PL  06
 
 
PL  07
 
 
ripristini Mozzate
 
 
mitigazioni  ambientali Mozzate   
 
 
PROGETTO GREENVAY
 
 
cipe e rassegna stampa 
 
 
OPERE CONNESSE
 
 
PROGETTO PRELIMINARE
   
        
   
 
AICURZIO (MB)
   
ARCORE (MB)
 
BARLASSINA (MB)
 
BELLUSCO (MB)
 
BERNAREGGIO (MB)
 
BIASSONO (MB)
 
BOLTIERE (BG)
 
BONATE SOPRA(BG)
   
BONATE SOTTO (BG)
 
BOTTANUCO (BG)
 
BOVISIO-MASCIAGO (MB)
 
BREGNANO (CO)
 
  BREMBATE (BG)
 
BUSTO ARSIZIO (VA)
 
CAIRATE (VA)
 
CANTELLO (VA)
 
CAPRIATE SAN GERVASIO (BG) 
 
CARATE BRIANZA (MB)
 
CARBONATE (CO)
 
CASNATE CON BERNATE (CO)
 
CARNATE (MB)
   
CARIMATE (CO)
 
CASSANO MAGNAGO (VA) 
 
CASTIGLIONE OLONA (VA)
 
CERMENATE (CO)   
 
CERIANO LAGHETTO (MB)
 
CESANO MADERNO(MB) 
 
CHIGNOLO D'ISOLA(BG)
 
 CIRIMIDO (CO)
 
  CISLAGO (VA)
 
CLIVIO(VA)
 
COGLIATE (MB)
 
COMO
 
CORNATE D'ADDA (MB)
 
DALMINE (BG)
 
DESIO (MB)
 
FAGNANO OLONA (VA)
 
FENEGRO' (CO)
 
FILAGO (BG)
 
   GAZZADA SCHIANNO (VA)
 
GERENZANO (VA)
 
GORLA MAGGIORE (VA)
 
 GORLA MINORE (VA)  
 
GRANDATE (CO)
 
LAZZATE (MB) 
 
LENTATE SUL SEVESO (MB)
 
LESMO (MB)
    
LIMBIATE (MB)
   
LIMIDO COMASCO (CO)
   
LIPOMO (CO)
    
LISSONE (MB)
   
LOCATE VARESINO (VA)
 
LONATE CEPPINO (VA)
 
LOMAZZO (CO)
 
LOZZA (VA)
 
LUISAGO (co)
LURATE CACCIVIO (CO)
 
MACHERIO (MB)
     
MADONE (BG)
      
MALNATE (VA)
 
MEDA (MB)
 
MEZZAGO (MB)
 
MISINTO (MB)
 
MONTANO LUCINO (co)
   
MONTORFANO (CO)
 
MORAZZONE (VA)
 
MOZZATE (CO)
 
ORIGGIO (VA)
 
ORNAGO (MB)
 
OSIO SOTTO (BG)
 
OSIO SOPRA (BG)
 
PRESEZZO (BG)
 
RESCALDINA (MB)
   
ROVELLASCA (CO)
 
ROVELLO PORRO (CO)
 
SEREGNO (MB)
 
SEVESO (MB)
 
 SOLBIATE OLONA (VA)
 
SOVICO (MB)
 
SUISIO (BG)
 
SULBIATE (MB)
   
TAVERNERIO (CO)
 
TERNO D'ISOLA (BG)
 
TRADATE (VA)
 
TREZZO SULL'ADDA (MB)
 
TRIUGGIO (MB)
 
TURATE (CO)
 
UBOLDO(VA)
 
USMATE VELATE
 
VARESE
 
VEDANO OLONA (VA)
 
VILLA GUARDIA (CO)
 
VIMERCATE (MB)
   
Scrivi
               

   

 

      
 

Mozzate  

 
Osservazioni presentate da  Insieme   in   rete   per   uno   sviluppo   sostenibile
 
OSSERVAZIONI GENERALI DEL 09 GIUGNO 2009
 
OSSERVAZIONI AL PROGETTO DEFINITIVO DI AUTOSTRADA PEDEMONTANA COMUNE di MOZZATE
 

TRACCIATO AUTOSTRADA PEDEMONTANA

 

1°) Parte del bosco salvato dalla realizzazione dell’autogrill di MOZZATE.

