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Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta nacque a Como il 18 febbraio del 1745 da Filippo e da Margherita
De' Conti Inzaghi. La famiglia Volta apparteneva all'aristocrazia
lombarda
e aveva legami assai stretti con l'ambiente ecclesiastico.
Nel 1763 è allievo dei gesuiti, nel
seminario
Benzi, il Chierico Giulio Cesare Gattoni investì grosse somme
per assecondare le ricerche e gli studio
del giovane,
già promesso
genio.
Volta preferì diventare autodidatta
appena si rese conto delle sue
non comuni
risorse. Gli interessi
culturali
di Volta si delineano chiaramente a diciotto anni,1763 allorché
-
dopo aver studiato le opere di Van
Musschenbroek,
di Nollet e Giambattista
Beccaria
- instaura
un'intensa
corrispondenza
epistolare con lo scienziato francese e con il suo
connazionale.
Intorno al 1765 Volt a
frequenta la
casa di Giulio Cesare Gattoni
(1741-1809), dove ha la
possibilità di servirsi del gabinetto fisico che il Gattoni
aveva
costruito fra il 1764 e il
1765.
L'interesse per l'elettrologia è stimolato dalle ricerche
dell'amico
Gattoni grazie al quale, secondo
Giambattista
Giovio,
Volta "acquistò gran parte del suo nome europeo".
Nel 1769
Volta pubblica la dissertazione "De vi
attractiva ignis electrici ac phaenomenis inde pendentibus",
e nel 1771 la memoria epistolare "Novus
ac
simplicissimus
electricorum tentaminum apparatus". Nel 1774, dietro
interessamento
del Firmian, è nominato reggente (direttore) delle
scuole
pubbliche di Como; l'anno successivo, è
professore di
fisica sperimentale nel ginnasio di Como.
Nel
1771
l'Imperatrice Maria Teresa
aveva
infatti varato un "Piano di
direzione,
disciplina e economia dell'Università di
Pavia" e,
nel
1773, un "Piano
scientifico". L'attuazione di tali
programmi
implicava il
potenziamento
degli insegnamenti scientifici
dell'ateneo pavese
che,
nelle intenzioni del governo di Vienna, doveva diventare la "scuola
centrale
dello Stato". Grazie
all'abilità
diplomatica del conte Firmian e alla collaborazione di
Spallanzani, Boscovich
e dello
stesso
Volta, l'innovazione del sapere
scientifico
prese avvio in Lombardia.
Nel 1775 inventa l'elettroforo
(generatore
elettrostatico
elementare da influenza-- non per strofinio--) (1)
,
presentandola alla Royal Society di Londra,
e la sua fama diviene
internazionale.
Nel 1776 presso Angera sul Lago Maggiore scopre
"l'aria infiammabile" nativa delle paludi, che altro non è
che metano. La scoperta lo induce a studi ed esperimenti con le "arie infiammabili".
Con l'appoggio di Firmian e di Kaunitz
intraprende,
nel 1777, il suo primo viaggio
scientifico in
Svizzera,
Alsazia e
Savoia.
Durante
questo
viaggio conosce alcuni fra i più celebri naturalisti, come
H.B.De
Saussure e J. Senebier. Dietro proposta del governatore generale della
Lombardia
Asburgica
(il più
volte citato Carlo Giuseppe Conte di Firmian), viene
conferita a
Volta,nel novembre del 1778, la cattedra di Fisica
sperimentale
dell'Università di Pavia.
Nel 1780, lo
scienziato
comasco
si reca a Firenze per visitare il Regio Museo di Fisica e Storia
Naturale
e per condurre indagini naturalistiche. Nel
settembre del
1781
visita la Svizzera, l'Alsazia, la Germania
centroccidentale,
l'Olanda, il Belgio e, verso la fine di
dicembre,
giunge a
Parigi.
