osservatorio PTCP  MB
   
 
 
    
Tutti i progetti di compensazione ambientale di
PEDEMONTANA
     
 
 
 
 
LE NOSTRE RUBRICHE
     
 
  in evidenza  
 
Cascina San Giuseppe
 
     
I strecc de des
      
la gesa di roll
        
Sculture medievali  della collezione Traversi
   
   
     
 
 
 
 
   
 
 
   
 
   
   
   
     
   
      
     
 
 
 
 
 
 
 
    
 
In brianza si consumano
180 m² ogni ora
     
    
 
 
  
 
 
   
 

L'OSSERVATORIO PTCP CHIEDE UNA 

LEGGE NAZIONALE CHE FERMI IL CONSUMO DI SUOLO E ATTI CONCRETI ALLA PROVINCIA DI MB E AI COMUNI

  
  
Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB  ha scritto alla Provincia di Monza e Brianza e diffuso un comunicato stampa per chiedere interventi istituzionali che sollecitino l'approvazione della legge nazionale sul consumo di suolo e azioni degli amministratori più incisive.
 
 
   
La lettera alla Prov di MB:

Proposta di mozione per sollecitare l'approvazione della
LEGGE NAZIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO
 
 
 
Alla C.A.

Presidente della Provincia di Monza e Brianza

Consigliere delegato alla Pianificazione del Territorio

Consigliere delegato all'Ambiente

Settore Territorio della Provincia di Monza e Brianza

Servizio Pianificazione e politiche territoriali

 

 
 
Considerata la riconosciuta emergenza collegata all'elevato livello di consumo di suolo della nostra provincia e le relative conseguenze in termini di salute, vivibilità e degrado ambientale, il  coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza,Forum Salviamo il Paesaggio (Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali), ha proposto a tutti i Consigli Comunali una MOZIONE per sollecitare il Parlamento alla rapida ripresa del dibattito di approvazione del DDL a contrasto del consumo di suolo.

Chiediamo all'Amministrazione Provinciale, che da tempo ha avviato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nell'ottica della riduzione del consumo di suolo, di valutare l'approvazione di tale testo e di avviare concrete azioni per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati.

In attesa di cortese riscontro, l'occasione è gradita per porgere
Cordiali Saluti.

Coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza
 
 
 
    
    
    
Comunicato stampa
 
        
La Brianza non può aspettare: 
fermare da subito il consumo di suolo, con o senza una legge nazionale 
 
       
E' interesse dei nostri cittadini e del nostro territorio che i comuni mettano in atto azioni ed iniziative a sostegno della proposta di legge nazionale per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati.
Questo in sintesi il contenuto della proposta di mozione che il coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza ha inviato  a tutti i Sindaci e Assessori all’urbanistica e all’ambiente dei comuni della provincia di Monza e Brianza nei giorni scorsi. 
     
L’iniziativa, attivata a nome del  Forum  Salviamo il Paesaggio, una Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali, vuole sollecitare i consigli comunali della provincia più urbanizzata d’Italia affinché riconoscano l’emergenza collegata all'elevato livello di consumo di suolo e le relative conseguenze in termini di salute, vivibilità e degrado ambientale.
E' fondamentale comprendere cosa sia realmente il consumo di suolo e quali siano gli effetti dell’impermeabilizzazione delle aree libere. Si tratta di costi sociali e ambientali in continuo aumento:  è un errore credere di fermare il fenomeno semplicemente riducendo parte delle sovradimensionate previsioni urbanistiche dei Piani di Governo del Territorio. Così facendo non si arresta il degrado che, seppur rallentato, avanza inesorabilmente verso una situazione già compromessa.   
 
E’ opportuno invece che i comuni, anche in assenza di questa legge, adottino da subito  scelte coerenti inserendo negli indirizzi politico-programmatici le finalità, gli obiettivi e le disposizioni contenute nella proposta di legge presentata dal Forum Salviamo il Paesaggio (il  Disegno di Legge  AS 164, in discussione al Senato, Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente).
 