La sciagurata scelta di localizzare un’area di servizio in una rara zona boscosa di pianura “su indicazione del Comune di Mozzate” com’è riportato nella relazione ambientale della tratta “A” dal titolo “Il bosco del Rugareto e l’area di servizio di Mozzate”, inserita tra discariche dismesse ed ancora attive, è stata marginalmente e parzialmente modificata, ma non in modo sufficiente.

La criticità progettuale dell’area di servizio prevista inizialmente per un consumo di bosco di oltre 200.000 mq., collegata alla criticità della cosi detta “Varesina bis” che contribuisce al consumo spropositato di suolo boschivo a causa delle innumerevoli rotatorie e del casello di esazione, non sono state sanate.

E’ inoltre riportato sul documento citato che in conseguenza della devastazione di cui sopra, si sono dovuti “aumentare sensibilmente gli interventi ambientali” e prevedere “ampi interventi di compensazione” per cui “il paesaggio agrario viene valorizzato con la costruzione di filari, siepi, fasce boscate”.

VISTO che l’area di servizio prevista nel progetto preliminare è stata ridotta salvaguardando una porzione di area boschiva a ridosso della ex discarica “Boschi Ramascioni” esaurita, ma non ancora bonificata, SI CHIEDE che quest’area sia riqualificata, inserendola nel Progetto locale di compensazione n. 6, preservandola

e con funzioni di filtro tra la costruenda area di servizio e le discariche.


2°) Galleria artificiale a ridosso del nucleo urbano di San Martino di MOZZATE.

Il progetto definitivo ha rivelato la difficile soluzione costruttiva della galleria artificiale progettata a ridosso di un quartiere residenziale esistente e di un’area di sviluppo abitativo, individuata nel PGT di Mozzate ed indicata con la lettera “G”.

Andare a fare uno scavo di sbancamento enorme tra la ferrovia Milano-Varese e la S.P. 233, creerà certamente ulteriori problemi aggiuntivi alle costruzioni esistenti, per cui si chiede con forza una garanzia preventiva ed assoluta che gli edifici non subiscano danni ulteriori.

Non risulta inoltre agli scriventi che ci sia una Relazione geologica a supporto del progetto e quindi la preoccupazione maggiore è che le escavazioni vadano ad intercettare le falde acquifere sottostanti in quella zona e compromettere irrimediabilmente la falda e la staticità delle costruzioni esistenti.

Per quanto riguarda invece la nuova area di sviluppo prevista dal PGT di Mozzate, posizionata a ridosso delle fasce di rispetto della costruenda autostrada, non più in galleria, si chiede che tale area sia inserita totalmente nel progetto di compensazione a tutela delle residenze esistenti, come da prescrizioni del CIPE.

Si propone quindi la creazione di un bosco parallelo a quello proposto nel Comune di Cislago, che inizi al termine della galleria, dopo la ferrovia e con lunghezza pari al bosco di Cislago, a protezione della futura area di sviluppo prevista e della nuova pista ciclabile e di sostituire la vasca di laminazione con un apposito impianto di fito/depurazione.

Si avrà così un bosco/parco intercomunale con funzione di filtro tra la strada e l’abitato esistente.

 

OPERE DI COMPENSAZIONE AMBIENTALE

 

3°) Nuovo bosco tra lo svincolo di Cislago (Progr. Km. 8+025) con l’opera connessa “Varesina bis” ed il torrente Bozzente.

Questo nuovo bosco progettato per compensare la grossa criticità dell’area di servizio e dell’opera connessa “Varesina bis” è localizzato meglio degli altri.

L’intervento di nuova forestazione che viene proposto, oltre a schermare i nuclei di Mozzate e Cislago a causa del rilevante consumo di boschi per l’area di servizio, avrà benefiche funzioni naturalistiche, paesaggistiche, di filtro e fascia tampone (buffer strip) e di abbattimento degli inquinanti dovuti al tracciato autostradale verso le nuove zone di sviluppo, individuate dal PGT di Mozzate.