Qui
soggiorna
per quattro mesi lavorando con Laplace e Lavoisier. Nel 1782 giunge a
Londra,
dove si ferma sino a giugno. Successivamente, nel
1784,
si reca, insieme al collega Antonio Scarpa, a Vienna e a Berlino.
L'anno
dopo sarà nominato rettore dell'Università di
Pavia. Le
ricerche
compiute, durante gli anni ottanta, in
elettrologia,
meteorologia
elettrica, calorimetria,
geologia e chimica dei
gas, gli consentono di affermarsi come uno dei
più
illustri
scienziati di livello europeo.
Nel 1784
viene
nominato
rettore dell'Ateneo pavese,
membro
dell'Accademia degli
Affidati di
Pavia, Accademico delle scienze a Mantova e membro
della Royal Society di
Londra.
Si adoperò per modernizzare la ricerca scientifica
universitaria
del suo tempo.
Nel 1791 è
pubblicato da Galvani
"De viribus electricitatis in motu musculari commentarius"
ove era presentata una teoria
sull'elettricità
animale.
Nella primavera del 1789 , Marianna Paris,
una giovane cantante si esibisce nel teatro di Pavia come interprete
dell'opera buffa di Paisiello "Il barbiere di Siviglia ovvero la
precauzione inutile". La donna incontra durante il soggiorno pavese
Alessandro Volta. All'età di quarantaquattro anni, principe dei
salotti e in fama di tombeur defemmes, il fisico ha sempre fuggito il
matrimonio. L'incontro con la giovane cantante ha tuttavia
l'effetto di una vera e propria scarica elettrica e tra i due nasce una
forte passione amorosa. Contro i loro propositi di matrimonio si
schierano la famiglia dello scienziato, il governo di Milano e
addirittura l'imperatore d'Austria Leopoldo II. (2)
E infatti il
22
novembre 1794 sposa Maria Teresa
Peregrini, dalla
quale avrà tre figli:
Zanino, Flaminio e Luigi; il secondogenito, Flaminio, morirà
a
soli
diciotto anni. Dopo la pubblicazione dello scritto di
Galvani "De
viribus
electricitatis
in motu musculari commentarius"
(1791),
Volta,
che nel 1794 aveva ricevuto dalla Royal Society la Medaglia d'Oro di
Copley
per i suoi contributi scientifici, pubblica
sugli "Annali di chimica e di storia naturale" -
rivista
fondata e diretta
dal
chimico pavese Luigi Brugnatelli - una memoria intitolata
"Nuova
memoria sull'elettricità", indirizzata al fisico piemontese
Vassalli.
Tre anni dopo darà alle stampe tre saggi di carattere
epistolare,
indirizzati al fisico tedesco Gren, dal titolo "Sul galvanismo".
Il venti marzo 1800
presenta a Joseph
Banks, segretario
della Royal Society l" organo elettrico artificiale"
o "apparato elettromotore" o "apparato a
colonna", trattasi
della Pila di Volta. Quest'invenzione
diviene
un punto di
partenza per tutta
la storia dell'elettricità. Gli scienziati francesi,
seguaci
di
Galvani
nominarono quest'apparato elettromotore con "pila di Galvani"
producendo irritazione da
parte di Volta,
il quale
riuscì a dimostrare
l'originalità
della propria invenzione facendo rinominare
l'apparato pila di Volta. Il
sette
novembre
1801 Volta
lesse la sua memoria sugli Elettromotori alla
presenza di
Napoleone,
il quale lo
propose immediatamente una
medaglia d'oro per
lo scienziato italiano. Napoleone lo nominò
senatore e gli austriaci successivamente
lo
nominarono
"direttore degli studi filosofici". Dal
1819 lo studioso
si ritirò a vita
privata, trascorrendo
il
suo tempo tra Como e Camnago (co) ove possedeva una villa di campagna. Nel 1823
la moglie comunica
che lo scienziato si è salvato da un infarto. Nel 1827 una febbre lo costringe a
letto da cui
non sarebbe più alzato, il cinque marzo dello stesso anno
muore a Como.
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