La mancanza di una norma nazionale non è più accettabile. Confidiamo nella presentazione e nell’approvazione della mozione da parte dei comuni che si dimostreranno più attenti al problema. Ma soprattutto  confidiamo nei comuni che hanno riconosciuto e dichiarato l’emergenza climatica e in una loro azione coerente con gli intenti dichiarati.
Chiederemo inoltre alla Provincia, che da tempo ha avviato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nell'ottica della riduzione del consumo di suolo, cosa è stato concretamente fatto per questo obiettivo. Al momento non ci risulta nulla.
Cordiali Saluti.
 
 
Coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza
Interrogazione al Ministro dell'ambiente
 
    
29 ottobre 2019
del Sen. Gianmarco Corbetta  (M 5 S)
 
 
 

Desio, Molinara: dopo 11 anni nessuna bonifica. Interrogazione al Ministro dell’ambiente

 
Era il 2008 quando, nell’ambito dell’operazione “Star Wars”, la polizia provinciale scoprì la “cava della ‘ndrangheta” di via Molinara a Desio.
 
Con le sue centottantamila tonnellate di rifiuti illegali, anche pericolosi, la discarica fece molto scalpore: non solo una bomba ecologica ma anche il segno inequivocabile della capacità della ‘ndrangheta di agire indisturbata nel territorio brianzolo. Tra le cause principali, secondo quanto era emerso dalle inchieste giudiziarie, la scarsità dei controlli da parte delle autorità e una diffusa omertà.

Oggi, dopo undici anni, una fitta vegetazione ha ricoperto la cava ma le centottantamila tonnellate di rifiuti illegali sono ancora lì, dove la ‘ndrangheta le aveva scaricate.
   

 In undici anni il Comune non ha prodotto nessun risultato concreto. Non ha fatto nemmeno quei controlli minimi che erano stati subito proposti dall’ingegner Farina (consulente per la bonifica) proprio per tenere sotto controllo la situazione, verificare nel tempo lo stato della falda acquifera e poter intervenire d’urgenza in caso di necessità.
 
   
Nel 2014, da consigliere regionale della Lombardia, avevo portato la commissione regionale antimafia in visita alla cava per sensibilizzare i consiglieri regionali e cercare di sbloccare una situazione che era immobile già da troppi anni.
    
In seguito ci sono state alcune interlocuzioni tra il Sindaco di Desio e Regione Lombardia per avviare, con fondi regionali, la caratterizzazione ambientale. La caratterizzazione è un insieme di attività previste dalla legge che servono a ricostruire i fenomeni di contaminazione all’interno di un sito inquinato al fine di prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza o la bonifica. Ma, tra beghe e rimpalli, il Comune (centrosinistra) e la Regione (centrodestra) non hanno prodotto nulla.

 

 
È inaccettabile che la discarica di via Molinara, emblema dello sfregio delle mafie all’ambiente e alla legalità in Brianza, dopo 11 anni sia ancora in attesa che le istituzioni intervengano e producano un risultato concreto!
Per questo ho recentemente presentato un’interrogazione al Ministro dell’ambiente Sergio Costa con la quale chiedo il suo intervento perché finalmente si facciano i controlli della falda acquifera, la caratterizzazione del sito e poi la bonifica.
       
Confido che il suo grande impegno per l’ambiente e la legalità possa sbloccare la situazione e portare un importante risultato anche a Desio!
 
