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DESIO 2 MARZO 2009
 
CONSIGLIO COMUNALE APERTO
 
TERMOVALORIZZATORE DI DESIO: TRA PRESENTE E FUTURO
 
 (parte seconda)
   
 
ASSESSORE BREMBILLA
   
Rispondo soprattutto a due osservaCazzaniga Paolozioni. La prima riguarda… è un tema posto dal primo intervento. Nel primo intervento si faceva riferimento ad una esigenza, ad una giusta richiesta di poter partecipare ai processi decisionali, soprattutto quando interessano ambiti così delicati, importanti, come quello di cui stiamo parlando questa sera. Allora, io posso dire, con grande tranquillità, che il piano rifiuti della Provincia di Milano ha visto un percorso di partecipazione molto ampio, però, Cazzaniga Paoloahimè, a volte accade che ci accorgiamo del problema quando passa vicino vicino, altrimenti… lasciamo un po’ andare. Questo non è un elemento comunque esaustivo, dice: beh, abbiamo già fatto la consultazione sui contenuti del piano, il piano è stato approvato, adesso è finita. No. Adesso - adesso - tengo proprio a sottolinearlo, il piano va attuato. Ed allora, il piano non si è data la semplice risposta della termovalorizzazione, no, non ha fatto… non ha preso questa scorciatoia, non è così, cioè il piano si è dato l’obiettivo… qualcuno ha parlato di rifiuto zero, che è un obiettivo molto affascinate, anch’io miro a questo obiettivo, con un senso di… con il senso di realtà che mi è dato dal ruolo che ricopro, ed allora… l’ho già detto, ma voglio ripeterlo, prima di tutto sono convinta che si possano sperimentare forme per ridurre i rifiuti, prima di pensare a come smaltirli pensiamo a come fare per non produrli. Quindi facciamo azioni in questa direzione. Il nostro piano contiene, sostiene anche quelle iniziative che si sono svolte, che si svolgono e si svolgeranno nei Comuni della nostra Provincia, se vogliamo proprio… si possono verificare, illustrare quante esperienze sono state già create nei nostri Comuni, perché ogni anno la Provincia mette a disposizione risorse economiche per premiare quelle buone pratiche che i Comuni attivano, i Comuni, le associazioni, le esperienze di questo territorio, che è un territorio complessivamente, nel panorama italiano, un territorio virtuoso. Allora ridurre i rifiuti. E’ partito soltanto un mese fa il progetto per la riduzione dei sacchetti di plastica, ne produciamo 1 miliardo 350 milioni, nella Provincia di Milano. Sono un disastro. Ed allora… si fanno queste azioni. Si fanno. Queste e poi… allora: non produrre rifiuti. Il secondo canale: quello di riciclare, recuperare, incrementare la raccolta differenziata. Molto interessante è l’obiettivo del… 75 avete detto, per questo territorio, prima il collega Ponti evidenziava che nella Brianza l’obiettivo del 67-70 è già raggiunto, non così nell’intera Provincia di Milano. Allora, va bene… io… forse però è solo un numero, noi produciamo, Milano e Provincia e Monza e Brianza, quasi 2 milioni di tonnellate annue di rifiuti, il deficit impiantistico è di 576.000 tonnellate annue. Bene. Di queste che facciamo? Allora, su queste… scusate… posso parlare?
Di queste cose facciamo? Abbiamo previsto nel piano che si vadano anche a sperimentare - ho avuto modo anche di parlarne con alcuni di voi - le migliori tecnologie. Qui si è fatto riferimento ad una tipologia. L’Amministrazione ha una sua proposta. Si è detto: vediamo insieme, confrontiamoci, c’è stata anche una disponibilità del Sindaco, nel suo intervento. Allora, io dico che i nostri… gli impianti che vengono sottoposti ad autorizzazione vedono il percorso della valutazione ambientale strategica, della valutazione di impatto ambientale, e sono percorsi partecipativi. Questa sera si è chiesto di anticiparli, di fare un’azione di anticipo rispetto ai percorsi previsti dalla normativa. Io, come Amministrazione Provinciale, do naturalmente una disponibilità a… non mi sento dalla parte di quelli che sanno sicuramente quello che è meglio, assolutamente no, mi mantengo in un giusto principio di precauzione e, dico, quindi, che… qualcuno faceva riferimento al fatto che questi interventi poi resteranno in questo territorio, almeno si è detto trent’anni, a me sembrano troppi, però almeno per i prossimi vent’anni, che non sono pochi neanche quelli, e quindi di affrontare questo tema con la giusta prudenza e con la giusta precauzione. Detto questo, per onestà intellettuale, alla fine i rifiuti che resteranno devono vedere uno smaltimento nel territorio provinciale, perché, come ha detto il mio collega, noi stiamo parlando solo dei rifiuti urbani, altri sono i rifiuti che produce questa realtà territoriale, che hanno ancora un governo non pubblico, e questo è un altro elemento di preoccupazione che affronteremo un’altra volta, in un altro momento, però una risposta poi a questo problema deve essere data, una Istituzione vuole dare una
risposta, con tutte le precauzioni che sono anche state richieste questa sera.
 
