
 
CARNATE (MB)
   
CARIMATE (CO)
 
CASSANO MAGNAGO (VA) 
 
CASTIGLIONE OLONA (VA)
 
CERMENATE (CO)   
 
CERIANO LAGHETTO (MB)
 
CESANO MADERNO(MB) 
 
CHIGNOLO D'ISOLA(BG)
 
 CIRIMIDO (CO)
 
  CISLAGO (VA)
 
CLIVIO(VA)
 
COGLIATE (MB)
 
COMO
 
CORNATE D'ADDA (MB)
 
DALMINE (BG)
 
DESIO (MB)
 
FAGNANO OLONA (VA)
 
FENEGRO' (CO)
 
FILAGO (BG)
 
   GAZZADA SCHIANNO (VA)
 
GERENZANO (VA)
 
GORLA MAGGIORE (VA)
 
 GORLA MINORE (VA)  
 
GRANDATE (CO)
 
LAZZATE (MB) 
 
LENTATE SUL SEVESO (MB)
 
LESMO (MB)
 
LIMBIATE (MB)
   
LIMIDO COMASCO (CO)
 
LIPOMO (CO)
    
LISSONE (MB)
   
LOCATE VARESINO (VA)
   
LONATE CEPPINO (VA)
   
LOMAZZO (CO)
 
LOZZA (VA)
 
LURATE CACCIVIO (CO)
LUISAGO (CO)
 
MACHERIO (MB)
MADONE (BG)
   
MALNATE (VA)
 
MEDA (MB)
 
MEZZAGO (MB)
 
MISINTO (MB)
 
MONTANO LUCINO (co)
   
MONTORFANO (CO)
   
MORAZZONE (VA)
 
MOZZATE (CO)
 
ORIGGIO (VA)
 
ORNAGO (MB)
 
OSIO SOTTO (BG)
 
OSIO SOPRA (BG)
 
PRESEZZO (BG)
 
RESCALDINA (MB)
   
ROVELLASCA (CO)
 
ROVELLO PORRO (CO)
SARONNO
 
SEREGNO (MB)
 
SEVESO (MB)
   
SOLARO
 
 SOLBIATE OLONA (VA)
 
SOVICO (MB)
 
SUISIO (BG)
 
SULBIATE (MB)
   
TAVERNERIO (CO)
 
TERNO D'ISOLA (BG)
 
TRADATE (VA)
 
TREZZO SULL'ADDA (MB)
 
TRIUGGIO (MB)
 
TURATE (CO)
 
UBOLDO(VA)
 
USMATE VELATE
 
VAREDO (MB)
 
VARESE (VA)
   
VEDANO AL LAMBRO
     
VEDANO OLONA (VA)
 
VILLA GUARDIA (CO)
 
VIMERCATE (MB)
   
               

         

         
   
Insieme   in   rete   per   uno   sviluppo   sostenibile
     
 
 
 
   
   
 

Quali alternative sostenibili alla tangenziale comasca/ 

Incontro ambientalista a Capiago

 
By Fabio Germinario
 
20 gennaio 2020
  
Siamo davvero certi che il secondo tempo della fiction di genere catastrofico “Secondo lotto tangenziale” non sarà più proiettato a causa della latitanza di produttori e di intoppi burocratici, oppure rischiamo di vedercelo somministrare a tradimento con titoli “fantasy” del genere “autostrada Varese Como Lecco”, “Dalmine-Gaggiolo”, “Piano transeuropeo”, “Gronda pedemontana”, o chissà quali altre invenzioni? E che prospettive concrete vi sono che il film in questione possa finalmente essere sostituito da un altro, meglio se di altro genere?
 
A queste domande tutt’altro che fuori luogo si è tentato di rispondere durante l’incontro “Secondo lotto della tangenziale di Como: impatti irreparabili e soluzioni alternative”, svoltosi il 18 gennaio scorso nella sede capiaghese della cooperativa “Il Gabbiano” e organizzato dal gruppo comasco del movimento Fridays for future in collaborazione con l’ambientalista Gabriella Bossi, il geologo Gianni Del Pero e le associazioni Circolo ambiente Ilaria Alpi e Il Gambero. 
 
  
  
«Di un’ipotesi autostradale che colleghi gli aeroporti lombardi con appendici verso alcuni capoluoghi si parla da decenni ed esistono almeno quattro progetti con relative varianti, tutti avversati dagli ambientalisti a iniziare dal lontano 1998, quando furono l’allora Lega per l’ambiente e il Wwf i primi a dire no», afferma Del Pero ricostruendo il complesso iter della vicenda. Allora si parlava di due corsie per senso di marcia, ma già con la realizzazione del maggiore svincolo europeo a Desio, e al progetto si davano i nomi di Pedemontana o Pedegronda.
      

«Poi vi fu un’ipotesi preliminare nel 2003, con il tratto comasco compreso tra Albate Bassone fino ad Albese, ma realizzato in galleria – continua il geologo -. Seguì un’altra ipotesi nel 2008 con due lotti che aggiustarono il tracciato, ma con la medesima percorrenza. Dal 2009 al 2011 il progetto fu fatto proprio anche da altri soggetti, interessati perlopiù all’aspetto commerciale dell’opera, e inserito in un’ipotesi di tracciato Varese-Como-Lecco. Ma poiché il progetto in forma autostradale fu giudicato impossibile, venne prospettata una seconda opzione più meridionale, che penetrava nel Parco della brughiera briantea (oggi Groane e Brughiera, ndr)».

Del progetto, dopo la realizzazione del primo lotto, si è continuato a discutere fino ai giorni nostri, quando nel dicembre scorso la Società Pedemontana ha comunicato, ad alcuni cittadini interessati da espropri, che il vincolo su quei terreni era nel frattempo decaduto, ammettendo indirettamente che i sei chilometri mancanti, relativi al secondo lotto della tangenziale comasca, non sarebbero mai stati realizzati. La notizia è equivalsa a una sorta di “bingo” per gli ambientalisti, ma è stata invece giudicata nefasta dal comitato di 43 Comuni, quasi tutti favorevoli al completamento dell’opera.
   
     
   
«A nostro avviso non si è persa alcuna occasione straordinaria perché ancora nel 2018 ribadivamo che la tangenziale comasca non avrebbe dovuto essere completata per via degli impatti ambientali devastanti», sostiene Del Pero facendo un veloce ripasso dei motivi che hanno provocato il pollice verso da parte delle associazioni ambientaliste: dal sistema idrogeologico particolare del tracciato, che avrebbe provocato dissesti alle falde idropotabili, alla devastante occupazione di suolo, perlopiù di uso agricolo, per una larghezza di 50 metri ulteriormente ampliati in prossimità degli svincoli; senza contare ulteriori effetti negativi dovuti alla impermeabilizzazione del terreno, al conseguente impoverimento delle falde acquifere, all’impatto sulle zone umide e boschive, sull’aria, sull’ecosistema e le sue forme di vita e su una zona già protetta come il Parco delle groane, che sarebbe praticamente attraversato dal percorso asfaltato.
    
Sull’evidenza che gli organizzatori della serata siano nettamente contrari al completamento della tangenziale cittadina non vi sono dubbi da parte di esponenti politici e amministratori comunali presenti in sala, che iniziano educatamente a rumoreggiare. Ma – sembrano chiedersi – alla realizzazione apparentemente tramontata del tracciato si contrappongono progetti alternativi in grado di mitigare il traffico veicolare, oppure soltanto il nulla?
   
