FERITE DI DESIO
    
I   v. Molinara nord
 
II  v. Monti
 
III v. S. Bernardo
 
IV v. per desio
 
V   tang, ovest
 
VI v. Agnesi
 
VII    Valera
 
VIII   v. Masciago
 
IX v. Dei Boschi
 
X v. Zandonai 
 
XI v. Molinara sud
 
XII v. De Luca
 
XIII v. Brianza
 
XIV v. Oslavia
 
XV aree zona B
 
XVI v. delle Baraggiole
 
XVII zona s. Carlo
 
XVIII Nord torre Piezometrica
   
XIX Oves torre Piezometrica
     
XX Ex Abrasivi
       
XXI via Leoncavallo
 
XXII v. Filippo da Desio
 
XXIII v. Villoresi
   
XXIV via Leoncavallo nord
   
XXV v. Rovani
 
XXVI v. Calvino
         
     
   
LE FERITE ECOLOGICHE
DI DESIO SUL WEB GOOGLE
 
 
Dossier cave di Legambiente
 
 

   

Le ferite ecologiche di DESIO

 

   
XI area degradata ex cava via Molinara (sud)
   

 
  

   
 
indagine della magistratura su un cantiere di Desio trasformato in cava
   
prestigiatori della ghiaia
   
danni ambientali, denunciata un' azienda che ha lavorato alla nuova Valassina. estratti abusivamente 110 mila metri cubi di materiale, detriti nella voragine
 

DESIO . E finita nel mirino della magistratura la vicenda di una cava, utilizzata come discarica abusiva per i lavori di riqualificazione del primo lotto della superstrada Valassina. C' e' il sospetto che dietro le operazioni di sbancamento, effettuate peraltro senza alcuna autorizzazione del Comune, si nasconda un business di diverse centinaia di milioni. Alcune persone sarebbero gia' state interrogate negli uffici della Procura presso la pretura monzese dal sostituto procuratore Alfredo Robledo. Gli accertamenti giudiziari sono partiti in seguito a un esposto presentato dall' ex assessore all' Ecologia Maria Rosa Mariani, dei Verdi. Nella denuncia si segnalava l' esistenza di un' area di circa 15 mila metri quadrati, in via Molinara, a ridosso della Milano Lecco, dove sarebbero stati effettuati scavi per prelevare oltre 110 mila metri cubi di ghiaia. Tutto e' cominciato nel settembre del ' 91 quando, in coincidenza con l' avvio dei lavori per la superstrada, la ditta Ines, una delle tre incaricate dall' Anas di eseguire i lavori, prese in affitto il terreno da due privati, con l' intesa di crearvi un magazzino per il cantiere. Nel giro di poco tempo, la superficie fu subappaltata alla ditta dei fratelli Sorte di Magnago e trasformata in discarica abusiva: a mano a mano che i camion prelevavano la ghiaia, la voragine veniva riempita con pezzi d' asfalto, ferro e con altri detriti provenienti dai cantieri lunga la Valassina. E non e' detto che li' sotto, oltre a rifiuti inerti, non siano stati sepolti scarti di altro genere. Secondo quanto sta scritto nell' esposto, la storia sarebbe continuata per nove mesi. Ipotesi di reati ambientali dunque e in piu' un giro d' affari sommerso su cui sta ora cercando di far luce la magistratura. Sulla scrivania del giudice che conduce l' inchiesta continuano intanto a piovere denunce: una l' hanno presentata i proprietari del terreno, Bruno Carcano di Desio e Claudio Baron di Nova Milanese. Un altro esposto, sempre a firma del consigliere Maria Rosa Mariani, segnalerebbe l' esistenza di una seconda cava abusiva, di dimensioni piu' ridotte, situata sempre in prossimita' dell' asse stradale della ribattezzata strada statale 36. Un nuovo giallo, destinato senz' altro ad ampliare il fronte delle indagini. Il caso della discarica per i lavori della Valassina si e' abbattuto come un fulmine sul consiglio comunale di giovedi' sera. Tutti, dal sindaco agli assessori, hanno detto di non averne mai saputo nulla. L' ex assessore Mariani ha comunque chiesto che siano compiuti accertamenti sull' operato di alcuni dipendenti dell' ufficio tecnico che . a suo dire . potrebbero avere avuto un qualche ruolo nella vicenda. Con tutta probabilita' se ne discutera' in un consiglio comunale a porte chiuse, la cui data non e' ancora stata fissata. Viviana Magni