Copreni
 
Sul discorso del dimensionamento. Allora, il Piano Provinciale prevedeva, in base alle tonnellate, per quanto riguarda l’autonomia di bacino della realtà, dell’ATO diciamo, del cosiddetto ATO di interesse, 120.000 tonnellate annue. Il calcolo fatto, che corrispondeva ad una esigenza, nel senso che quando si costruiscono gli impianti, di qualsiasi tipo, non li si costruiscono per oggi o per ieri, ma si costruiscono affinché le generazioni future ne possano utilizzare per farne un uso corretto…
Sì, poi arrivo anche alle altre domande che il signor Corbetta ha fatto, relativamente all’audizione al Senato. Per cui il nostro territorio, che in questi ultimi cinque anni si è incrementato di 29.000 persone, vuoi che i milanesi forse sono attratti da queste aree, che hanno chiaramente un’altra qualità della vita rispetto a Milano, anche perché sapete benissimo che 140-150.000 passaggi veicolari d’alto traffico come… visto che fate i conti in modo analitico sui nanogrammi di presenza, tutto ciò che deriva da combustione, producono tre-quattro volte molto di più quello che fa il forno, l’incenerimento di Desio o di Silla. Non è un problema di dimensionamento, sono le parti per metro cubo che vengono emesse. Poi caso mai l’ingegner Fumagalli ve le può spiegare meglio. Per cui il problema sia di particolato che di inquinanti non è tanto come si vuole per forza far capire che è solamente il forno incenerimento di Desio, certo, non è la pasticceria Pastori il forno inceneritore di Desio, nel senso che si effettua una combustione. Per cui niente si crea e niente si distrugge, come diceva giustamente il professore di fisica, sapete benissimo che il vostro camino di casa, che brucia la robinia del Parco delle Groane, che contiene della salinità, siccome alcuni combustori producono praticamente degli inquinanti dovuti alla presenza di salinità, per cui del cloro, producono diossina, e la si distrugge a… cioè si crea a 180 gradi e la si distrugge a 650 gradi, lasciando… facendo intervenire delle ossidazioni e lasciando il tempo necessario finché si decompongono queste parti in altri componenti chimici. Il problema per quanto riguarda… quando dicevo sul discorso del dimensionamento, il calcolo fatto per quanto riguarda i quantitativi di un’autorizzazione fatta trent’anni fa, era riferito ad un qualche cosa che bruciava - scusatemi - vetro, terra, acqua, ferro, che non bruciavano, uscivano come scorie e quelli erano le cosiddette 90.000 tonnellate autorizzate trenta e passa anni fa. Il calcolo Cazzaniga Paolofatto oggi, siccome non si può fare nella combustione la comparazione: un kilo di ferro come un kilo di paglia, perché il kilo di ferro non genera calore, un kilo di paglia genera calore, per cui la logica - si parla proprio di unità volumetriche - è di kilocalorie, proprio perché cambia il sistema rispetto a trent’anni fa, nella metodologia di combustione del ciclo termico. Ecco, c’è una diversità, c’è proprio una diversità, non è più l’aria che scalda dei flussi di fumo la caldaia, oggi parliamo di bollitore, per cui parliamo di un ciclo termico dove ha come peculiarità lo sfruttamento massimo, attraverso questo ciclo termico, la produzione di vapore per l’energia elettrica e per il riscaldamento. Per cui tutto ciò che è calcolato è proprio stato analizzato dai tecnici in modo molto puntuale, non solamente per l’atto autorizzativo, che è previsto come Piano Provinciale, ma come effettiva, chiamiamola così, performance del sistema… del ciclo termico, del termovalorizzatore. Per Gianmarco Corbetta…