Questo nuovo bosco potrà avere anche una funzione di frangivento in quanto è previsto in una posizione priva di ostacoli naturali, non sottrae aree alle unità produttive agricole esistenti essendo circondato da boschetti consolidati ed infine è messo a protezione di una “vasca volano” localizzata dai Comuni di Cislago e Mozzate, sulle rive del torrente Bozzente.

Proponiamo che il nuovo bosco di compensazione ambientale sia ampliato, aggiungendo la rimanente porzione a ridosso del confine di Cislago, verso il torrente Bozzente, a chiusura tra la zona boschiva esistente e la nuova autostrada.

 

PRESCRIZIONI CIPE

 

In riferimento alle Prescrizioni ed alle Raccomandazioni proposte dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, approvate dal CIPE con deliberazione n. 77 del 29/3/2006, si fa presente quanto segue:

PRESCRIZIONI n. 33 di pagina 7, n. 114 di pagina 24 e n. 123 di pagina 26.

Nella parte finale della prima prescrizione citata viene ordinato di “verificare altresì la possibilità di spostare nella medesima area (area di servizio di Mozzate) anche il posto di manutenzione già previsto in territorio di Cislago”.

Si chiedeva di “verificare” se nell’area di servizio di Mozzate, oltre ad albergo, ristorante e spazio per rifornimento carburanti, si potesse realizzare “anche il posto di manutenzione”.

L’intera area di servizio progettata nel preliminare era devastante e lo è ancora nel progetto definitivo ed era stata indicata, non solo da noi, come una “criticità”!

L’area di cui si parla si trova in mezzo a due discariche esaurite di rifiuti, ma non ancora bonificate, vicina ad altra discarica di rifiuti attiva e funzionante e per la realizzazione dell’area di servizio dovranno essere abbattuti oltre 140.000 mq. di bosco pregiato. Tagliare per sempre, dopo che erano stati preservati da tutte le generazioni passate, quella quantità enorme di boschi che costituiscono una “ barriera “ verso l’abitato di Mozzate nei riguardi delle puzze prodotte dai rifiuti, assomiglia ad “un disastro annunciato”!

Nelle prescrizioni si chiedeva quindi di verificare se il posto di manutenzione previsto nel Comune di Cislago poteva essere individuato all’interno dell’area di servizio di Mozzate.

Nel progetto definitivo costatiamo senza conoscerne le argomentazioni che la “verifica ordinata” ha portato ad individuare l’area di manutenzione all’interno dell’area di servizio di Mozzate.

Ciò è in palese contrasto con la prescrizione n. 114 di pagina 24 che riporta testualmente: “relativamente alle aree di servizio si propone di ricercare localizzazioni e soluzioni progettuali che risparmino le aree boscate”.

Nell’area di servizio di Mozzate si doveva e poteva escludere il “posto di manutenzione/posto neve” e si sarebbero, in coerenza con la prescrizione citata, “risparmiato le aree boscate”. Non vi è traccia di una pur sintetica relazione nel progetto definitivo che dimostri le condizioni favorevoli individuate durante la “verifica” per giustificare lo spostamento del posto di manutenzione da Cislago all’area di servizio di Mozzate.

Va pure detto che la prescrizione n. 123 di pagina 26 chiede che per “ il posto di manutenzione e neve di Cislago dovrà essere ricercata una nuova collocazione possibilmente all’interno di uno degli svincoli previsti (…)”.

La prescrizione è stata totalmente disattesa!

Non vorremmo che la decisione di collocare l’area di manutenzione nell’area di servizio di Mozzate sia stata accettata dalla stessa Amministrazione Comunale come fu per l’area di servizio, com’è riportato nella Relazione del progetto definitivo della tratta “A” che è stata individuata “su indicazione del Comune di Mozzate”. Questa indicazione scellerata denota l’assenza di razionalità ambientale in chi ha proposto ed in chi ha accettato quella scelta in assenza di una seppur minima valutazione ambientale, solo per fare cassa.