 
Testo dell'INTERROGAZIONE
 
Atto n. 4-02255

Pubblicato il 9 ottobre 2019, nella seduta n. 153

CORBETTA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

la cava di via Molinara nel comune di Desio (Monza e Brianza) occupa una superficie di 14.000 metri quadrati ed è classificata come area contaminata a causa dello smaltimento incontrollato di rifiuti di varia origine e qualità; conosciuta come "cava della 'ndrangheta" e scoperhttp://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/Sindisp/0/1124296/index.htmlta nel 2008 nell'ambito dell'operazione "Star Wars" della Polizia provinciale di Monza e Brianza, era utilizzata dai fratelli Fortunato e Giovanni Stellitano, affiliati alla cosca Iamonte, come discarica abusiva nella quale venivano conferiti anche rifiuti pericolosi, quali residui plastici derivanti da lavorazioni industriali contenenti idrocarburi e terre contaminate da piombo e cromo. Le indagini geologiche avevano stimato un'asportazione abusiva di circa 100.000 metri cubi di ghiaia e smaltimenti abusivi per oltre 180.000 tonnellate di rifiuti;

secondo quanto riportato nella relazione del 12 dicembre 2012 della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, il quadro delineato dalle investigazioni era quello di una vera e propria "Gomorra" in Brianza. Nel corso delle indagini nate per reati ambientali vennero accertati altri pesanti reati: lo spaccio di cocaina, la detenzione illecita e il ricorso all'uso di armi per regolamenti di conti e intimidazioni e il ricorso a incendi dolosi per dissuadere aziende e persone dallo sporgere denunce. Inoltre emergeva in modo evidente come "lo scarso controllo del territorio da parte degli enti e delle autorità preposte, accompagnato da una diffusa omertà" avessero consentito all'organizzazione criminosa "non solo di operare indisturbata per molto tempo sul territorio, con un non comune dispiegamento di uomini e di mezzi, ma anche di realizzare opere che erano chiaramente visibili da chiunque, già molto tempo prima dell'inizio delle indagini da parte dell'autorità giudiziaria". Si spiegava così l'enorme danno causato all'ambiente, posto che la spesa stimata all'epoca per il ripristino dei luoghi, con l'eliminazione del rischio che la contaminazione giungesse alla falda, superava la somma di 2,8 milioni di euro, pur se la prima falda si trovava a 30 metri di profondità e quella potabile a 90 metri;

in occasione dell'audizione dell'8 febbraio 2011 presso la citata Commissione parlamentare d'inchiesta, l'ingegner Giuseppe Farina, responsabile della perizia sulla bonifica del Comune di Desio, aveva suggerito al Comune, "in attesa che qualcuno decida chi deve effettuare la bonifica, di piazzare alcuni piezometri per valutare la qualità dell'acqua e per tenerla costantemente sotto controllo e, se del caso, di intervenire d'urgenza" per evitare di "compromettere tutti i punti che attingono l'acqua a sud di Desio, partendo da Lissone e dall'ultimo pozzo di Desio"; il suggerimento è stato ignorato dalle amministrazioni comunali che si sono succedute e di fatto i piezometri per controllare l'acqua della falda superficiale non sono stati installati;

con una comunicazione indirizzata al presidente e all'assessore per l'ambiente della Regione Lombardia, il 13 maggio 2014 il sindaco di Desio dichiarava l'impossibilità di sostenere il costo della caratterizzazione del sito, stimato in circa 136.000 euro, e chiedeva pertanto alla Regione di anticipare l'eventuale erogazione a copertura delle spese di bonifica al fine di trasferire al Comune le somme necessarie per la caratterizzazione;

il 29 luglio 2014 il Consiglio regionale approvava l'ordine del giorno n. 344 collegato al progetto di legge n. 179 (assestamento del bilancio) che invitava la Giunta regionale, "compatibilmente con le esigenze di bilancio e comunque nell'ambito delle risorse di settore, a porre in essere tutti gli strumenti più idonei affinché siano stanziate le risorse finanziarie necessarie a sostenere i costi per la caratterizzazione della cava di Via Molinara nel comune di Desio";