«Le alternative ci sono eccome – afferma Roberto Fumagalli del circolo Ilaria Alpi -, ma prima è necessario ricordare che la Regione Lombardia sul tema della mobilità aveva pubblicato un “libro bianco” nel quale si affermavano una serie di buoni propositi, puntualmente traditi». Il risultato è che gli investimenti per realizzare strade sono aumentati al 57 per cento, mentre quelli per ferrovie sono rimasti al solo 19 per cento.
   
«Bisogna anche prendere atto – continua Fumagalli – che si spende molto di di più per costruire autostrade che ferrovie in un quadro che vede il bilancio dell’autostrada Brescia-Bergamo-Milano (Brebemi) nettamente in rosso; che il traffico contribuisce ben al 25 per cento dell’inquinamento atmosferico; che alcuni Comuni a iniziare da Como, Lipomo, Albavilla, Olgiate cadono in evidenti contraddizioni nel momento in cui da una parte si lagnano per l’aumento del traffico e invocano la realizzazione della tangenziale, mentre dall’altra continuano a concedere concessioni nei loro territori a nuovi centri commerciali, i quali fungono da moltiplicatori di auto che non fanno che riversarsi sui loro territori».
 
 
da sinistra: Matteo Aiani (Fff), Gabriella Bossi, Gianni Del Pero
 
Che fare, allora? «Decidere il da farsi è una scelta politica – sottolinea Fumagalli – e la Svizzera, ad esempio, la sua scelta l’ha già fatta: le merci tutte su ferro e i pendolari su gomma-ferro o trasporto pubblico. Avremmo 31 milioni da spendere insieme alla Svizzera per il progetto Interreg, ma da Chiasso in giù di risposte non ne sono ancora arrivate».

Eppure le alternative ai nastri asfaltati non mancherebbero: come il progetto Smisto per migliorare i trasporti transfrontalieri lungo gli assi portanti ferroviari nell’ambito territoriale ricompreso tra i laghi Maggiore e Lugano e Como. I fondi stanziati sono 1,7 milioni dall’Italia, 1 milione di franchi dalla Svizzera e 900 mila euro da Regione Lombardia, con interventi anche infrastrutturali per migliorare l’accessibilità.
     
Ma la vera “ricetta”, secondo Fumagalli, è soprattutto di collettivizzare le esigenze di trasporto, iniziando finalmente a operare su quella che secondo l’ambientalismo provinciale (e non solo) è considerata la vera risorsa in termini di trasporto pubblico interprovinciale: la storica ferrovia Como-Lecco, un tracciato di circa 40 chilometri realizzato circa 130 anni fa e sul quale non si è mai deciso di puntare seriamente, rinunciando al raddoppio dei binari, eliminando gradatamente corse, attuando soppressioni, chiusure stagionali, disservizi di ogni genere fino a considerarla un “ramo secco” da recidere e dimenticare.
   
Eppure di proposte per rilanciare la ferrovia ne sono state formulate, così come quelle di ampliare l’offerta ferroviaria mediante nuove linee, come la Regio Express che colleghi Como e Erba mediante il contributo di Trenord e la realizzazione delle fermate di Erba, Cantù, Merone e Como.
     
«Si, perché la costruzione di nuove strade equivale all’aumento del numero di auto – incalza Gabriella Bossi – con un effetto-spugna sul traffico e l’aumento di realtà commerciali, col risultato che le autostrade sono di fatto finanziate dall’indotto provocato da queste ultime. E invece spostare il traffico non è una soluzione perché non serve a nessuno, mentre l’alternativa sarebbe di utilizzare il denaro per efficientare l’esistente, invece di finanziare grandi opere, che spesso sono soggette a infiltrazioni da parte delle organizzazioni mafiose. Ai Comuni che ne caldeggiano la realizzazione sarebbe invece consigliabile di fare molta attenzione in proposito».
     
Qualcuno in sala inizia a rumoreggiare apertamente, rifiutando una malintesa associazione tra amministrazione pubblica e criminalità organizzata, mentre Carlo Ballabio, sindaco di Albese con Cassano interviene puntando il dito sulla carenza di infrastrutture che a suo dire rende utopistico puntare su un possibile sistema ferroviario integrato. «Secondo me non riusciremo mai ad avere né la ferrovia né la tangenziale – pronostica -. Aggiornare e ampliare il tracciato su ferro serve a poco, quando certe stazioni – come ad esempio quella di Cantù o di Brenna – sono dislocate lontano dai centri urbani rendendole difficilmente raggiungibili dai pendolari».
 
Qualcuno dal pubblico gli risponde che toccherebbe proprio ai Comuni realizzare percorsi ciclabili e valide infrastrutture, mentre c’è chi suggerisce l’istituzione di consorzi sovraccomunali finalizzati al trasporto leggero di pendolari e passeggeri fino alle tratte ferroviarie. «La nostra proposta, formulata già nel 1983, è un’ipotesi di parco regionale che arrivi fino ad Albese come margine nord al Parco della Brughiera, con relative limitazioni allo sfruttamento del territorio, puntando contemporaneamente su forme di mobilità integrata», puntualizza Del Pero.
 
 
Mattia Soliani associazione Il Gambero
 
In sala si avverte che il tema è realmente sentito da un pubblico numeroso e attento nonostante l’evento sia stato programmato di sabato sera, e la discussione inizia ad appassionarsi. Ma è quasi mezzanotte e tocca a Mattia Soliani de Il Gambero congedare i convenuti giocando con tre “parole d’ordine” per raccogliere un consenso forse unanime: «E’ necessario puntare sulla Bellezza, dicendo un no fermo e definitivo alla devastazione del territorio; sulla Sostenibilità, facendo in modo che i sistemi di trasporto possano nuocere il meno possibile all’ambiente; infine sulla Collaborazione tra associazioni ambientalistiche, perché solo l’impegno condiviso può condurre a risultati concreti».

 [Fabio Germinario, ecoinformazioni]
     
 
   

L'OSSERVATORIO PTCP CHIEDE UNA 

LEGGE NAZIONALE CHE FERMI IL CONSUMO DI SUOLO E ATTI CONCRETI ALLA PROVINCIA DI MB E AI COMUNI

    
  
Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB  ha scritto alla Provincia di Monza e Brianza e diffuso un comunicato stampa per chiedere interventi istituzionali che sollecitino l'approvazione della legge nazionale sul consumo di suolo e azioni degli amministratori più incisive.
   
 
   
La lettera alla Prov di MB:

Proposta di mozione per sollecitare l'approvazione della
LEGGE NAZIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO
 
 
 
Alla C.A.

Presidente della Provincia di Monza e Brianza

Consigliere delegato alla Pianificazione del Territorio

Consigliere delegato all'Ambiente

Settore Territorio della Provincia di Monza e Brianza

Servizio Pianificazione e politiche territoriali

 

 
 
Considerata la riconosciuta emergenza collegata all'elevato livello di consumo di suolo della nostra provincia e le relative conseguenze in termini di salute, vivibilità e degrado ambientale, il  coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza,Forum Salviamo il Paesaggio (Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali), ha proposto a tutti i Consigli Comunali una MOZIONE per sollecitare il Parlamento alla rapida ripresa del dibattito di approvazione del DDL a contrasto del consumo di suolo.

Chiediamo all'Amministrazione Provinciale, che da tempo ha avviato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nell'ottica della riduzione del consumo di suolo, di valutare l'approvazione di tale testo e di avviare concrete azioni per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati.

In attesa di cortese riscontro, l'occasione è gradita per porgere
Cordiali Saluti.

Coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza
 
 
 
    
    
    
Comunicato stampa
 
        
La Brianza non può aspettare: 
fermare da subito il consumo di suolo, con o senza una legge nazionale 
 
       
E' interesse dei nostri cittadini e del nostro territorio che i comuni mettano in atto azioni ed iniziative a sostegno della proposta di legge nazionale per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati.
Questo in sintesi il contenuto della proposta di mozione che il coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza ha inviato  a tutti i Sindaci e Assessori all’urbanistica e all’ambiente dei comuni della provincia di Monza e Brianza nei giorni scorsi. 
     