Si chiede, coerentemente con le tre prescrizioni citate, una diversa localizzazione del posto manutenzione/neve col risultato di “risparmiare aree boscate” nell’area di servizio di Mozzate, quindi di ridurla ulteriormente in modo da risparmiare aree agricole previste per creare nuovi boschetti a compensazione dell’enorme bosco consumato irrimediabilmente per l’area di servizio di Mozzate!

2) PRESCRIZIONE n. 35 di pagina 7.

E’ riportato che “per l’attraversamento dell’area urbanizzata di Cislago, di allungare la galleria il più possibile in direzione ovest”.

Quanto stabilito non è stato fatto nel progetto definitivo in quanto la galleria in questione non solo non è stata allungata, ma è stata incomprensibilmente ridotta dagli 800 metri del progetto preliminare ai 565 metri del definitivo.

La prescrizione era ed è comprensibile ed ineccepibile in quanto l’inizio e la fine della galleria sono posti a ridosso di un quartiere residenziale di Cislago e dall’altro lato, di alcune case di Mozzate che si pensa di “proteggere” con mitigazioni di scarsa efficacia.

Si chiede:

A) di allungare la galleria da una parte fino al termine del quartiere residenziale di Cislago, verso il torrente Bozzente e dall’altra parte, verso il Comune di Limido, a salvaguardia e protezione del quartiere residenziale esistente di Mozzate e delle future edificazioni previste nel PGT.

3) PRESCRIZIONI n. 206, 207 e 209 di pagina 42 e 43.

Queste prescrizioni interessano le acque sotterranee nella zona toccata dal tracciato tra i Comuni di Mozzate e di Cislago, a causa dell’enorme scavo di sbancamento per la realizzazione della galleria artificiale di Cislago, a ridosso di due distinti quartieri residenziali esistenti di Mozzate e di Cislago.

Nelle prescrizioni sopra citate viene riportato che: “Si dovrà verificare, mediante studi di dettaglio, che la realizzazione di gallerie artificiali e di scavi in trincea non interferisca con il regime delle falde acquifere” e che “ si dovranno definire gli accorgimenti specifici da adottare sia per la fase di cantiere che per quella di esercizio, (…) allo scopo di evitare rischi di inquinamento delle falde e/o modifiche al regime delle acque sotterranee tale da determinare danni agli edifici (…)”.

Inoltre viene detto che: “si dovrà approfondire la caratterizzazione degli acquiferi interferiti dall’opera di progetto con indagini (…) e che occorre inoltre:

prospettare le misure di compensazione ambientale degli eventuali abbassamenti di falda;

adottare, ove è possibile, tutti gli accorgimenti idonei ad evitare che, in fase di scavo e nelle fasi successive, si possano verificare abbassamenti della falda (…).”

Nonostante ciò non risulta agli osservanti che esistano: a) studi di dettaglio; b) accorgimenti specifici da adottare; c) approfondimenti della caratterizzazione degli acquiferi interferiti a supporto del Progetto definitivo. Per questo siamo preoccupati per il pericolo che gli scavi di sbancamento per la galleria vadano ad intercettare le falde acquifere sottostanti nella zona e quindi compromettere irrimediabilmente le falde e la staticità degli edifici esistenti.

Fare uno scavo di sbancamento enorme che parte dalla via Meda di Cislago, a fianco del campo sportivo, fino ad oltre la ferrovia Milano-Varese, creerà una serie notevole di problemi aggiuntivi alle costruzioni esistenti, in mancanza di una totale garanzia che gli edifici dei quartieri sopra

citati, non subiscano danni.

Dai dati in nostro possesso si evince che nel campo sportivo di Cislago, in fregio alla SP 233 Varesina, vi è il vecchio alveo naturale abbandonato del torrente Bozzente. Il quartiere sopra citato di Cislago, si trova a fianco del campo sportivo, in una zona denominata “laghet” ed ha problemi per il fatto che quando piove l’acqua ristagna a causa delle falde acquifere sottostanti che arrivano appena sotto il piano campagna.

La zona interessata dalla galleria nella zona del campo sportivo ha un “grado di vulnerabilità” che va “dall’elevato all’alto” con “un acquifero di tipo libero in materiale alluvionale privo di copertura superficiale e con corso d’acqua sospeso, rispetto alla piezometrica media della falda (alimentazione naturale)”.