Magni Viviana

Pagina 41
(27 febbraio 1993) - Corriere della Sera
 
      
 
Processo per due imprenditori e due funzionari

Cumuli di asfalto e detriti ai bordi della Valassina Quattro rinviati a giudizio
 
Processo per due imprenditori e due funzionari TITOLO: Cumuli di asfalto e detriti ai bordi della Valassina Quattro rinviati a giudizio - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - DESIO . C' e' una storia di discariche abusive dietro la riqualificazione del primo lotto della Valassina, sette chilometri di superstrada compresi tra Monza e Desio. Chiusa un' inchiesta durata piu' di due anni, il sostituto procuratore presso la pretura di Monza Alfredo Robledo ha disposto quattro rinvii a giudizio. Sotto processo sono finiti Vito Rossi, 45 anni, amministratore della Ines di Bari, una delle tre imprese incaricate dall' Anas di eseguire l' ampliamento della statale Milano Lecco, e Giuseppe Monguzzi, 63 anni, costruttore edile di Lissone. A entrambi viene contestata la violazione della normativa in tema di smaltimento dei rifiuti. Il pubblico ministero dice che gli imputati hanno trasformato terreni situati a ridosso della importante arteria in "pattumiere" a cielo aperto, ammassandovi montagne di blocchi d' asfalto, di cemento, laterizi, terra di riporto e altro materiale derivante dai lavori di sbancamento, senza essere in possesso delle necessarie autorizzazioni della Regione. Insieme con loro, nell' aula penale della Pretura di Desio, dovranno comparire anche il geometra Rosario Perri, capo ripartizione dell' ufficio tecnico comunale, e un suo collaboratore, Franco Casadio. Secondo l' accusa i due funzionari avrebbero omesso di denunciare all' autorita' giudiziaria l' esistenza delle discariche illegali. L' indagine era scattata nel febbraio del 1993, in seguito a un esposto presentato dall' ex assessore all' edilizia privata di Desio Maria Rosa Mariani, dei Verdi. I fatti contestati risalgono tuttavia all' anno precedente. Col pretesto di aprire i cantieri edili per la "desemaforizzazione" della Valassina, la Ines prese in affitto alcune aree, in via Molinara e in via San Gennaro, per un totale di oltre 15 mila metri quadrati. Stando a quanto accertato dal magistrato, quei terreni non sarebbero pero' mai stati utilizzati come depositi per macchinari e attrezzature, bensi' soltanto come ricettacoli di valanghe di detriti di vario genere. La prima udienza del processo e' stata fissata per il prossimo 21 settembre davanti al pretore Silvia Giani, cui tocchera' ricostruire la vicenda e stabilire la verita' processuale.

Magni Viviana

Pagina 37
(21 giugno 1995) - Corriere della Sera
     
   
 
 
Discariche a Desio costruttori condannati
 
DESIO - Condannati gli imprenditori, assolti i funzionari comunali al processo sulle due discariche (catrame e calcinacci), realizzate abusivamente nel '93, durante i lavori per l'ampliamento della Valassina. Il pretore ha inflitto 3 mesi di arresto e tre milioni di ammenda con la condizionale a Vito Rossi, della "Ines" di Bari. L'altro costruttore, Giuseppe Monguzzi, dovra' pagare 1 milione e 750 mila lire di ammenda. Sono invece stati scagionati "perche' il fatto non sussiste" il geometra Rosario Perri, capo dell'ufficio tecnico del comune, e il suo collaboratore, Franco Casadio.
 
 Pagina 51
(28 giugno 1997) - Corriere della Sera
   
  



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