L’iniziativa, attivata a nome del  Forum  Salviamo il Paesaggio, una Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali, vuole sollecitare i consigli comunali della provincia più urbanizzata d’Italia affinché riconoscano l’emergenza collegata all'elevato livello di consumo di suolo e le relative conseguenze in termini di salute, vivibilità e degrado ambientale.
E' fondamentale comprendere cosa sia realmente il consumo di suolo e quali siano gli effetti dell’impermeabilizzazione delle aree libere. Si tratta di costi sociali e ambientali in continuo aumento:  è un errore credere di fermare il fenomeno semplicemente riducendo parte delle sovradimensionate previsioni urbanistiche dei Piani di Governo del Territorio. Così facendo non si arresta il degrado che, seppur rallentato, avanza inesorabilmente verso una situazione già compromessa.   
 
E’ opportuno invece che i comuni, anche in assenza di questa legge, adottino da subito  scelte coerenti inserendo negli indirizzi politico-programmatici le finalità, gli obiettivi e le disposizioni contenute nella proposta di legge presentata dal Forum Salviamo il Paesaggio (il  Disegno di Legge  AS 164, in discussione al Senato, Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente).
 
La mancanza di una norma nazionale non è più accettabile. Confidiamo nella presentazione e nell’approvazione della mozione da parte dei comuni che si dimostreranno più attenti al problema. Ma soprattutto  confidiamo nei comuni che hanno riconosciuto e dichiarato l’emergenza climatica e in una loro azione coerente con gli intenti dichiarati.
Chiederemo inoltre alla Provincia, che da tempo ha avviato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nell'ottica della riduzione del consumo di suolo, cosa è stato concretamente fatto per questo obiettivo. Al momento non ci risulta nulla.
Cordiali Saluti.
 
 
Coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza
   
 
     
 
   
Seveso 12 Dicembre 2019
  
GLI IMPATTI DELL'INCIDENTE DIOSSINA-ICMESA sulla PIANIFICAZIONE e GESTIONE del TERRITORIO –

Gianni Del Pero
    
       
I primi provvedimenti adottati a seguito dell’incidente ICMESA furono le Ordinanze dei Sindaci di Seveso e di Meda emesse il 24 Luglio 76 che comportarono l’evacuazione della zona A, la zona in cui venne riscontrata la contaminazione più elevata, la cui delimitazione ebbe ripetuti aggiornamenti dell’approfondimento delle indagini condotte sui terreni.
La commissione Cimmino elaborò la prima mappatura delle aree classificate in funzione del livello di contaminazione riscontrato, che venne ufficializzata il 10 agosto. Nacquero le Zone A, B e R e le regole di comportamento associate scritte negli atti amministrativi e pianificatori.
Il 24 Agosto, quando l’entità dell’impatto dell’incidente sulla qualità dell’ambiente fu’ accertata, vennero emesse altre ordinanze sindacali che contenevano divieti e limitazioni: fù proibito «di svolgere attività che potessero provocare sommovimenti dei materiali contaminati, coltivare e consumare prodotti agricoli e allevare animali». E si impose l’obbligo di «distruggere tutti i prodotti derivanti dall’allevamento”. Provvedimenti adottatti sia sulla base delle rilevazioni condotte che anticipando l’applicazione del principio di precauzione.
  
Dopo l’evacuazione, fu vietato l’accesso alla Zona A, recintata con una rete metallica rivestita di vetroresina per impedire l’azione dispersiva del vento e l’accesso di animali di piccola taglia. La diverse aree in cui venne suddivisa la Zona A furono bonificate e, in una decina di anni, riconvertite nel Bosco delle Querce. La trasformazione obbligatoria del territorio si tradusse in una sorta di compensazione ambientale per il danno subito.
      
La Zona B, venne interessata da locali operazioni di “pulizia” o di “messa in sicurezza” della diossina, sulla base delle conoscenze scientifiche del tempo e fu invece oggetto di provvedimenti con misure precauzionali, valide anche per la zona R. Per la zona B, in particolare, furono mantenuti i divieti di coltivazione e allevamento (e per un limitato periodo anche di permanenza notturna per bambini, donne incinte e anziani) oltre al divieto di edificazione, in relazione al rischio potenzialmente indotto dagli scavi in grado di aerodisperdere le diossine o comunque di agevolare il contatto con il contaminante presente nei terreni.
Le Ordinanze rimasero in vigore fino al 1987 quando si ritenne che, essendo stata completata la bonifica delle zone A, il mantenimento delle misure di protezione e prevenzione non fosse più così “stringente”.
    
Ma la comunità scientifica e la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, nata proprio dall’evento passato alla storia come “Diossina di Seveso”, hanno proseguito nell’attività di monitoraggio della diossina e del livello di rischio legato sua persistente presenza nei terreni e nel territorio della Diossina prodotta dall’Icmesa di Meda. Un momento importante di questa attività è stato l’Analisi di Rischio pubblicata nel 2003, oltre alle altre di cui ha relazionato il Prof. Ballarin Denti. Le misure di prevenzione del Rischio suggerite dallo studio, anche in funzione del principio di precauzione, non furono però adeguatamente recepite dalle Amministrazioni competenti.
   
Le Associazioni Ambientaliste hanno avuto l’indubbio merito, assieme ad alcuni Comuni direttamente coinvolti, di tenere accesi i riflettori sulla memoria della “diossina” e sulla necessità di riconoscerne la presenza nei terreni, approfondendo la conoscenza del livello di contaminazione della diossina residua, necessaria per la valutazione del rischio reale per i residenti e della compatibilità per le attività in essere o proposte sul territorio.
     
 
ARPA ha avuto il merito di emettere una nota nel giugno del 2012 nella quale, ricordando l’evento del 1976, chiedeva che ogni attività che comportasse lo scavo e la movimentazioni di terre da quella che era la zona B fosse preceduta di analisi chimiche per determinare la quantità di diossine e furani presenti. Anche a seguito delle sollecitazioni delle Associazioni, dei Comuni e del “promemoria” di ARPA anche per il progetto di Autostrada Pedemontana fu richiesto un Piano di Caratterizzazione della Diossina.
“La scrivente Agenzia ritiene opportuno che, relativamente agli ambiti di trasformazione compresi nella ex zona B del territorio comunale, delimitata ai sensi della d.c.r. del 7 ottobre 1976 n.11/270 (Burl n.44 del 3/11/1976), sia inviato all'Arpa per una valutazione in merito, ritenendo motivata, per tutti gli interventi previsti in ex zona B, la richiesta di parere ai sensi dell'art. 5 comma 10 dello stesso decreto. La caratterizzazione delle terre ai fini del contenimento presso impianti autorizzati alla gestione dei rifiuti dovrà prevedere la determinazione del parametro diossine ai sensi del d.m. 27 settembre 2010”
La conoscenza della “quantità” di diossine presenti nei terreni è stata implementata, oltre alla analisi relative a vari procedimenti edilizi ed a quelle effettuate da Pedemontana, con i campionamenti e le analisi chimiche effettuate per l’elaborazione dell’Analisi di Rischio di cui stiamo parlando, per divenire punto di partenza ineludibile per la nuova pianificazione e la gestione del territorio, e i Sindaci ne terranno conto.
         