Il territorio oltre la parte terminale della galleria di Cislago, dopo la ferrovia, verso Limido, è classificato come “unità idrogeologica argillosa, con acquiferi confinati nei livelli permeabili”.

Avendo l’intero territorio dove è prevista la galleria, un dislivello di quota, riferita al livello del mare di oltre 10 metri, è facilmente intuibile che l’acquifero esistente sotto il campo sportivo venga alimentato dagli acquiferi confinati nei livelli permeabili argillosi.

Il tracciato della galleria di cui trattiamo interessa i due acquiferi sopra citati e quindi per queste motivazioni chiediamo che vengano fatti studi approfonditi e di dettaglio nella zona considerata che affrontino e risolvano i problemi evidenziati, come indicato nelle Prescrizioni del CIPE.

Questo per evitare anche i pericoli futuri di indesiderati allagamenti nella parte bassa della galleria artificiale.

Per ultimo ribadiamo che oltre ad essere fuori luogo è anche non accettabile che vengano proposte “misure di compensazione”, come riportato nelle prescrizioni citate, per “gli eventuali abbassamenti della falda esistente”; non riteniamo possibile promettere “un compenso” di fronte ad un possibile danno annunciato!

4) PRESCRIZIONE n. 151 di pagina 30.

La prescrizione riporta testualmente che per “gli attraversamenti di zone ad alta densità abitativa, dovranno essere individuati e cartografati puntualmente tutti i ricettori sensibili presenti in un ambito territoriale significativo, rispetto ai quali dovranno essere effettuate le seguenti indagini (vedi allegati 1a)”.

La presente Osservazione si riferisce oltre alla Scuola materna di S. Martino (ricettore sensibile) anche e soprattutto ai “ricettori residenziali” degli ambiti territoriali di Mozzate e di Cislago; nello specifico il quartiere esistente e futuro (area di espansione individuata nel PGT con lettera “G”) di Mozzate, a ridosso dell’autostrada, compreso tra la ferrovia Milano- Varese (alla fine della galleria artificiale) ed il Comune di Limido Comasco, ed il quartiere di Cislago, tra il torrente Bozzente e l’inizio della galleria artificiale.

Nell’Allegato “1a” è riportato la prescrizione n. 151 con specificato le varie e numerose indagini ed analisi da effettuare, dettagliati nella DGR n. 7/8313 del 8/3/2002.

Ci riferiamo alle “Modalità e criteri tecnici di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima acustico” allegate alla deliberazione sopra citata, in particolare agli articoli n. 2 e n. 6.

Nell’articolo 2, comma 1, lettera “f”, ad esempio, si fa riferimento ad una serie di “punti adeguati allo scopo di descrivere l’impatto acustico dell’opera, posti nell’ambiente esterno e da individuarsi prima dell’approvazione definitiva del progetto. Tali punti sono individuati in accordo con il/i Comuni e la struttura ARPA territorialmente competente”.

Vengono chiesti inoltre “documentazione di previsione”, “dei valori limite relativi al rumore dovuto all’infrastruttura”, “descrizione, con informazioni dettagliate”, “dati fonometrici derivanti da misurazioni effettuate prima della costruzione”, insomma la richiesta di una moltitudine di documenti che i sottoscritti osservanti non hanno trovato nel progetto definitivo.

In mancanza di tale documentazione non ci è possibile fare una “valutazione comparativa tra lo scenario con presenza e quello con assenza delle opere”, come prevede la LR 13/2001, articolo 5.”

Si chiede il rigoroso rispetto delle prescrizioni citate!

PRESCRIZIONI n. 175 e 177 di pagine 35 e 36.

Nella prescrizione n. 175 si sostiene che “dovrà essere predisposto un progetto di monitoraggio degli effetti indotti dall’infrastruttura sulle componenti vegetazione, fauna ed ecosistemi, con particolare attenzione ai “corridoi ecologici”.

La prescrizione n. 177 tratta dei “sotto passi/sovrappassi per la fauna”.

