FERITE DI DESIO
     
I  discarica v. Molinara nord
   
Ib v. Molinara sud
    
II Cava v. Monti
   
III Cava  v. S. Bernardo
  
IV Cava  v. per desio
  
V Cava v. Agnesi
  
VI  ex cava   Valera
 
VII v. Zandonai 
  
VIII   v. Masciago
  
IX v. Dei Boschi
    
X aree zona B
 
XI v. delle Baraggiole
     
XII v. De Luca
   
XIII v. Brianza
    
XIV zona s. Carlo
    
XV Nord torre Piezometrica
    
XVI Ex Abrasivi
        
XVII via Leoncavallo 1
  
XVIII v. Filippo da Desio
    
XIX via Leoncavallo 2 nord
      
XX v. Calvino
     
XXI v. Leocavallo 3
 
XXII v. M. Serao
             
     
  
    
    
   

 
   
 
 
Le ferite ecologiche di DESIO
     
XIX  VIA LEONCAVALLO Desio ang. Dei Lavoratori  
     
 
 
     
Febbraio 2011  
 Emerge una nuova discarica nella martoriata via Leoncavallo
     
     
          
In attesa di relazioni ufficiale possiamo gia'
 valutare qualcosa dalle foto del terreno
   
   
 
 
     
    
 
 
 
   
 
 
 
Desio, una discarica abusiva al giorno
25/02/2011
da Il Giorno
articolo di  ALESSANDRO CRISAFULLI
 
Olii industriali in via Calvino, eternit e mattoni in via Leoncavallo
 
 
— DESIO -
QUALCUNO, qualche mese fa, l’aveva ribattezzata «Desio città discarica». Non certo rendendo felice chi l’amministrava e chi ci abita. Ma la situazione, da queste parti, si scopre assai più drammatica, di quanto apparisse allora. Perchè discariche abusive di ampie dimensioni, con rifiuti e scarti di tutti i tipi, anche inquinanti, spuntano ormai al ritmo di una a settimana. E non parliamo di quattro sacchi della spazzatura lasciati accanto alla strada.
 
LE ULTIME, tristi, scoperte - dopo quella di via Villoresi - sono arrivate nelle ultime ore in via Calvino e in via Leoncavallo. Sempre in periferia, a testimonianza di un perimetro desiano letteralmente abbandonato da anni al suo destino. Nonostante tutti i controlli e gli sforzi delle forze dell’ordine. In via Calvino la polizia locale ha rintracciato un deposito di automezzi e, accanto, fusti di olii, materiale edile, contenitori di gasolio, tubazioni, container, pneumatici, carcasse di auto: sarebbero abusivi sia il deposito che quanto è stato scaricato dentro. Il Comune ha già inviato la comunicazione di avvio del procedimento per il ripristino ambientale, in un terreno in teoria agricolo, alle tre società che ne sarebbero le referenti. Poco dopo, a seguito di una segnalazione anonima giunta al Comitato di quartiere di Spaccone, ecco spuntare un’altra discarica in via Leoncavallo: montagne di terra dalle quali spuntano lastroni di eternit, scarti edili, contenitori arrugginiti.
I vigili sono usciti per fare le foto, i rilievi e stanno cercando di risalire ai proprietari. «Sono andato e ho visto eternit da tutte le parti - racconta Camillo Redaelli, presidente del Comitato che poi ha allertato i vigili - ho il riscontro che si tratta di qualcosa di datato ed è un vero disastro».
 UN PROLIFERARE incessante, che fa rialzare i toni anche della contesa politica: «Nella discarica di via Villoresi due delle società coinvolte fanno riferimento a Massimo Ponzoni, la terza società è dei suoceri - dice Lucrezia Ricchiuti in un comunicato -, cosa aspetta il Pdl a prendere le distanze da questo personaggio? La discarica di via Calvino è inquietante anche perchè pare ci siano stati sversamenti di liquidi oleosi nel terreno. Anche in questo caso chi pagherà la bonifica? Intanto nulla è stato fatto per quella di via Molinara».
 
 

Desio, da terra spunta l'eternit  Scoperta terza discarica abusiva                                                                              

 
 

Desio - Lastre di eternit spuntano dal terreno. Contenitori di plastica vuoti, con le etichette di prodotti industriali e vernici, sono abbandonati qua e là. Ci sono anche vecchi bidoni arrugginiti. E' la nuova discarica a cielo aperto, segnalata in settimana da alcuni cittadini. Si trova in via Leoncavallo, periferia sud, quasi al confine con Muggiò, nella stessa via di un'altra discarica, scoperta un anno fa. Arrivarci non è semplice. L'area è nascosta tra colline di terra (semplice terra?).
   
Via Leoncavallo è a fondo cieco, chiusa da due new jersey di cemento. Arrivando da via Maestri del Lavoro, bisogna proseguire a piedi, superando l'ostacolo di cemento, e farsi strada tra le sterpaglie. Una volta giunti sul terreno, si notano subito le lastre di amianto abbandonate. Non sono tantissime. Il problema, però, è che spuntano da terra. L'impressione è che sottoterra ce ne siano altre. Chi le ha sepolte? Quante sono? C'è altro lì sotto? Di chi è quel terreno? Tutti interrogativi a cui, a poco a poco, cercherà di rispondere la polizia locale, che ha avviato le indagini.
 
Da chiarire se la cava sorge su un'area di proprietà comunale o privata. Poi occorrerà verificare la presenza e la quantità di eventuali inquinanti. La strada già in passato è stata presa di mira: una decina di anni fa è stata chiusa con i new jersey proprio per evitare lo scarico di rifiuti. L'intervento, però, non è servito. Tra i terreni che costeggiano la piccola via oggi non ci sono solo generici sacchi della spazzatura. Ma anche materiale edile. Amianto. Vernici. Le discariche continuano così a spuntare come funghi.
 
Solo una settimana fa la scoperta del deposito illegale di via Calvino. E la cava di via Villoresi. Dati di fatto che fanno reagire il Pd. “Il nostro territorio – ricorda il partito in un comunicato stampa - è da tempo devastato da discariche abusive. Quella in Via Molinara grida vendetta: nulla è ancora stato fatto per la bonifica. La discarica è accessibile e probabilmente le lastre di eternit all'ingresso dimostrano che chiunque può scaricare senza problemi».
 
«Non si può più aspettare: i veleni potrebbero aver già contaminato la falda acquifera. E' ora che chi ha distrutto il territorio paghi. Chiediamo alla cittadinanza di vigilare sul territorio e di segnalare qualsiasi abuso. E' solo così che si può dimostrare il proprio bene per la città. Noi lo abbiamo sempre fatto con i pochi mezzi a disposizione, a differenza di chi ha sempre negato l'evidenza e ci ha fatto precipitare per sua ignoranza o interesse in questa situazione”
Paola Farina
 
 
   
 
22 settembre 2016 il giorno
 
 

 




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