ttualmente l’autorizzazione del forno di Desio sono circa 90.000 tonnellate annue, okay? E finora non cambierà. Quando ci sarà, fra sei-sette anno, l’impianto, ci sarà in base al Piano Provinciale previsto, come quantitativo di smaltimento, le 120.000 tonnellate, calcolate per poter ottenere quanto abbiamo detto come megawatt. Okay?
Se mi lasciate parlare forse faccio alcuni passaggi che a voi sfuggono. Dunque, noi fino a quattro o cinque anni fa, tutta la parte compatibile con l’inceneritore, che era la parte ingombrante, essendo noi una realtà con una grossissima presenza di falegnami e quant’altro, bene, tutta questa parte che veniva raccolta all’interno delle 11, più 7 piattaforme che ci sono, delle Groane, prima in modo ridotto volumetricamente, in modo adeguato veniva utilizzato per quello spazio che c’era all’interno del forno, veniva incenerito nel forno. Okay. Siccome sono aumentati i cittadini, siccome sono stati aggregati questi cosiddetti Comuni, proprio per evitare l’emergenza, si è deciso, con grande generosità da parte dei Sindaci dell’ex Consorzio, oggi BEA, di fare una scelta: cioè questi ingombranti venivano portati in impianti fuori Provincia… in Provincia, fuori Provincia, laddove era possibile portare questi rifiuti che sono compatibili con il forno. Parlo delle piattaforme ecologiche. Bene. Il calcolo fatto fra controllato direttamente dal Comune e non controllato, ripeto, il problema della tracciabilità non sottovalutatela, la tracciabilità del rifiuto è fondamentale per evitare che succedano i disastri che sono successi in altre parti d’Italia. Bene. Queste componenti che vengono a volte… facciamo l’esempio del cosiddetto supermercato, che ha fuori i cassoni, dove i cittadini a volte ne abusano anche, portando magari del rifiuto non compatibile, e questi cassoni dei supermercati non arrivano alla piattaforma ecologica del Comune o agli impianti indicati dalla BEA, non abbiamo la tracciabilità di questi rifiuti, non so se la Provincia li ha, noi non li abbiamo, noi abbiamo la tracciabilità di tutto ciò che è RSU e tutto ciò che avviene all’interno delle piattaforme. Noi, per quanto riguarda come impianti terminali, Gelsia, nella stragrande maggioranza dei casi dei Comuni dove fanno riferimento a BEA, ha praticamente il controllo delle piattaforme e di tutti i flussi di trasferimento, noi abbiamo solamente gli impianti terminali. Per cui il dimensionamento dell’impianto che noi
Cazzaniga Paolo
abbiamo calcolato… noi il fatto che abbiamo ridotto i rifiuti che abbiamo mandato al forno, è perché il forno deve… cioè vuol dire è inversamente proporzionale: se aumenta chiaramente il potere calorifico diminuiscono le quantità da potergli inserire, perché all’interno di tutto un sistema di controllo, in automatico, il nostro sistema è tutto controllato in automatico, monitorato in tempo reale, e su 196.000 aziende, piccole, medie o grandi aziende che sono sul territorio, che va dall’Adda fino a Saronno, e che sono presenti all’interno della Brianza, che è comunque un territorio di 750.000 abitanti, non credo che abbiano i sistemi di captazione, di monitoraggio in tempo reale, come li ha la Brianza Energia Ambiente all’interno del suo impianto. E vi posso garantire, siccome la maggior parte di noi viene da famiglie di… che hanno prodotto mobili, credo lo stesso Assessore anche lui è un produttore di mobili, non credo che (inc.) economico nei piccoli inceneritori, che producono vapore o quant’altro, hanno un filtro al carbonio o quant’altro. Per cui francamente, davvero, il territorio…