Dei diversi contaminanti, per i quali devono essere effettuati da parte di ATS controlli sugli alimenti prodotti nelle aree dove si registrano tali superamenti. Anche per Diossina viene definito un nuovo limite/soglia di 6ng/eq/Kg
Nelle scorse settimane abbiamo però verificato con ATS Brianza che non risultano Attività Agricole in tutto il territorio interessato dalla ricaduta “Diossina” e quindi ATS non è nelle condizioni di attivare controlli. I comuni dovranno allora farsi carico di mappare tali attività e segnalarne la presenza, non solo per i controlli di qualità ma anche per un’azione coordinata di informazione sulle buone pratiche agricole da adottare per prevenire il rischio da esposizione. Anche le modalità con cui si svolgono le attività agricole, infatti, incidono quando siano in interazione diretta con i terreni (anche nella filiera dei prodotti destinati all’alimentazione animale, mais e foraggi, ad es). Ma la stessa Analisi di Rischio ribadisce l’adozione di opportune cautele per l’utilizzo dei terreni ad uso allevamento, orticolo e agricolo, anche secondo il principio di precauzione, richiamando nello specifico i prodotti vegetali appartenenti alla famiglia delle cucurbitacee (cocomero, cetriolo, melone, zucca, zucchina) che hanno dimostrato significative capacità di bioaccumulare diossina.   
     
  
I Risultati dello Studio che oggi è stato presentato confermano che il Rischio (“non elevato e non maggiore di quelli di una persona che vive in qualsiasi altra area a elevato tasso di industrializzazione”) è in questo territorio legato anche alle modalità di esposizione alla diossina: alcune attività più di altre determinano maggiore predisposizione al rischio, specie se prevedono contatto o movimentazione dei terreni, e anche per gli alimenti prodotti in aree dove si sono rilevati significativi livelli di diossina residua, alcuni più di altri, suggerendo l’opportunità di adottare alcune precauzioni al fine di ridurre il Rischio di Esposizione.
  
La raccomandazione di ARPA che impone l’accertamento e la quantificazione della presenza di diossine ha consentito di definire ambiti dove le attività di escavazione e di movimentazione dei terreni incrementa i fattori di rischio per aerodispersione. Le operazioni che dovessero essere prospettate dovranno quindi prestare la massima precauzione per prevenirla, ma è indubbio che evitare nuovi scavi nelle aree dove si accerta la presenza di diossina (anche al di sotto delle note soglie normative, 10 e 100 ng/eq/kg, relative alla compatibilità con la destinazione d’uso degli ambiti) riduce il rischio di esposizione.
   
I Comuni di Seveso, Cesano e Desio nella revisione dei loro Piani di Governo del Territorio hanno esplicitato: “In caso di interventi edilizi che comportino l’utilizzo delle terre ricadenti nell’area influenzata dall’incidente ICMESA delimitata come zona B ai sensi della D.C.R. n. II/270 del 7.10.1976, si dovrà prevedere la determinazione del parametro diossine e furani ai sensi del D.M. 27.9.2010”. “
Le attività connesse ai prodotti alimentari, quelli che furono oggetto delle prime ordinanze Sindacali del 1976 anche per il Principio di Precauzione, hanno avuto maggiori difficoltà ad essere regolamentate con l’intero settore agricolo, ma soprattutto a definire soglie per le quali esercitare specifiche attenzioni o adottare adeguate precauzioni. Solo con il Decreto del Ministro dell’Ambiente 46/19, entrato in vigore nello scorso giugno, si definiscono i valori di concentrazione dei diversi contaminanti, per i quali devono essere effettuati da parte di ATS controlli sugli alimenti prodotti nelle aree dove si registrano tali superamenti. Anche per Diossina viene definito un nuovo limite/soglia di 6ng/eq/Kg
 
   
Nelle scorse settimane abbiamo però verificato con ATS Brianza che non risultano Attività Agricole in tutto il territorio interessato dalla ricaduta “Diossina” e quindi ATS non è nelle condizioni di attivare controlli. I comuni dovranno allora farsi carico di mappare tali attività e segnalarne la presenza, non solo per i controlli di qualità ma anche per un’azione coordinata di informazione sulle buone pratiche agricole da adottare per prevenire il rischio da esposizione. Anche le modalità con cui si svolgono le attività agricole, infatti, incidono quando siano in interazione diretta con i terreni (anche nella filiera dei prodotti destinati all’alimentazione animale, mais e foraggi, ad es). Ma la stessa Analisi di Rischio ribadisce l’adozione di opportune cautele per l’utilizzo dei terreni ad uso allevamento, orticolo e agricolo, anche secondo il principio di precauzione, richiamando nello specifico i prodotti vegetali appartenenti alla famiglia delle cucurbitacee (cocomero, cetriolo, melone, zucca, zucchina) che hanno dimostrato significative capacità di bioaccumulare diossina. 
   
 

SINISTRA E AMBIENTE MEDA E LEGAMBIENTE SEVESO

SCRIVONO ALLA FLA SUL CONVEGNO PER RENDERE NOTA UFFICIALMENTE

L'INDAGINE SUL RISCHIO DIOSSINA

     
 
Sinistra e Ambiente di Meda e  Legambiente di Seveso da tempo chiedevano alla FLA e agli enti interessati di concordare una forma partecipata di condivisione e diffusione dei risultati dell' "Indagine per la valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA"  al fine di coinvolgere associazioni, ...........................leggi tutto
 
    
  
    
Gli interventi ambientali a Lentate sul Seveso      (tratta B2 e B1)
 
 
     
al termine dei  lavori di PEDEMONTANA a Lentate sul Seveso

si dovrebbero contare bel 90 interventi ambientali tra compensazioni e misure compensative, mitigazioni

ambientali ,deframmentazioni faunistiche e ripristini obbligatori
   
non è chiaro chi controlla se son stati eseguiti  questi lavori  e se sono conformi ai progetti?
          
questo vale per tutti i comuni colpiti da Pedemontana
     
   
 
              
Notizie sulla  conferenza dei servizi della  bonifica di Pedemontana nelle zone B
 
DECRETO REGIONALE E DOCUMENTAZIONE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI SUL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA
   
 
In data 11-10-2019 è stato emanato e successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) il Decreto 14639 della Direzione di Settore (DDS) Struttura Bonifiche avente oggetto l' ADOZIONE DELLA DETERMINAZIONE DI CONCLUSIONE POSITIVA DELLA CONFERENZA DI SERVIZI DECISORIA del 17-9-2019 riguardante il Progetto Operativo di Bonifica  elaborato da Autostrada Pedemontana Lombarda.
 
Il Decreto formalizza i contenuti della Conferenza dei Servizi del 17-9-019 disponendo che "tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate circa la congruità delle prescrizioni impartite; le eventuali difformità a quanto prescritto e approvato potranno eventualmente essere oggetto di una nuova indizione di Conferenza di Servizi".   Leggi tutto
 
     
     
9 ottobre 2019
   
INDAGINE DELLA FONDAZIONE LOMBARDIA PER L'AMBIENTE SUL RISCHIO
 DA ESPOSIZIONE ALLA DIOSSINA:

SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e LEGAMBIENTE SEVESO
 
ROMPONO IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI
   
   
Dopo aver sollecitato la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) a rendere noti i contenuti dell' "Indagine per la valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA" a lei affidata da Regione Lombardia, dopo aver suggerito una restituzione trasparente e partecipata, abbiamo infine potuto leggere i documenti e i dati della ricerca grazie all’interessamento del Consigliere regionale dell'M5S Marco Fumagalli che li ha ottenuti da FLA tramite accesso agli atti.
Siamo, finalmente e grazie a un Consigliere regionale, stati messi nella condizione di studiare il lavoro della FLA, nella sua stesura finale datata Dicembre 2018, da tempo in possesso dei soggetti  interessati.