Il territorio mozzatese è in Provincia di Como e confina con la Provincia di Varese; nei PTCP delle province di Como e Varese è indicato un “corridoio ecologico” nell’intento di unire il Parco Pineta di Appiano/Tradate con l’esistente PLIS del Rugareto in Comune di Cislago, Gorla , ecc.

Occorre segnalare che sul tracciato del corridoio ecologico previsto dal PTCP della Province di Como e Varese, il Comune di Mozzate, con una serie innumerevole di varianti urbanistiche, fatte con la LR 23/97, ha permesso molte edificazioni nella zona compresa tra la SP. 24, via Gramsci, PL Brera privata e pubblica e recentemente con l’approvazione del PGT ha pure previsto in questa zona due aree di sviluppo chiamate “F” e “G”.

Inoltre il tracciato della Pedemontana, in quella zona, occupa interamente alcune aree, le ultime propaggini del PLIS del Rugareto, esistenti tra i Comuni di Mozzate e Cislago.

Quindi questo corridoio ecologico ha una “non continuità” perché dopo il Parco Pineta, dove vi sono “sorgenti di bio diversità di primo livello”, si trovano le urbanizzazioni recenti e previste, la Pedemontana, la linea ferroviaria e la SP 233 Varesina; in questo modo il corridoio viene sacrificato a causa delle incessanti cementificazioni in essere e future nel territorio di Mozzate e dalla nuova strada .

La LR 12/05, articolo 9, comma 1, afferma che devono essere assicurati nell’ambito territoriale anche i “corridoi ecologici”.

Il Settore Pianificazione della Provincia di Como, nel provvedimento di valutazione di compatibilità del PGT col PTCP, condiziona il Comune nel comparto denominato “F” per ricavare un corridoio ecologico della larghezza di almeno 40 metri. Questo ristretto corridoio termina però di fronte alla nuova autostrada e quindi il collegamento tra Parco Pineta e PLIS del Rugareto, indicato nelle previsioni del PTCP, viene fatto naufragare clamorosamente, con una grande perdita dal punto di vista ambientale.

Il “corridoio ecologico” previsto nei PTCP di Como e di Varese, purtroppo non esiste più! L’opportunità, ma anche il diritto di avere il previsto corridoio ecologico che colleghi il Parco Pineta, fonte di sorgenti di bio diversità di primo livello, con il PLIS del Rugareto da una parte e con il Parco del Lura dall’altra, viene sacrificato.

Si chiede nella zona indicata, per evitare la cancellazione totale del corridoio ecologico, ai fini di compensazione ambientale, l’interramento in galleria artificiale del tracciato autostradale, prima e dopo la linea elettrica a 380KV, per una striscia larga almeno 300 metri, tale da permettere la comunicazione diretta del corridoio tra i due Parchi, per aiutare la fauna e gli ecosistemi a superare naturalmente la barriera autostradale o in alternativa.

Rimangono poi da superare le altre barriere esistenti della ferrovia e della SP 233 Varesina, quindi si chiede, sempre per fini compensativi, di prevedere la localizzazione e quindi la costruzione di idonei cunicoli, che mettano in comunicazione entrambi i lati di tutte le "barriere" sopra citate, in modo da non limitare nel loro movimento ogni tipo di animali, come riportato nelle prescrizioni citate.

.6) PRESCRIZIONI dalla n. 263 alla n. 282 di pagina 52-53-54-55-56.

Nella prescrizione n. 279 di pagina 55 è riportato che:” il programma di monitoraggio acustico dovrà essere presentato ai Comuni ed alle strutture dell’ARPA(…) per le Valutazioni di adeguatezza”.

Nella prescrizione successiva trattando di “analisi degli impatti acustici, in termini di incremento delle emissioni dovute al traffico indotto” è riportato che Pedemontana dovrà: “individuare e censire i recettori presenti (residenziali), precisare distanza ed altezza, stimare puntualmente i livelli di rumore ante e post opera e dimensionare le mitigazioni necessarie”.

Purtroppo non si conoscono le “valutazioni di adeguatezza” presentate ai Comuni ed all’ARPA

 

provinciale, né si conoscono tutte le altre analisi riportate nelle Prescrizioni del CIPE e derivanti dalla LR n. 13/2001 e dalla DGR n. 7/8313.

