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In brianza si consumano
180 m² ogni ora
     
    
 
 
Stanno attendendo un alloggio a DESIO
   
   
     
   
   
 
 
   
     
sono 25.000 voltatili che stanno attendendo un allogio a Desio, (10 per albero-2500 alberi)
aspettano il   parco  alla Cappelletta dei boschi (ex cava)
           
Un parco di 100.000  m quadri   gia'  pagato che non costa un centesimo ai Desiani
Doveva essere pronto per settembre 2018         
         
   
dovrebbe essere così
       
       
Ultim'ora       anche i conigli selvatici e le volpi attendono
     
alternativaverde.it                   vedi i particolari
     
   
 
  
 
 

Siamo di fronte a una svolta epocale per la difesa 

dell’ambiente agricolo e della salute dei cittadini!

 
Il 22 giugno scorso è entrato in vigore il decreto 46/2019 del Ministero dell’Ambiente che istituisce per la prima volta il regolamento per la messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale delle aree destinate all’agricoltura e all’allevamento. Atteso da ben 13 anni, è un provvedimento molto importante che va a colmare una grave lacuna nella normativa ambientale.
   
Fino ad oggi, infatti, non esistevano regole specifiche per i terreni agricoli e quindi, in caso di inquinamento, gli enti competenti applicavano le norme dei terreni ad uso residenziale: norme che, per loro natura, non considerano le possibili conseguenze negative sulle produzioni agricole e sulla sicurezza alimentare e non prevedono nessun controllo sui prodotti agricoli.
Con il nuovo regolamento, invece, in caso di inquinamento di campi agricoli vengono previste nuove azioni mirate ad evitare il consumo di alimenti contaminati: in particolare viene affidato alle ASL il compito di stabilire le misure da adottare per garantire la sicurezza alimentare e di controllare la presenza degli inquinanti nei prodotti agricoli.
   
Oltre alle procedure, il regolamento definisce anche nuovi limiti di inquinamento specifici per i suoli coltivati. Nel caso delle diossine, rispetto al limite residenziale pari a 10 nanogrammi per chilo, il limite agricolo è abbattuto del 40%: 6 nanogrammi per chilo.
   
Gli effetti del provvedimento si vedranno in tanti territori del nostro Paese dove ci sono aree agricole esposte a gravi fonti di inquinamento. Penso alla Terra dei Fuochi ma anche alla mia Brianza dove la diossina, sprigionata il 10 luglio 1976 dallo stabilimento Icmesa di Seveso, è ancora presente in molti terreni, come confermato dai campionamenti legati al progetto dell’autostrada Pedemontana.
   
 
D’ora in avanti, nei terreni agricoli in cui è acclarata la presenza di diossina oltre i 6 nanogrammi, ATS Brianza dovrà necessariamente intervenire per analizzare i prodotti agricoli e adottare opportuni provvedimenti per garantire la sicurezza alimentare.
      
               
Da parte nostra verificheremo che ATS svolga i controlli in maniera efficace e senza ritardi: dopo 43 anni dal disastro Icmesa non si può perdere altro tempo!

dal sito di Giammarco Corbetta Sen. Movimento 5 stelle
     
 
     
02 luglio 2019
       
Su richiesta di intervento di verifica  sulle aree contaminate da Diossina ad ATS MONZA da parte di   WWF Lombardia , Legambiente Seregno e altre associazioni ambientaliste della Brianza
 
risponde:
        
   
   
   
   
   

   
     
14 agosto 2019
     
   
Da il giorno 14 agosto 2019
    Crisafulli
   
   

   Metro M 5 con sorpresa   

un inutile consumo di suolo  in aree superstiti di verde

 
 area da disintegrare
 
 
E' stato recentemente presentato il progetto di ampliamento della linea metropolitana MM5 verso Monza.
Un progetto che contempla la realizzazione di un deposito/officina su un'area libera di dimensioni significative tra i territori già pesantemente urbanizzati di Sesto S. Giovanni, Cinisello Balsamo e Monza.
Una scelta che si pone fuori dagli obiettivi di riduzione del consumo di suolo esplicitata nei documenti di pianificazione regionale.
L’ambito dove dovrebbe essere costruito il deposito è incluso nel Parco del Grugnotorto Villoresi ed è individuato dalla Provincia nel proprio piano territoriale (PTCP) in parte come ambito agricolo strategico (AAS) e in parte come ambito paesaggistico di interesse provinciale.

   
area da disintegrare
  
Il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB, con un suo comunicato, si pronuncia sollevando molte perplessità e chiedendo in modo chiaro che si trovi una differente localizzazione per il deposito, prendendo in considerazione una qualche area dismessa di cui abbonda la cintura metropolitana.    
 
area da disintegrare
 
 
area da disintegrare
 
Comunicato dell' OSSERVATORIO PTCP MONZA E BRIANZA
 
   
 
 
 
 
   
PLIS GRUGNOTORTO VILLORESI
   
   
Il PLIS del Grugnotorto Villoresi difende l'integrità del parco

dal deposito della metropolitana M5
   
 
Dopo la presentazione del progetto di ampliamento della linea metropolitana M5 verso Monza  interviene il Plis del Grugnotorto Villoresi per chiedere la tutela delle aree verdi del parco.
 