nel corso dell'incontro tecnico del 22 gennaio 2016 presso gli uffici regionali per la valutazione delle azioni necessarie per la bonifica o messa in sicurezza dell'ex cava, la Regione segnalava che la legge regionale n. 26 del 2003 prevedeva di finanziare i progetti di intervento predisposti dai Comuni, secondo criteri e limiti definiti, e pertanto chiedeva al Comune: a) di predisporre il piano di caratterizzazione dei rifiuti ubicati nella discarica, b) di adottare l'ordinanza sindacale per l'adozione delle misure di prevenzione e precauzione, così come previsto dall'art. 17-bis della legge regionale, c) di prevedere nel piano di caratterizzazione l'esecuzione di indagini ambientali preliminari al di sotto del corpo rifiuti, per la verifica della qualità delle matrici ambientali naturali;

il 1° aprile 2016 il sindaco di Desio trasmetteva alla Direzione generale ambiente energia e sviluppo sostenibile la proposta di piano di caratterizzazione dei rifiuti e chiedeva quali ulteriori azioni dovesse effettuare il Comune per sostenere il finanziamento pubblico regionale delle indagini di caratterizzazione; con tale comunicazione terminava l'interlocuzione tra i due enti sul tema della discarica di via Molinara. In seguito il sindaco dichiarava di non voler emanare l'ordinanza per l'adozione delle misure di prevenzione e precauzione, così come previsto dall'art. 17-bis citato, in quanto riteneva che non ci fossero le condizioni per tale provvedimento;

a fine 2017 il sindaco di Desio dichiarava che, nell'ambito dei 48 milioni di euro del bilancio comunale, il Comune avrebbe investito 150.000 euro per l'esecuzione della caratterizzazione della discarica;

i fondi per i lavori di caratterizzazione sono stati stanziati dall'amministrazione comunale di Desio nel bilancio di previsione per l'anno 2019;

dopo oltre 10 anni dalla scoperta della discarica nell'ambito dell'indagine "Star Wars", nessun tipo di controllo è stato effettuato per verificare il rischio di contaminazione della falda superficiale, i piezometri di monitoraggio non risultano ancora installati, la caratterizzazione del sito non è ancora iniziata e, considerata la mancanza di risorse comunali e l'impossibilità per il Comune di rivalersi sui responsabili dell'inquinamento, non è dato sapere quali fondi saranno utilizzati per la bonifica del sito, il cui costo, secondo le ultime stime dei tecnici, potrebbe arrivare a 5 milioni di euro,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intraprendere iniziative di propria competenza affinché vengano realizzate con urgenza le attività di monitoraggio della falda superficiale, la caratterizzazione del sito e la successiva bonifica della discarica abusiva di via Molinara a Desio.
     
  vedi link Senato
      
   
   
 
 
 
Stanno attendendo un alloggio a DESIO
   
   
     
   
   
 
 
   
     
sono 25.000 voltatili che stanno attendendo un allogio a Desio, (10 per albero-2500 alberi)
aspettano il   parco  alla Cappelletta dei boschi (ex cava)
           
Un parco di 100.000  m quadri   gia'  pagato che non costa un centesimo ai Desiani
Doveva essere pronto per settembre 2018         
         
   
dovrebbe essere così
       
       
Ultim'ora       anche i conigli selvatici e le volpi attendono
     
alternativaverde.it                   vedi i particolari
     
   
 
  
    
        
Estratto da Nexus ultima frontiera
 
Progetto approvato e finanziato che, tra le tante cose che deve fare,
vi e' anche il recupero di due vicinali a Desio
   
   
Estratto progetto in collaborazione   tra i Comuni di Desio e Varedo per la riqualificazione dell'antica vicinale vecchia per la Valera
Progetto definitivo
     
Strada vicinale vecchia per la Valera Desio
        
          
                 
   Strada  Comunale Bertasciola di sotto
        
              
 
NEXUS -AZIONE 3: LA TANGENZIALE VERDE TRA DESIO, BOVISIO MASCIAGO E VAREDO
   
          
               
per comunicazioni scrivere a: