Rit. Volta
 
 
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Alessandro Volta

 
Atto di nascita
 
Como 18.2.1745-Como 5.3.1827

 
       
       
  
Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta nacque a Como il 18 febbraio del 1745 da Filippo e da Margherita De' Conti Inzaghi. La famiglia Volta apparteneva all'aristocrazia lombarda e aveva legami assai stretti con l'ambiente ecclesiastico.     Nel 1763 è allievo dei gesuiti, nel seminario Benzi, il Chierico Giulio Cesare Gattoni investì grosse somme per assecondare le ricerche e gli studio del giovane,   già promesso genio.   Volta preferì diventare autodidatta appena si rese conto delle sue non comuni risorse. Gli interessi culturali di Volta si delineano chiaramente a diciotto anni,1763 allorché -   dopo aver studiato le opere di Van Musschenbroek,        di Nollet e Giambattista Beccaria -   instaura un'intensa   corrispondenza   epistolare con lo scienziato francese e con il suo connazionale. 

Intorno al   1765  Volt a frequenta la casa di Giulio Cesare Gattoni (1741-1809),    dove ha la possibilità di servirsi del gabinetto fisico che il Gattoni aveva costruito fra il 1764 e il 1765.   L'interesse per l'elettrologia è stimolato dalle ricerche dell'amico   Gattoni    grazie al quale, secondo Giambattista Giovio,    Volta "acquistò gran parte del suo nome europeo".  Nel 1769 Volta pubblica la dissertazione  "De vi attractiva ignis electrici ac phaenomenis inde pendentibus",  e nel   1771  la memoria epistolare "Novus ac simplicissimus electricorum tentaminum apparatus". Nel 1774, dietro interessamento del Firmian,  è nominato reggente (direttore) delle scuole pubbliche di Como;   l'anno successivo, è professore di fisica sperimentale nel ginnasio di Como.

Nel   1771   l'Imperatrice   Maria Teresa   aveva      infatti  varato un   "Piano di direzione,      disciplina e economia   dell'Università di Pavia" e, nel 1773, un  "Piano scientifico".  L'attuazione di tali programmi   implicava   il potenziamento degli    insegnamenti scientifici dell'ateneo pavese che, nelle intenzioni del governo di Vienna, doveva diventare la "scuola centrale dello Stato". Grazie all'abilità diplomatica del conte Firmian e alla collaborazione di  Spallanzani,   Boscovich e dello stesso   Volta,  l'innovazione del sapere scientifico prese avvio in Lombardia.


Nel 1775 inventa l'elettroforo (generatore elettrostatico elementare da influenza-- non per strofinio--)   (1) ,    presentandola alla   Royal Society di Londra,  e la sua fama diviene internazionale.  

Nel 1776 presso Angera sul Lago Maggiore scopre "l'aria infiammabile" nativa delle paludi, che altro non è che metano. La scoperta lo induce a studi ed esperimenti con le "arie infiammabili".

Con l'appoggio di Firmian e di Kaunitz intraprende,   nel 1777,    il suo primo viaggio scientifico in Svizzera, Alsazia e Savoia.        Durante questo viaggio conosce alcuni fra i più celebri naturalisti, come H.B.De Saussure e J. Senebier. Dietro proposta del governatore generale della Lombardia Asburgica       (il più volte citato Carlo Giuseppe Conte di Firmian),  viene conferita a Volta,nel novembre del 1778,  la cattedra di Fisica sperimentale  dell'Università di Pavia. 

Nel 1780,   lo scienziato comasco si reca a Firenze per visitare il Regio Museo di Fisica e Storia Naturale e per condurre indagini naturalistiche.   Nel settembre del 1781 visita la Svizzera, l'Alsazia,  la Germania centroccidentale,  l'Olanda,   il Belgio e,  verso la fine di dicembre,   giunge a Parigi.        Qui soggiorna per quattro mesi lavorando con Laplace e Lavoisier. Nel 1782 giunge a Londra, dove si ferma sino a giugno. Successivamente, nel 1784,      si reca, insieme al collega Antonio Scarpa, a Vienna e a Berlino. L'anno dopo sarà nominato rettore dell'Università di Pavia. Le ricerche compiute, durante gli anni ottanta, in elettrologia,   meteorologia elettrica,   calorimetria,   geologia e chimica dei gas,   gli consentono di affermarsi come uno dei più illustri scienziati di livello europeo.