Arturo Lanzani, Presidente del parco evidenzia che: "il progetto di ampliamento della MM5 verso Monza, investe con il suo tracciato e soprattutto con il suo deposito uno dei pochi ambiti non edificati di dimensioni significative  tra i territori quasi totalmente urbanizzati di Sesto, Cinisello e Monza. Più in generale questo ampio spazio aperto fa parte di un sistema quanto mai contenuto di spazi aperti presenti nel territorio compreso tra i settori più a Nord del comune di Milano, il tracciato del fiume Lambro e l’altopiano delle Groane, una delle porzioni territoriali intercomunali più urbanizzate e più carenti di spazio verde in Italia e Europa (più del 70% del suolo urbanizzato). Ciò che si vuole sottolineare è che la soluzione proposta non solo non persegue un obiettivo di riduzione del consumo di suolo esplicitato in tutti i documenti di pianificazione regionali, provinciali e comunali pertinenti, ma che questo rilevantissimo consumo di suolo si realizza in uno dei pochi spazi rimasti inedificati nel territorio tra i più urbanizzati della regione, d’Italia, d’Europa.
   
Questa condizione di criticità del sistema degli spazi aperti del Nord Milano e della Brianza centrale, al centro di numerose ricerche e pubblicazioni, è stata fatta propria da molti documenti di pianificazione (ed è stata in molti casi la premessa di importanti politiche attive). La volontà di incrementarne la qualità agroecologico-forestale, paesaggistica e la fruizione collettiva dello spazio aperto del Casignolo (al pari dei pochi altri spazi aperti residui) è infatti al centro di diverse azioni. L’intero ambito è stato infatti compreso nel Parco del Grugnotorto Villoresi al fine di tutelarlo e di elaborare interventi di valorizzazione ecologica paesaggistica e di fruizione collettiva e al tempo stesso è stato individuato dalla Provincia in parte come ambito agricolo strategico e in parte come ambito paesaggistico di interesse provinciale nel proprio piano territoriale. Tutti questi atti si propongono di tutelare questo suolo non urbanizzato, subordinando comunque eventuali urbanizzazioni di parti limitate di queste stesse a fini pubblico-infrastrutturali (come è già lo stesso percorso di MM5 nel suo baricentro) a rilevanti interventi di mitigazione ecologica e paesaggistica e soprattutto a cospicui interventi di compensazione ecologica."
 
Netta la posizione di Lanzani: "Alla luce di quanto qui velocemente richiamato il parco esprime la sua più decisa contrarietà alla soluzione proposta".
Lanzani, a nome del PLIS, propone quindi: "In via prioritaria l’individuazione dell’area a deposito, anche a costo di un suo ridimensionamento sul sedime di una delle tante are dismesse presenti nell’area metropolitana o nella provincia di Monza e Brianza, eventualmente con una modifica di tracciato funzionale a questo fine (ad esempio le aree industriali dismesse in via Matteotti a Cinisello). Non è infatti accettabile in questa porzione di territorio un ulteriore incremento del consumo del suolo".
Qualora non fosse possibile individuare un'area alternativa non mancano le proposte migliorative:
 
a)     Sulla base di un principio di riduzione dell’impatto: l’eliminazione dell’area cantiere o la sua provvisoria realizzazione su parte del sito a deposito e la drastica riduzione  dell’ingombro del deposito anche con una rivisitazione del suo programma funzionale (quindi riducendo l’insieme delle attività previste) e la sua disposizione ad una quota diversa da quella del piano di campagna o interrata (in parte a cielo aperto in parte in strutture coperte con tetto verde) o sopraelevata.
b)       Sulla base di un principio di compensazione omologa al consumo del suolo: la qualificazione di tutto lo spazio aperto residuo con la realizzazione preventiva nelle aree non toccate dall’intervento e contestuale sulle aree di intervento di una sistemazione a bosco e prato pubblico sul piano di campagna con eventuali passaggi sotto o sopra il piano di binari (sull’intera area del Casignolo perimetrata nel parco).
c)     Sulla base del principio di mitigazione degli interventi edilizi ed infrastrutturali e di più alte qualificazioni dell’intervento: la realizzazione di un progetto paesaggistico del deposito-officina, dell’eventuale tracciato in quota metropolitana e del bosco e prato pubblico attraverso un concorso internazionale che coinvolga gruppi con competenze multiple ingegneristiche, urbanistiche, architettoniche, paesaggistiche, forestali ed ecologiche.
   
In conclusione: "E’ sicuramente tema importante osservare che il posizionamento del deposito officina rappresenti un nodo cruciale di tutto il progetto di fattibilità".
 
 

   
  
        
Estratto da Nexus ultima frontiera
 
Progetto approvato e finanziato che, tra le tante cose che deve fare,
vi e' anche il recupero di due vicinali a Desio
   
   
Estratto progetto in collaborazione   tra i Comuni di Desio e Varedo per la riqualificazione dell'antica vicinale vecchia per la Valera
Progetto definitivo
     
     
   
 
Strada vicinale vecchia per la Valera Desio
        
        
                 
   Strada  Comunale Bertasciola di sotto
        
      
   
     
Antica Vicinale Bertasciola di Sotto
            
 
NEXUS -AZIONE 3: LA TANGENZIALE VERDE TRA DESIO, BOVISIO MASCIAGO E VAREDO
 
          
               
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