Nella Prescrizione n. 270 di pagina 53 è scritto che : “l’obiettivo di mitigazione dichiarato nello studio e costituito dai livelli di rumore della classe III (3°) può essere considerato adeguato per i recettori residenziali(…)”.

Nella “Classificazione acustica del territorio comunale di Mozzate” è riportato che per “le strade di nuova realizzazione” (DPR 142/2004), in riferimento all’autostrada Pedemontana, i limiti di immissione acustica, individuati per i recettori residenziali sono di 65 (diurno) e 55 (notturni) dB(A).

Secondo il Codice della Strada una nuova autostrada di tipo (A) ha una ampiezza della fascia di pertinenza acustica di 250 metri, con limiti assoluti di immissione di 65 e 55 dB(A), che sono parificati alla classe IV (4°).

La differenza tra la classe III riportata nella prescrizione del CIPE sopra citata e quanto contenuto nel Codice della Strada riferita ad una nuova autostrada che individua i valori limiti assoluti di immissione in classe IV, ci fa supporre che le mitigazioni previste nel progetto definitivo, non sono adeguate per i recettori residenziali dei quartieri esistenti e nei nuovi previsti di Mozzate ed in quello di Cislago, nelle immediate vicinanze del campo sportivo.

Le mitigazioni riportate nel progetto per limitare e ridurre i livelli di rumori prodotti dall’autostrada sono palesemente insufficienti.

E’ evidente l’assoluta mancanza di protezioni fono assorbenti dopo la piazzola idraulica, alla fine della galleria e verso Limido Comasco, a protezione delle nuove aree di espansione previste nel PGT di Mozzate e quelle previste nei vari P.L. residenziali (Brera), lato Mozzate.

Anche per la zona residenziale di Cislago segnaliamo una scarsa attenzione nel progetto per tutelare dal rumore prodotto dalla nuova strada, in prossimità dell’inizio della galleria artificiale.

Si propone di ampliare le barriere fono assorbenti fino al torrente Bozzente, lato Cislago, e dalla parte opposta, lato zona industriale di Mozzate, dal torrente Bozzente alla via Meda, inizio galleria artificiale prefabbricata.

6) RACCOMANAZIONE n. 370 di pagina 76

Nella raccomandazione sopra citata si fa presente che “qualora durante i lavori di cantiere dovessero essere distrutti piezometri inseriti nei Piani di monitoraggio delle falde acquifere delle aree degradate (discariche, cave, ecc.) gli stessi dovranno essere segnalati all’ARPA (…) e ripristinati a spese della società Pedemontana s.p.a.”.

In prossimità dell’area di servizio di Mozzate, compresa l’area per la barriera di esazione, esistono una serie innumerevole di pozzi piezometrici di controllo delle acque di falda, a seguito della realizzazione di numerose discariche di rifiuti esaurite ed in esercizio. Questi pozzi che avrebbero dovuto garantire la possibilità di controllare le acque sotterranee, per il controllo del corretto funzionamento delle discariche, sono localizzati sul percorso della falda esistente, a monte ed a valle delle discariche di Mozzate e di Gorla Maggiore

Ora parecchi (circa 20/25) di questi pozzi spia, convenzionati con privati fino al termine della fase post gestione delle discariche, si trovano sul futuro tracciato dell’autostrada Pedemontana e delle opere connesse (Varesina bis).

Si chiede che tali pozzi, nel rispetto della Raccomandazione citata vengano rifatti prima dell’inizio dei lavori di cantierizzazione, coinvolgendo l’ARPA di Como e di Varese, per definire la localizzazione dei nuovi pozzi-spia e quindi procedere alla trivellazione di nuovi pozzi piezometrici, in alternativa a quelli che dovranno essere sigillati o abbandonati, necessari per il controllo delle acque di falda in ottemperanza dei Decreti dirigenziali della Amministrazione Provinciale di Como n.

18/03 R.C.A. e 13/A/ECO/03.

 
 




ritorna alla pagina principale Mozzate