Nel 1784  viene   nominato   rettore dell'Ateneo pavese,  membro dell'Accademia degli Affidati di Pavia, Accademico delle scienze a Mantova  e membro della   Royal Society di Londra.      Si adoperò per modernizzare la ricerca scientifica universitaria del suo tempo.   Nel 1791 è pubblicato da Galvani  "De viribus electricitatis in motu musculari commentarius" ove era presentata una teoria sull'elettricità animale.
   
Nella primavera del 1789 ,Marianna Paris,  una giovane cantante si esibisce nel teatro di Pavia come interprete dell'opera buffa di Paisiello "Il barbiere di Siviglia ovvero la precauzione inutile". La donna incontra durante il soggiorno pavese Alessandro Volta. All'età di quarantaquattro anni, principe dei salotti e in fama di tombeur defemmes, il fisico ha sempre fuggito il matrimonio. L'incontro con la giovane cantante ha tuttavia l'effetto di una vera e propria scarica elettrica e tra i due nasce una forte passione amorosa. Contro i loro propositi di matrimonio si schierano la famiglia dello scienziato, il governo di Milano e addirittura l'imperatore d'Austria Leopoldo II. (2)
     
E infatti il 22 novembre 1794  sposa Maria Teresa Peregrini,   dalla quale avrà tre figli: Zanino, Flaminio e Luigi; il secondogenito, Flaminio, morirà a soli diciotto anni. Dopo la pubblicazione dello scritto di Galvani "De viribus electricitatis in motu musculari commentarius" (1791),    Volta, che nel 1794 aveva ricevuto dalla Royal Society la Medaglia d'Oro di Copley per i suoi contributi scientifici, pubblica sugli   "Annali di chimica e di storia naturale" - rivista fondata e diretta dal chimico pavese Luigi Brugnatelli  - una memoria intitolata "Nuova memoria sull'elettricità", indirizzata al fisico piemontese Vassalli.  Tre anni dopo darà alle stampe tre saggi di carattere epistolare,     indirizzati al fisico tedesco Gren, dal titolo "Sul galvanismo".

Il venti marzo 1800 presenta a Joseph Banks, segretario della Royal Society   l" organo elettrico artificiale" o "apparato elettromotore" o "apparato a colonna", trattasi della Pila di Volta. Quest'invenzione diviene un punto di partenza per tutta la storia dell'elettricità. Gli scienziati francesi, seguaci  di    Galvani   nominarono quest'apparato elettromotore con "pila di Galvani"  producendo irritazione da parte di Volta,  il  quale  riuscì  a  dimostrare  l'originalità   della  propria invenzione facendo rinominare  l'apparato pila di Volta. Il sette novembre   1801   Volta   lesse la sua memoria sugli Elettromotori alla presenza di Napoleone, il  quale lo propose immediatamente una medaglia d'oro per lo scienziato italiano.  Napoleone lo nominò senatore e gli austriaci successivamente lo nominarono "direttore degli studi filosofici". Dal    1819    lo studioso si ritirò a vita privata,     trascorrendo il suo tempo tra   Como e Camnago (co) ove possedeva una villa di campagna. Nel 1823 la moglie comunica che lo scienziato si è salvato da un infarto. Nel 1827 una febbre lo costringe a letto da cui non sarebbe più alzato, il cinque marzo dello stesso anno  muore a Como.

Note:    1)  da   "l'energia elettrica


 2 ) “Il professore e la cantante” – Paolo Mazzarello-Bompiani Editore – 192 pp