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Storia locale,  Villa Tittoni Traversi

     
Sculture medievali  della collezione Cusani-Traversi
presso villa Cusani Traversi Desio

 
  
  
15.1
Medaglia di Bianca Visconti in  Bottigella (11)           (lt70a)  (ds133a)
 
      
Luca Tosi
Su alcuni marmi della collezione Traversi di Desio
( estratto cap.4 da Prospettiva Rivista di storia dell’arte antica e moderna pag. 70 aprile 2010)
   
 
4. Scultore lombardo:
frammento con tondo recante il profilo di Bianca Bottigella
(1475 circa-1485 circa)
 
A Pavia sembrerebbe rimandare anche la rinascimentale “medaglia con profilo di donna dalle sigle B. L.”, che Sant’Ambrogio distingue dagli altri tondi della raccolta Traversi, ritenuti copie ottocenteschedi originali della Certosa di Pavia. 23 Il medaglione (fig. 4), dalle misure approssimative di cm 45 x 55, è scolpito a bassorilievo entro un frammento più grande di forma irregolare, che doveva far parte dell’apparato decorativo marmoreo di un’arcata della quale costituiva l’angolo superiore destro. Si presume ritragga la padrona di casa rivolta verso il perduto ritratto del coniuge: una composizione che ha il suo precedente più illustre, nel ducato sforzesco, nel portale del Banco Mediceo,24 con i due tondi in conchiglia recanti i profili di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. La sigla “BL.” (da sciogliersi in “Blanca”) e le notevoli somiglianze tra le due dame (a partire dal velo a coprirne i capelli, fino all’espressione severa, con i lineamenti duri e decisi) potrebbero suggerire l’identificazione con la stessa persona: il profilo marmoreo è invece pressoché sovrapponibile con quello della quasi omonima Bianca Visconti (scomparsa nel 1486), moglie di Giovanni Matteo Bottigella, assieme al quale è ritratta da Vincenzo Foppa nella celebre pala dei Musei Civici di Pavia (inv. n. 21, fig. 5), forse utilizzata come prototipo dall’anonimo scultore. La presenza del volto del padrone di casa su di un medaglione da facciata, in luogo dei classici ritratti di imperatori romani o signori locali, è certamente meno ordinaria, ma testimoniata da altri episodi coevi: i ritratti solariani di Benedetto e Maria Raimonda Giovio nel Museo Civico di Como, e quelli di Giovanni e Tommaso Bossi di Casa Castellani Fantoni ad Azzate (Varese), oggi presso il Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco.25 L’unica provenienza ipotizzabile sembrerebbe quella di Palazzo Bottigella a Pavia, sottoposto da Giovanni Matteo, attorno al 1470, a importanti interventi edilizi; l’edificio è poi venduto al contiguo convento del Salvatore, soppresso e requisito a fine Settecento. Acquistato dal capomastro 70 [Contributi] pavese Venanzio Re nel 1803,
 
subisce una serie di pesanti rifacimenti e demolizioni almeno fino al 1829.26 Il portale – o ciò che ne rimaneva
– potrebbe essere stato smembrato e immesso sul mercato in tali circostanze; e  chissà che anche il presunto ritratto di Giovanni Matteo non possa essersi salvato. L’esuberante decorazione vegetale che incornicia il medaglione ricorda quella scolpita sopra l’accesso al Lavabo dei monaci della Certosa di Pavia.27

estratto articolo per gentile concessione dell'Autore

 
note originali: 






 
23) Sant’Ambrogio, Marmi cit., p. 133. I dodici medaglioni,  effettivamente del XIX secolo, furonodi soppalco a gradinate, e cui stanno ascoltando, volgendo le spalle agli osservatori, come usò di
frequente l’Omodeo nei suoi bassorilievi, parecchi dottori della Sinagoga drappeggiati all’orientale con abiti dalle pieghe cartacee”, ricordato dal solo Sant’Ambrogio (Marmi cit., p. 132; Tosi, I marmi
cit., p. 81, n. 124), non presente in alcuna fotografia e trafugato da Desio in epoca imprecisata. 
 
24) Rimosso nel 1864 e oggi ricoverato presso la sala XIV del Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco, s. n. inv.
 
25) M. San Romè, C. Poggi, Guida illustrativa del Civico Museo di Como in Palazzo Giovio, Como 1898, p. 55, nn. 54, 58; L. Cogliati Arano, Cristoforo Solari ritrattista di Benedetto Giovio, in Paolo Giovio. Il Rinascimento e la Memoria, atti del convegno di studi, Como 1985, pp. 303-312, figg. 1-2. G. Carotti, Relazione sulle antichità entrate
nel Museo Patrio di Archeologia in Milano (Palazzo Brera) nel 1896, in ‘Archivio Storico Lombardo’, XIV, 1897, pp. 406-410, fig. p. 408; D.
Sant’Ambrogio, Di una lapide milanese recentemente venuta in luce, in ‘Archivio Storico Lombardo’, XXXIX, 1903, p. 242; G. Moreno Vazzoler, Azzate: vicende storico-ecclesiali, Azzate 1996, pp. 20-21, nota 9, fig. p. 22; la coppia (inv. nn. 1129-1130) è ora esposta nella Sala XX del museo milanese.
 
26) Sulle vicende costruttive e le decorazioni dell’edificio: M.G. Albertini Ottolenghi, I palazzi gentilizi, in Pavia. Architetture dell’età sforzesca, Torino 1978, pp. 111-121; P.L. Mulas, Il palazzo Bottigella a Pavia, in M. Zaggia, P.L. Mulas, M. Ceriana, Giovanni Matteo  Bottigella cortigiano, uomo di lettere e committente d’arte. Un percorso nella cultura lombarda di metà quattrocento, Firenze 1997, pp. 227-229, 236-239; G. Zaffignani, Inedite fonti documentarie per il palazzo, in Il palazzo dei fratelli Bottigella. Per il recupero di un monumento perduto, a cura di L. Giordano, G. Calvi, Pavia 1998, pp. 24, 27, 50, 54.
 
27) Riprodotto in Certosa di Pavia, a cura di F.M. Ricci, Parma 2006, fig. 220.
 
Frammento con tondo recante il profilodi Bianca Visconti in  Bottigella (1475 circa-1485 circa) (11)

Collezione privata
 
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Particolare della pala Bottigella ( Bianca Visconti )
Pala Bottigella è un dipinto tempera su tavola (124x171 cm) di Vincenzo Foppa, databile al 1480-1484 e conservata nella Pinacoteca Malaspina di Pavia.
      
 
  
 
 
  
 





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