Un Consigliere regionale ha fatto dunque quello che avrebbe dovuto fare la Fondazione insieme a Regione Lombardia: mettere a disposizione gli esiti della ricerca finanziata con denaro pubblico. Perché non lo han fatto le Istituzioni e gli altri Enti , visto che il rapporto risale ormai a quasi un anno fa?
SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e il CIRCOLO "LAURA CONTI di LEGAMBIENTE SEVESO ne divulgano ora i contenuti, pubblicando integralmente il Rapporto finale,  accompagnandolo con note di sintesi e con nostre considerazioni.   leggi tutto
     
 
relazione della FLA del dicembre 2018
   
   
17 settembre 2019     Conferenza dei servizi sulla Bonifica  
       
Pedemontana, rischio diossina e Piano Operativo di Bonifica
 
       
Dopo la Conferenza dei Servizi del 17-9-019 che ha “approvato con parere condizionato” il Progetto Operativo di Bonifica presentato da APL per le aree contaminate da diossina dove dovrebbe passare il tracciato della pedemontana, alla data odierna, l’unica nota ufficiale è stato uno stringato comunicato emanato dal Comune di Seveso.
Dal Sindaco di Seveso ci saremmo aspettati una comunicazione più approfondita e anche più cauta, che richiamasse ed evidenziasse una situazione comunque preoccupante, non un comunicato stampa oltremisura autocelebrativo.  ................leggi tutto
       
Comunicato stampa del Comune di Seveso
   
Comunicato Stampa n. 17/2019
 
Bonifica delle aree ex Icmesa, il Comune fa modificare il progetto
   
Approvazione condizionata al recepimento delle prescrizioni dettate dai Comuni interessati: è l’esito della Conferenza dei Servizi tenutasi oggi in Regione Lombardia che doveva decidere se approvare o bocciare il Progetto Operativo di Bonifica delle aree ex Icmesa interessate dal progetto di prolungamento dell’Autostrada Pedemontana Lombarda da Lentate sul Seveso a Cesano Maderno.
 
Le due più significative riguardano l’effettuazione del campionamento per il collaudo mediante sondaggi o “a mano” con fustelle anziché utilizzando ancora l’escavatore meccanico, che riprodurrebbe il rischio di aerodispersione della diossina fuoriuscita in occasione dell’incidente chimico del 1976, e l’effettuazione della bonifica oltre i 20 centimetri di scavo nelle maglie ove l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale riscontrasse nell’aliquota del campione da essa acquisita concentrazioni elevate di contaminante.
     
  “Il risultato ottenuto oggi in Conferenza dei Servizi – commenta il Sindaco Luca Allievi – è il frutto di un lavoro congiunto di diversi Comuni della zona interessata dalle opere per la realizzazione della tratta B2 dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, infrastruttura necessaria per lo sviluppo del territorio. In questo caso si può proprio parlare di ‘unione che fa la forza’ perché unendo le forze abbiamo potuto avvalerci di una consulenza tecnica di valore, che ci ha dato l’opportunità di richiedere modifiche migliorative a un progetto di bonifica già tutelante dei cittadini, residenti e di passaggio. Nei mesi scorsi avevo dichiarato che il Comune di Seveso non ha alcuna intenzione di subire passivamente eventuali decisioni calate dall’alto che dovessero mettere a repentaglio la salute dei suoi abitanti. Ho fatto e farò di tutto affinché Seveso, che tanto ha già pagato in passato in fatto di salute e di danni all’ambiente, non abbia ripercussioni negative a riguardo. Come Amministrazione Comunale continueremo a verificare e a controllare che tutti gli studi e le analisi siano corrette, senza speculazioni sulla pelle dei cittadini. Ribadisco che per noi salute e sviluppo del territorio non devono più essere in antitesi”.
   
        
sett 2019            La stampa locale sulla bonifica pedemontana
 
   
MonzaNews
   
il Giorno 17 sett 2009Ruspe e Diossina appello ai sindaci
   
Giornale di SeregnoServe una bonifica piu' incisiva
   
 
Lettera aperta degli ambientalisti ai sindaci dei comuni interessati
 dalle bonifiche di Pedemontana
     
   
   
Lettera aperta degli ambientalisti ai sindaci dei comuni interessati  dalle bonifiche di Pedemontana
 
   
   
   
     
luglio 2019
 
    
    

PEDEMONTANA: ELABORATO IL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA

SULLE AREE CONTAMINATE DA DIOSSINA TCDD

 
 

A luglio 2019 è' stato inoltrato agli Enti interessati, da parte di Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), il PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA (POB) per le aree contaminate da Diossina TCDD interferite dal previsto tracciato dell'autostrada.
La stesura del progetto operativo di bonifica è stata affidata da APL alla società HPC Italia prendendo in considerazione e valutando le superfici “
sorgenti di potenziale contaminazione” incluse nella perimetrazione, presentata da APL e approvata il 23-11-2017 con Decreto Regionale 14300 dalla DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile.

A mezzo accesso agli atti, i gruppi di Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, sono entrati in possesso della copia dell'elaborato.    leggi tutto

 
     
 
   
  
 
 
 
 

Siamo di fronte a una svolta epocale per la difesa 

dell’ambiente agricolo e della salute dei cittadini!

 
Il 22 giugno scorso è entrato in vigore il decreto 46/2019 del Ministero dell’Ambiente che istituisce per la prima volta il regolamento per la messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale delle aree destinate all’agricoltura e all’allevamento. Atteso da ben 13 anni, è un provvedimento molto importante che va a colmare una grave lacuna nella normativa ambientale.
   
Fino ad oggi, infatti, non esistevano regole specifiche per i terreni agricoli e quindi, in caso di inquinamento, gli enti competenti applicavano le norme dei terreni ad uso residenziale: norme che, per loro natura, non considerano le possibili conseguenze negative sulle produzioni agricole e sulla sicurezza alimentare e non prevedono nessun controllo sui prodotti agricoli.
Con il nuovo regolamento, invece, in caso di inquinamento di campi agricoli vengono previste nuove azioni mirate ad evitare il consumo di alimenti contaminati: in particolare viene affidato alle ASL il compito di stabilire le misure da adottare per garantire la sicurezza alimentare e di controllare la presenza degli inquinanti nei prodotti agricoli.
   
Oltre alle procedure, il regolamento definisce anche nuovi limiti di inquinamento specifici per i suoli coltivati. Nel caso delle diossine, rispetto al limite residenziale pari a 10 nanogrammi per chilo, il limite agricolo è abbattuto del 40%: 6 nanogrammi per chilo.
   
Gli effetti del provvedimento si vedranno in tanti territori del nostro Paese dove ci sono aree agricole esposte a gravi fonti di inquinamento. Penso alla Terra dei Fuochi ma anche alla mia Brianza dove la diossina, sprigionata il 10 luglio 1976 dallo stabilimento Icmesa di Seveso, è ancora presente in molti terreni, come confermato dai campionamenti legati al progetto dell’autostrada Pedemontana.
   
 
D’ora in avanti, nei terreni agricoli in cui è acclarata la presenza di diossina oltre i 6 nanogrammi, ATS Brianza dovrà necessariamente intervenire per analizzare i prodotti agricoli e adottare opportuni provvedimenti per garantire la sicurezza alimentare.
      
               
Da parte nostra verificheremo che ATS svolga i controlli in maniera efficace e senza ritardi: dopo 43 anni dal disastro Icmesa non si può perdere altro tempo!

dal sito di Giammarco Corbetta Sen. Movimento 5 stelle
     
 
     
02 luglio 2019
       
Su richiesta di intervento di verifica  sulle aree contaminate da Diossina ad ATS MONZA da parte di   WWF Lombardia , Legambiente Seregno e altre associazioni ambientaliste della Brianza
 
risponde:
        
   
   
         
   
   

ANALISI INTEGRATIVE ALLA CARATTERIZZAZIONE:

COME PREVISTO, DIOSSINA CON VALORI INFERIORI ALLE SOGLIE DI LEGGE

SOTTO L'ASFALTO DELLA SUPERSTRADA MA NON ALTROVE

 
 
 
   
E' passato un po’ di tempo da quando li abbiamo richiesti, ma finalmente, con pazienza e un'attività di costruzione e mantenimento di buone relazioni, abbiamo potuto avere accesso ai dati relativi alle analisi chimiche integrative alla Caratterizzazione eseguite da Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) in contraddittorio con ARPA e localizzate nei Comuni di Meda, Seveso e Cesano Maderno.
La Caratterizzazione del 2016, unitamente alle precedenti indagini, aveva già certificato 129 superamenti del limite verde e 21 superamenti del limite industriale.  

Le attuali analisi integrative sono state volute dalla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), autorizzate il 31/8/2018 da Regione Lombardia e assoggettate ad un protocollo tecnico definito con ARPA. L'attività di prelievo dei campioni s'è tenuta nei giorni dal 5-2-019 all'8-2-019.
Il Consigliere Regionale Marco Fumagalli, del M5S, in un rapporto d'interlocuzione reciproca e nel rispetto dei propri ruoli, si è reso disponibile per una richiesta di accesso agli atti e ora c'è contezza dei risultati, relazionati sia da ARPA sia dalla stessa APL.       ..................leggi tutto
   
 
   
 
 
   
  
 DOV'É FINITO LO STUDIO DELLA FLA
SULLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE ALLA DIOSSINA TCDD RESIDUA ?
 
    
  
Con Delibera di Giunta Regionale X/5268 del giugno 2016 la Fondazione Lombardia per l’Ambiente e’ stata incaricata di svolgere una indagine di valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA.


Per questa ricerca sono stati stanziati fondi pubblici: 100.000 euro da Regione Lombardia con un cofinanziamento FLA per altri 124.000 euro.
La Fondazione ha svolto la ricerca e ne ha dato un iniziale e parziale riscontro al gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda e al circolo Laura Conti di Legambiente di Seveso nel corso dell'incontro dell'11 giugno 2018 .


I due gruppi ambientalisti hanno chiesto alla Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) di essere messi a parte...........   leggi tutto
 
   
    
25 luglio 2018Il  Senatore Gianmarco Corbetta  interroga
   
   
Interrogazioni a risposta scritta:
1.4-00417 pubblicata il 25 luglio 2018
 
Pubblicato il 25 luglio 2018, nella seduta n. 26

Giammarco CORBETTA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -
 
     
Premesso che:
nel mese di gennaio 2018 Autostrada pedemontana lombarda SpA ha rescisso il contratto stipulato con l'associazione temporanea di imprese Strabag per la realizzazione dell'intero tracciato dell'opera;
   
nelle "Linee guida per l'aggiornamento del progetto definitivo da porre a base della gara di appalto 2018 tratte B2-C-D, TRVA13-14, Greenway" del 20 marzo 2018, Autostrada pedemontana lombarda SpA ha dichiarato al punto 3.1: "Per il Progetto Definitivo 2018 verranno mantenute le medesime normative utilizzate per il progetto definitivo 2010 relativamente alla progettazione delle strade (DM 05/11/2001), alla progettazione delle intersezioni stradali e degli svincoli (DM 18/04/06 non cogente).

Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni - revisione 2018, approvate dal Ministero delle Infrastrutture con DM 17/01/2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2018,  ...............leggi tutto    
   
   
   
 SALVA LA BALENA 
   
 
           
 SALVA LA BALENA DAI GIAPPONESI
     
Il Giappone caccerà di nuovo le balene-ANSA
   
 
   
  
 
 
salva le balene da noi stessi
 
 
 
      
    
 
 
       

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TABELLA RIASSUNTIVA DELLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI (non comunali)

 delle tratte eseguite  DI PEDEMONTANA

 
   
 Lotto di appart. progetto
locale
Comune
denominazione
progetto
NOTEnote
 
1 A 1

Cassano Magnago
1 - Il corridoio verde di Cassano Magnago
sostituito da compensazione Comunale
Trasf in MC 11/11/16
convenzione 11/11/16

 Progetto  comunale  definitivo
Compensazioni ambientali fallite
 
2 A 2

Solbiate Olona
2 - Parco di Solbiate Olona Progetto esecutivo ultimato

in fase aggiudicazione gara

Convenzione firmata 25 genn 2016

compensazione Comunale
Compensazioni ambientali fallite
     
3 A 3
Fagnano Olona
MISURA COMPENSATIVA

3 - Brughiera di Fagnano Olona
compensazioni comunali
Progetto esecutivo
conv. 10/12/2015 (1)
Compensazioni ambientali fallite
     
4 A 4
Gorla Maggiore (CO)
MISURA COMPENSATIVA

4 - 
Boschi e aree agricole di Gorla Maggiore
Progetto definitivo (1)
conv. 25/05/2017
      
5 A 5
Gorla Minore(CO)
MISURA COMPENSATIVA
Compensazione
 comunale
Gorla Minore

Progetto Definitivo (1)
conv. 10/01/2017
Compensazioni ambientali fallite
 
6 A 6Mozzate (CO) 6 - Parco agricolo di Mozzate Trasformazione in MC 06

Progetto del Comune (1)
?
   
6Carbonate (CO) ?
   
6AGorla Maggiore (CO)?
   
7 A 7
Mozzate (CO)
7- Il corridoio verde fra Mozzate e Cislago ?
   
Cislago (VA)Presente progetto esecutivo per il centro sportivo marzo 2017  nessuna traccia del PL 07

Progetto preliminare del comune (1)
per completare il campo sportivo si sono tolti 700.000 euro al PL 07
     
Limido Comasco (CO)
    
8AFenegrò (CO),8 - Il corridoio boscato della Roggia Mascazzacompensazione comunale
progetto esecutivo ultimato
Compensazioni ambientali fallite
 
8A Limido Comasco (CO compensazione comunale
Progetto esecutivo concluso
conv. 11/04/17
Compensazioni ambientali fallite
  
8ATurate  (CO)compensazione comunale
Progetto esecutivo concluso
conv. 16/03/17
Compensazioni ambientali fallite
  
8 A 8 Cirimido (CO) compensazione comunale Progetto Esecutivo Approvato
(Cirimido 17/03/2016)
conv. 10/04/17 (1)
Compensazioni ambientali fallite
   
9
A
9Lomazzo (CO) PL 09 - Bosco della Moronera di Lomazzo Trasformato in MC 09+10
Masterplan nuovo
approvato
compensazioni comunali
conv. 31/08/2017 (1)
Compensazioni ambientali fallite
    
9B1Rovellasca (CO)  Trasformato in MC 09+10
Masterplan nuovo
approvato
compensazioni comunali
conv. 31/08/2017 (1)
Compensazioni ambientali fallite
  
9Rovello Porro (CO)  Trasformato in MC 09+10

Masterplan nuovo
approvato
compensazioni comunali
Compensazioni ambientali fallite
  
9Turate (CO)Trasformato in MC 09+10
Masterplan nuovo
approvato
compensazioni comunali
Compensazioni ambientali fallite
       
10
B1
10
Lazzate (MI)
PL 10 CORRIDOIO MORONERA LURA BATTU’ Trasformato in MC 09+10

Masterplan approvato Compensazioni Comunali
Compensazioni ambientali fallite
   
10B1Lomazzo (CO)Trasformato in MC 09+10
Masterplan approvato Compensazioni Comunali
Compensazioni ambientali fallite
    
10Bregnano (CO) Trasformato in MC 09+10
Masterplan approvato Compensazioni Comunali
Compensazioni ambientali fallite
    
10Rovellasca (CO)Trasformato in MC 09+10

Masterplan approvato Compensazioni Comunali
Compensazioni ambientali fallite
    
11 B1 11
Cermenate (CO)

MISURA COMPENSATIVA
BOSCHI E PERCORSI DEL PARCO DEL LURA
PROGETTO esecutivo
conv. 23/12/2015  (1)
   
11Bregnano (CO), Trasf MC 11  (1)?
    
12 B1-B2 12
Lentate sul Seveso (MB)
L’ANELLO VERDE LURA, GROANE, BRUGHIERA ?
   
12B1Lazzate (MB) Trasformato in MC 12

Progetto definitivo
Conv. 04/05/2017  (1)
     
12B1Cermenate (CO)?
   
12B1Bregnano (CO)?
 
13 B1-B2 13 Lentate sul Seveso (MB) 13 - Il corridoio di Villa Verri-Mirabello
 
  
40 tg VA 40
Gazzada (VA)
40 - Boschi di Gazzada Trasformato in MC 40
Masterplan-
Compensazioni comunali  Convenzione 20/01/2016 (1)
Compensazioni ambientali fallite
 
40tg VA Morazzone (VA)?
  
41
tg VA
41
Lozza (VA)
41  FILARI E BOSCHI DELLA PIANA AGRICOLA DELL’OLONA
Progetto DEFINITIVO
Conv. 24/02/2017 (1)
  
41tg VAVarese (VA)?
     
41tg VAVedano Olona (VA)progetto esecutivo concluso Conv. 10/01/2017Compensazione ambientale fallita
   
41tg VAMalnate (VA)??
   
41tg VAMorazzone (VA)Progetto definitivo
conv. 19/07/2017
    
41 bis tg VA 41 bis
Lozza (VA)
MISURA COMPENSATIVA 41 BIS
TRATTAMENTO VERDE DEL RECUPERO DELLE EX CAVE PREMAZZI E LUIS
DI LOZZA
Progetto definitivo
conv. 24/02/2017 (1)
   
42
tg VA 
42
Cantello (CO)
42 - I percorsi confinali e la piana di Madonna di Campagna ??
 
43 tg CO 43
Villa Guardia (CO)
43 - Ciclabile sulla vecchia ferrovia Malnate Grandate Trasformazione in MC 43
Progetto definitivo
conv. 24/02/2017 (1)
 
43tg COLurate Caccivio (CO)?
 
43tg COMontano Luccino (CO)?
 
44 tg CO 44
Grandate (CO)
44 - Il parco urbano di Grandate ?
     
44tg COLuisago (CO)trasformazione in MC 44 Progetto Definitivo
conv. 10/04/2017  (1)
     
44tg COCasnate con Bernate (CO)?
   
45 tg CO 45
Como (CO)
MISURA COMPENSATIVA
45 - Connessione verde Acquanegra, Oasi del Bassone, Montorfano, Albese con Cassano
MANCA Progetto
?
  
45tg COMontorfano (co)?
 
45tg COCasnate con Bernate (CO)?
 
45tg COLipomo (CO)?
 
45tg COTavernerio (CO)?
   
45tg COAlbese con Cassano (CO)?
 
   
NOTE:1) Relazione di APL a Regione Lombardia (Sorte) 15 sett. 2017
   
 
 
       

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TABELLA RIASSUNTIVA DELLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI DI PEDEMONTANA

progetto
 locale
preliminare
 denominazione progetti preliminari progetto
locale
Comune
denominazione
progetto
NOTEEsecuzione lavori
 
1   1

Cassano Magnago
2 2

Solbiate Olona
   
3 3
Fagnano Olona
   
 
4 Boschi e aree agricole di Gorla Maggiore 4
Gorla Maggiore (CO)
MISURA COMPENSATIVA

4 - 
Boschi e aree agricole di Gorla Maggiore
MANCA Progetto
   
5 Boschi di Gorla Maggiore 5 5
Gorla Minore(CO)
MISURA COMPENSATIVA

5 - Boschi e aree agricole di Gorla Minore
Progetto Fattibilità
  6 Parco agricolo di Mozzate 6 6Mozzate (CO) 6 - Parco agricolo di Mozzate
   
6Carbonate (CO) 
   
6Gorla Maggiore (CO)
   
7 Parco agricolo di Mozzate  7 7
Mozzate (CO)
7- Il corridoio verde fra Mozzate e Cislago
 
Cislago (VA)
 
Limido Comasco (CO)
    
8Ambito tra Mozzate e Cislago ;  ricostituzione del corridoio ecologico e ingresso parco pineta 8 Fenegrò (CO),8 - Il corridoio boscato della Roggia Mascazza
 
8 Limido Comasco (CO
 
8Turate  (CO)
 
8 8 Cirimido (CO) Progetto Esecutivo Approvato
(Cirimido 17/03/2016)
progetto stravolto rispetto all'originale
   
9 Riqualificazione del paesaggio agricolo tra il parco Pineta e il Lura  9  (ora11) 9Lomazzo (CO) PL 09 - Bosco della Moronera di Lomazzo
  
9Rovellasca (CO)  
  
9Rovello Porro (CO)  
  
9Turate (CO)
      
10    
Vasche volano del Lura (10)
10
Lazzate (MI)
PL 10 CORRIDOIO MORONERA LURA BATTU’
  
10Lomazzo (CO)
   
10Bregnano (CO) 
  
10Rovellasca (CO)
   
11 Ansa del fiume Lura  11 11
Cermenate (CO)

MISURA COMPENSATIVA

BOSCHI E PERCORSI DEL PARCO DEL
LURA
PROGETTO DEFINITIVO
(GEN. 2017)
 
11Bregnano (CO), 
    
12 "Corridoio Barlassina-Lentate" , Groane-Brughiera attorno alla ciclabile esistente (MIBICI) 12 12
Lentate sul Seveso (MB)
L’ANELLO VERDE LURA, GROANE, BRUGHIERA
   
12Lazzate (MB) 
     
12Cermenate (CO)
   
12Bregnano (CO)
 
13 Il corridoio di Villa Verri-Mirabello 13 Lentate sul Seveso (MB) 13 - Il corridoio di Villa Verri-Mirabello
 
14 Prati ed ambiti fluviali lungo il Seveso a Barlassina e Lentate sul Seveso 14 14
Barlassina (MB)
PL 14 IL PARCO FLUVIALE “LUMININA” DI BARLASSINA
(ex 15)
15 Rimboschimento e riqualificazione fra il campo di Tiro e il bosco Sorbeto 15 15 15 - Collegamento Parco della Brughiera Briantea e Parco delle Querce
 
16
Ceriano laghetto
Area frutteto 16
16Lentate sul Seveso (MB)
MISURA COMPENSATIVA
MANCA Progetto
 
16Seveso (MI)
 
16Barlassina (MI)
 
17 Completamento corridoio del Biulè 17 17 MISURA COMPENSATIVA

17 - Bosco area Mombellino del Parco delle Groane
MANCA Progetto
   
18 Collegamento bosco delle Querce e torrente Seveso18 18
Seveso (MB)
18 - Ampliamento del Bosco delle Querce
     
19 Spazio verde sulla Milano-Lentate a sud della ferrovia Seregno Malpensa19 19 Seveso (Mb) 19 - Parco della BARRUCANETTA  
   
19Cesano Maderno (Mb), 
   
20 Parco lineare tra Groane e Grugnotorto parallelo alla tangenziale sud di Cesano Maderno 20 20
Cesano Maderno (MI)
PL 20 IL PARCO LINEARE FRA GROANE E  GRUGNOTORTO
     
Bovisio Masciago (MI)
  
21 Bosco di compensazione forestale (lotto) attuazione di previsione bosco di Meredo 21 (ora 22) 21 21 - Il corridoio ciclabile fra Greenway e Grugnotorno
 
22 Primo lotto di un parco urbano a Desio (ZONA OSPEDALE)22 (ora 23) 22
Seregno (MB)
MISURA COMPENSATIVA
22 - Il bosco di Meredo nel Parco della Brianza Centrale
MANCA Progetto
ex 21
 
23 Ciclabile complementare per aree prato e bosco (CONFINE CON DESIO)  23 23Desio (MI) 23 - Parco urbano di Desio ex 22
 
23Cesano Maderno (MI),
 
23Seregno (mi)
 
24 Intervento nelle zone agricole di San Giuseppe di rilevante valenza paesistica 24 24
Lissone (MI)
PL 24 PARCO URBANO E PERCORSI FRA LISSONE E MACHERIO ex 25
   
24Macherio (MI)
 
24Sovico (MI)
   
24Albiate (MI)
 
25 Parco urbano frazione S. Margherita 25 ( ora 24) 25 Triuggio (MI)
PERCORSI E PRATI FRA CANONICA E LA  VALLE DEL RIO CANTALUPO
manca progetto
 
25Albiate (MI)
   
26 Ciclabile e sistema agroforestale ampliamenti plis Brianza centrale 26 26
Biassono (MI)
PL 26 PRATI E PERCORSI FRA BIASSONO E IL LAMBRO
         
26Lesmo (MI)
  
27 Sistemazione dell'area di ingresso Sovico-Triuggio della pista ciclabile del Lambro 27 27 PERCORSI E BOSCHI NEL PARCO DEI COLLI BRIANTEI (EX 30)
MANCA Progetto
 
28 Pista ciclabile rio Cantalupo  28 28
Vimercate (MI)
ex 31
 
28Arcore (MI)
   
28Usmate Velate (MI)
     
29 Area a nord della curva di Lesmo dell'autodromo 29 29Vimercate (MI) MISURA COMPENSATIVA
29 - I boschi e i percorsi del Molgora
MANCA Progetto
EX 33
 
29Carnate (MI),
 
29Usmate
   
29 Velate(MI)
      
30 Ricostruzione paesaggio e ambiente Colli Briantei 30 30Vimercate (MI) PL 30 LA TRAMA DI SIEPI, FILARI E PERCORSI  DELLA PIANA AGRICOLA FRA BELLUSCO  E VIMERCATE
(ex 34)
 
30Bellusco (MI)
 
30Sulbiate (MI)
 
30Bernareggio (MI)
   
31 Forestazione filtro frazione Velasca 31 31
Sulbiate (MI)
PL 31 SIEPI E FILARI PER LA PIANA AGRICOLA DI SULBIATE
 
31Mezzago (MI)
   
31Bellusco (MI)
  
32  Forestazione filtro frazione Velasca 32   32
Vimercate (MB)
32 - La piana agricola di Mezzago
  
33 Rafforzamento delle fasce boscate sul fiume Molgora 33 (ORA 29) 33 MISURA COMPENSATIVA 33 - Il parco sul Rio Vallone a Mezzago
MANCA Progetto
   
34 IL CORRIDOIO DI CORNATE 34
Cornate D'Adda 
PL 34 - Il corridoio di Cornate
  
35  Boschi del Parco RIO VALLONE35 35Cornate d’Adda (MI) MISURA COMPENSATIVA
35 - La raggiera del Trezzese
MANCA Progetto
   
35Trezzo d’Adda (MI)
    
36 Bosco Parco RIO VALLONE a ridosso di Mezzago 36 36 MISURA COMPENSATIVA 36 - Il corridoio della piana agricola fra Capriate San Gervasio, Brembate e Filago
MANCA Progetto
     
37 Filari, boschi lineari a ridosso della ciclabile del comune di Cornate 37 37
Bottanuco (BG)
37 - Il corridoio della piana agricola fra Bottanuco e Filago
   
37Capriate San Gervasio (BG)
   
37Filago (BG)
   
38 Bosco presso le Foppe e raggiera boscata attorno alla ciclabile 38 38Filago (BG) MISURA COMPENSATIVA 38 - Il Ponte Corvo e i percorsi nel Parco del Brembo
MANCA Progetto
 
38Osio Sopra (BG)
 
38Osio Sotto (BG)
   
39 Interventi sulla sponda est dell'Adda 39 39
Osio Sotto (BG)
39 - Boschi dell'Itala e Parco del Brembo
 
39Filago (BG)
 
39Brembate (BG)
  
39BIS Parco di San Giorgio di Osio Sotto 39 BIS
Osio Sotto (BG)
MISURA COMPENSATIVA 39 bis - Parco di San Giorgio di Osio Sotto
MANCA Progetto
  
40 Naturalizzazione connessione del sistema ambientale Re e Grandone 40 40
Gazzada (VA)
40 - Boschi di Gazzada Masterplan- Convenzione
 
40 Morazzone (VA)
  
41 Paesaggio intorno alla nuova viabilità dell'isola e avvio della riqualificazione degli spazi41intorno alla viabilità esistente 41
Lozza (VA)
41  FILARI E BOSCHI DELLA PIANA AGRICOLA DELL’OLONA
MANCA Progetto
  
41Varese (VA)
 
41Vedano Olona (VA)
 
41Malnate (VA)
 
41Morazzone (VA)
    
41 bis TRATTAMENTO VERDE DEL RECUPERO DELLE EX CAVE PREMAZZI E LUIS DI LOZZA 41 bis
Lozza (VA)
MISURA COMPENSATIVA 41 BIS
TRATTAMENTO VERDE DEL RECUPERO DELLE EX CAVE PREMAZZI E LUIS
DI LOZZA
MANCA Progetto
   
42 Percorribilità ciclabile della valle del Brembo42 42
Cantello (CO)
42 - I percorsi confinali e la piana di Madonna di Campagna
 
43 Attraversamento del Brembo; Brembate/Osio Sotto 43 43
Villa Guardia (CO)
43 - Ciclabile sulla vecchia ferrovia Malnate Grandate
 
43Lurate Caccivio (CO)
 
43Montano Luccino (CO)
 
44 Sistema verde di frangia attorno allo svincolo di Gazzada 44 44
Grandate (CO)
44 - Il parco urbano di Grandate
     
44Luisago (CO)
     
44Casnate con Bernate (CO)
   
45 Ricostruzione ecologico- ambientale nell'ambito dello svincolo di Vedano Olona e Malnate 45 45
Como (CO)
MISURA COMPENSATIVA
45 - Connessione verde Acquanegra, Oasi del Bassone, Montorfano, Albese con Cassano
MANCA Progetto
 
45Montorfano (co)
 
45Casnate con Bernate (CO)
 
45Lipomo (CO)
 
45Tavernerio (CO)
   
45Albese con Cassano (CO)
 
46 Area del Gaggiolo  46
47 Rimodellazione del paesaggio e interventi attorno allo svincolo sul Seveso 47
48 Intervento tra le lottizzazione di Grandate e l'autostrada 48
49 Accessibilità ciclopedonale dell'Oasi del Bassone Torbiere di Albate 49
50
   
TOTALE PROGETTI CON PROGETTO 29
TOTALE MISURE COMPENSATIVE
SENZA 
Progetto 16
totale gen. 47
La mail per comunicazioni è:
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alternativaverde.it