…il territorio è un territorio senza dubbio che va… va posta la giusta attenzione come molte delle persone che sono intervenute richiamano alle autorità politiche, pubbliche una massima attenzione, ma deve essere fatta in modo circospetto, cioè in modo deciso, in modo analitico, proprio chiunque si inserisce sul territorio deve rientrare in certi parametri di emissioni, che sia il semplice camino, come succede con lo sfruttamento di queste stufe a pellet, che anche a Milano adesso lo stesso Presidente della Regione Lombardia, lo stesso Penati, stanno prendendo delle iniziative affinché ci sia un maggior controllo, perché comunque avvengono delle combustioni con delle parti che in quel caso può essere parte di cippato, invece per quanto riguarda la maggior parte di realtà, piccole e medie imprese, purtroppo… plastiche, formaldeide, panforte, chi ne ha più ne metta, sa solo Dio cosa tutti i giorni noi respiriamo. Basta andare sulla Milano-Meda, guardare la Novedratese cosa succede e vediamo che cosa abbiamo su. Per cui… senza dubbio ci vuole massima attenzione. Per quanto riguarda l’audizione al Senato, che era presente sia la Daniela Mazzucconi sia gli impianti a nord anche dei nostri territori, come Silea ed altre realtà della Brianza, “riduttore di inquinante” per un semplice fatto: che noi, attraverso lo sfruttamento della produzione di energia elettrica e la produzione di vapore, noi abbiamo tolto dal territorio, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, 1.729 tonnellate equivalenti di petrolio risparmiate e 4.126 tonnellate di CO2 evitate. Per quanto riguarda il teleriscaldamento 5.400… attenzione che noi l’intervento sul teleriscaldamento, soprattutto su Desio, non è che siamo intervenuti sulle caldaie a gas, siamo intervenuti su quelle caldaie innanzitutto pubbliche, ma su quelle caldaie anche su indicazione del Sindaco e degli Assessori… a me viene sempre in mente quel palazzo molto grosso che c’è vicino alla ex Autobianchi, che avevano giù due caldaie a combustibile pesante, usiamo questo termine, da 5 megawatt l’uno, pur essendo fuori direttorio noi abbiamo portato comunque i tubi fin lì per cercare proprio di… per sostituire, come richiesto dal Comune. Tant’è vero che noi abbiamo… sia sui tre Comuni, seguito le indicazioni che hanno comunque dato i Comuni, non abbiamo fatto di testa nostra, per un motivo speculativo o quant’altro, abbiamo seguito quelle che sono le indicazioni per poter togliere dal territorio innanzitutto quelle caldaie che producevano un alto tasso di inquinamento. Ebbene, per quanto riguarda il teleriscaldamento sui tre Comuni, noi abbiamo distribuito innanzitutto 23 megawatt fino al 2006, oggi siamo molto di più, siamo arrivati quasi a 35, 35 allacciati, megawatt termici, tolte 5.442 tonnellate di CO2 evitate, 5,65 tonnellate di NOx e di Furani in genere, perché qualsiasi combustione comunque produce Furani, 3 tonnellate di SO2, particolato solido, questo è evidente, perché noi trasferendo acqua c’è lo scambiatore diretto per cui abbiamo anche uno scambio entropico molto performante, dove di fatto non abbiamo più il calore che viene surriscaldato da gas, per cui da fonti non rinnovabili, come il gas, che il 30% viene disperso in atmosfera, c’è uno scambio entropico diretto con… praticamente non c’è consumo di energia per questo scambio, abbiamo un risparmio, oltre che economico, anche di non emissione, credo significativa, in atmosfera, ed equivalenti parti di tonnellate… equivalenti di petrolio per il teleriscaldamento di 1.813. Per cui queste indicazioni sono state lasciate giù in Senato come indicazioni, per cui se si deve analizzare le affermazioni ed i documenti del Senato bisogna analizzarli nella sua interezza. Altro passaggio fondamentale, in quanto riduttore di inquinanti, è per il semplice fatto che estremizzando le differenziate, anche se a voi non piace questo termine, però è un termine che ha coniato, allora, il buon Facchi, che poi è andato malauguratamente a fare il commissario a Napoli, prendendosi tutte le sue belle denunce. L’allora Assessore Provinciale… Facchi è una persona che io stimo moltissimo, una persona molto seria, allora l’Osservatore del Rifiuto è nato a Desio, quando avevamo iniziato, a suo tempo, come coinvolgere… non solamente gli Assessori, ma i tecnici dei Comuni per poter raggiungere in modo…
anche con Agenda 21 - qui c’è il Presidente di Agenda 21 - attraverso iniziative di Agenda 21 i cittadini, per poter arrivare, anche a livello educativo, per poter raggiungere quegli obiettivi? E credo che gli Assessori all’Ecologia, che tutti, al di là del colore politico, hanno sempre partecipato, perlomeno hanno sempre comunque dato il loro contributo affinché comunque tutte le iniziative avevano solo un abbrivio ma anche un proseguo in quella che era l’azione, determinata anche con la Provincia, con Gigi, con l’assessore Brembilla. Bene. Per cui tutte queste informazioni che sono state date, sono state date, e la documentazione, per cui se gentilmente, Gianmarco Corbetta, desideri, quando fai alcune affermazioni… cioè non fai solamente il parcellizzato, altrimenti sembra quasi interessata la tua affermazione, ma vai proprio nel dettaglio di quanto è stato detto e quanto lasciato al Senato forse è opportuno. Sui rischi territoriali… 
Per quanto riguarda le affermazioni del signor Galanzino, che guarda caso… Francesco Galanzino… sempre in nostre partnership, lui, sì, è il testimonial del WWF, testimonial di quel che si vuole, ma Galanzino noi lo conosciamo dal 1991, non è che lo conosciamo da ieri, ed il signor Galanzino come… con Favoino, Centemero e quant’altro, hanno sempre partecipato non solo alle iniziative, ma a tutte quelle volontà per poter raggiungere certi obiettivi, in quanto il problema del rifiuto non solo è complesso ed è variegato, anche perché quanto diceva l’assessore Brembilla, alcune realtà non possono essere eliminate del tutto, come nel caso dell’inceneritore, all’interno di un bacino di competenza, perché determinati rifiuti, come ho fatto l’esempio lì a
Varedo, tipo degli stupefacenti, determinati medicinali, determinati rifiuti ospedalieri vanno per forza inceneriti, non c’è un altro pre-trattamento biomeccanico, dissociazione molecolare, chi ne ha più ne metta, magari saranno sistemi ancora in fase di ricerca, ma non se ne conoscono realizzazioni reali per queste tipologie, tant’è ora la Procura obbliga l’incenerimento di queste realtà che vengono sequestrate. Una volta abbiamo dovuto bruciare un camion di savoiardi perché all’interno dei savoiardi c’erano praticamente… state trovate delle sostanze stupefacenti, questo è un paradosso; oppure l’amico D’Ascanio paradossalmente, nonostante che è responsabile di Gelsia, nonostante che è responsabile dell’Osservatorio Rifiuti, si è beccato una bella denuncia per eccesso di raccolta differenziata. Questa è l’Italia. Questa a volte… è come noi dobbiamo operare perché ci sono delle criticità e degli isterismi che a volte ci lasciano alquanto perplessi. Poi, ripeto, qui nessuno vuole il male di nessuno, noi cerchiamo di risolvere quelle che sono, attraverso atti amministrativi, complessi, procedure amministrativo legali, procedure regionali, provinciali che hanno una supervisione ed un controllo che il semplice fatto di andare in direzione del costo dell’impianto non è sufficiente, lì è solamente il primo passo, perché c’è il discorso autorizzativo, l’Aja, c’è tutto un sistema complesso di passaggi che tutto l’iter procedurale deve fare. Molto semplice. Non so se ho risposto a tutto…
     
INZIS GIOVANNI
 
Io sono un termotecnico, ho la patente di primo grado per condurre gli alti forni, qualsiasi potenzialità, sono un frigorista, lavoro con il FREU, sono stato graziato anche dall’amianto, fino a due mesi fa Berlusconi diceva che non potevo usufruire dell’amianto, adesso hanno scoperto che ho perso 20 kili, siccome devo tirare le cuoia mi hanno dato… mi hanno lasciato a casa perché prendo la pensione adesso, grazie a loro. Detto questo… è la minima cosa, non ci sono problemi. Ho sentito un po’ di interventi un po’ strani, la prima cosa è: 650 gradi per distruggere la diossina. Non è possibile. 650 gradi non facciamo niente, perché neanche per termini di legge si può andare con 650 gradi, il minimo è 850 gradi e si produce altamente diossina, a 1.000 gradi la diossina si annulla. Uno. Poi ho sentito parlare del ciclo termico… Probabilmente si fa un po’ di confusione. Io sono d’accordo con voi, che facciate l’inceneritore, però dite le cose come stanno. Basta solo spiegare a queste persone che purtroppo è necessario fare queste cose, ma con un rifiuto come dite voi, così separato, così… non avrete un potere calorifico, quindi se non avete almeno 2.600 calorie non potete produrre niente, perché la temperatura della fiamma in camera di combustione non andrà mai oltre… ad abbattere la diossina. Poi un’altra cosa: gli acidi prodotti - tanto per far sapere un’altra cosa - corrodono i tubi della caldaia, quindi… un inceneritore al massimo dura dieci anni, e nel frattempo il metallo ogni tanto si bucherella la caldaia, con fuoriuscita d’acqua, che spegnerà il rifiuto sulla griglia, producendo diossina, polveri e chi più ne ha e più ne metta. Sono tutte cose che le persone devono sapere. Poi si può trovare tutti i modi. Ho letto su Internet che avrete il sistema DeNOx, che abbatterete, che farete non so cosa. Il DeNOx non è altro che un misuratore, un misuratore di continua, la diossina non si misura, misura gli nx, può misurare il biossido di azoto, può misurare centomila cosa, ma non misura la diossina. Poi ci sono il trattamento dei (inc.), cioè voi non so se avete idea di quanto sia lungo un inceneritore… Io ho fatto il capoturno per quasi dieci anni negli inceneritori, conosco bene com’è il problema… cioè un giorno sì e l’altro pure si è sempre in emergenza, quando poi non si installano gli strumenti che bisogna metterci del proprio per riuscire a fare qualcosa. Io direi che è meglio
piegare bene le cose come stanno, alla gente, e poi, se è necessario fare l’inceneritore lo si fa, però per fare l’inceneritore ed abbattere tutto questo ci sono i costi, finché l’inceneritore guadagnerà, e voi ci guadagnerete, perché è chiaro che ci guadagnerete, perché voi siete costretti a bruciare la plastica per avere un potere calorifico di almeno 3.000 calorie…
…e quindi voi… la farete triturare, farete quello che volete, ma se avete il potere calorifico, se no dovete bruciare o gasolio o metano. Un’altra cosa, non avere… non sapete quant’aria va fuori, ve lo dico io: per ogni kilogrammo di combustibile minimo sono 7 metri cubi d’aria, più del 30% di infiltrazioni, quindi vale a dire che, come diceva il signore, se è lo 0,2, su 10.000 kili sono 70.000, più altri 20.000 che entrano, sono 90.000 metri cubi l’ora per ogni bruciatore, per ogni forno che va, di metri cubi di aria che va fuori, senza contare il resto. Poi è chiaro che… cioè il fatto del teleriscaldamento è solo una conseguenza, vi conviene farlo perché se no dovete buttare fuori tutto il calore nel condensatore, e va benissimo, così evitate l’inquinamento termico, ma è solo un guadagno in più che fate voi, che ripeto, va benissimo…

Ho detto che l’inceneritore si guadagna, è un motivo molto semplice, guardi: la gente va pagata… E’ inutile… non si deve arrabbiare, guardi… Non si deve arrabbiare, perché io sono più arrabbiato di lei, gliel’ho detto, sono stato per 25 anni esposto in amianto e non me l’hanno riconosciuto, adesso sono incazzato perché in un mese ho perso 20 kili e fra sei mesi magari tiro le cuoia, no che me ne freghi molto. Scusate…
 
Cazzaniga Paolo
 
Vorrei prima di tutto parlare con il signor Sindaco. Signor Sindaco, le vorrei ricordare il significato della parola “democrazia”, significato che lei, da vecchio democristiano, dovrebbe conoscere molto bene. Democrazia deriva da due parole greche demos, popolo, e cratos, potere, ed etimologicamente significa “governo del popolo”, giusto?

Ora, mi sembra che il suo comportamento non sia assolutamente democratico, visto che non ci ha permesso di partecipare a questa assemblea con pari dignità, non ci ha permesso di poter controbattere con dei nostri consulenti…
che non sono assolutamente di parte, come chi ha esposto le argomentazioni fino ad ora, ed il suo modo di fare… - lo dico in dialetto, così capisce meglio - chi cumandi mi, non ci piace. Si ricordi, signor Sindaco, che la sua carica le è stata assegnata in rappresentanza di tutti i cittadini, anche quelli che non l’hanno votata, e che le pagano lo stipendio.
Dunque, vorrei usare anche un termine televisivo, vorrei fare una nomination anche all’Assessore all’Ambiente, o meglio, lo chiamerei l’Assessore alla Distruzione dell’Ambiente, visto cos’è successo e cosa ci aspetta nei prossimi anni: l’inceneritore, autostrada, discariche abusive ed autorizzate, innumerevoli altre antenne telefoniche… Io vi chiedo: è possibile che vada tutto bene? E’ possibile che non ci sia niente da ridire? E poi davanti a cittadini che chiedevano spiegazioni si è permesso di dire: per me voi non esistete. Si ricorda, vero?
Abbiamo parlato anche con alcuni di voi, e la vostra risposta è stata: noi ci fidiamo di Copreni.
Lei, signor Copreni, dice: io sono tranquillo, abito ad 1,8 kilometri. Mi preoccuperei per i miei figli. 
Vede, io abito ad 1,5 kilometri, ed io mi preoccupo, perché se lei fosse un medico o un tecnico potrei fidarmi, ma la sua nomina è una nomina politica, che riguarda il Consiglio d'Amministrazione della società che gestisce il forno…
…e non è un tecnico o un esperto che possa valutare con conoscenza scientifica questo argomento. Come posso fidarmi di chi fino ad ora si è nascosto? Si è reso irreperibile di fronte a richieste ben precise? Che cosa c’è da nascondere? Se tutto è a posto non vedo il perché di tutto questo. Non abbiamo nessun dato certo, nessun documento che possa approvare quello che affermate. Anche questa sera non c’è presente nessun tecnico. Signori, stiamo parlando del futuro di questa città, del nostro futuro e di quello dei nostri figli, non fermiamoci ad una mera discussione politica, cerchiamo di approfondire la nostra conoscenza e di risvegliare la nostra coscienza. E le vorrei fare due domande: la proprietà dell’impianto rimarrà pubblica, ma la gestione, con il project financing che è stato fatto, sarà privata? E la seconda cosa: a me risulta che l’impianto di Desio attualmente è ancora privo della certificazione ambientale…
 
SICURIELLO GIACOMO
 
Sì, sì, è il forno, però preso da un altro punto di vista. Le questioni che ci troviamo ad affrontare quest’anno, in questa città, sono molto spinose ed importanti, come il forno inceneritore ed il Piano del Territorio. Tutto questo… l’errore che si fa sta nel metodo che sta dietro a queste scelte, cioè un forno inceneritore è la conseguenza… è l’emblema di una società consumista ed è la conseguenza di (inc.) efficienti della nostra economia, ovvero tutto quello che noi chiamiamo rifiuto in realtà non dovrebbe esistere, lo diceva anche prima che bisogna… l’assessore Brembilla, che bisogna prima ridurre,all’inizio. Quindi questo è il primo obiettivo. Se noi facciamo una buca, la discarica, per nasconderlo, oppure lo bruciamo, non facciamo altro che nascondere questa inefficienza e quindi se vogliamo veramente cambiare rotta non dobbiamo più affidarci al mito della crescita, perché è un mito. Perché non è vero che la crescita ci migliora a noi. Se tutti (inc.) tutto, sull’aumento del PIL, sull’aumento delle entrate eccetera, su queste cose, noi non staremo mai realmente meglio, staranno bene i conti in banca di alcune persone, staranno bene le banche, staranno bene… cioè solo una parte della popolazione. Per stare veramente bene dobbiamo cominciare a ragionare in un’ottica di arginare certi fenomeni, quali? Il consumo di territorio e quali lo spreco di risorse. Se nella nostra società c’è bisogno di questo inceneritore nuovo, vuol dire che non abbiamo fatto bene tutte quelle altre “R” che stanno prima, del recupero cosiddetto o dello smaltimento, che non è una “R” ma una “S” e quindi… se vogliamo veramente impegnarci dobbiamo… che il Sindaco che vorremmo o che personalmente io vorrei, è un Sindaco che dicesse: stop al consumo di territorio e si ponesse l’obiettivo di rifiuti zero, magari no nel 2020, come il Comune di Capannole, che è il primo Comune in Italia ad aver fatto questo progetto, magari nel 2025, magari un qualche anno in più per… però l’obiettivo deve essere quello, perché se non è quello noi continueremo a costruire inceneritori, che per altri quarant’anni noi non faremo un centimetro verso quell’obiettivo e rimarremo sempre in questa situazione.
   
FOSSATI CORRADO
 
Buonasera a tutti i presenti. Volevo fare alcune considerazioni legate ad alcuni Sindaci, e non tutti, per questioni di tempo, dei vari Comuni interessati alla realizzazione del nuovo inceneritore e a delle loro dichiarazioni rilasciate alla stampa o nei vari siti Internet. Ricordo a tutti i presenti che i Sindaci avranno
un’importanza fondamentale per l’approvazione di tale progetto. Sindaco di Bovisio Masciago, Giuseppina Stella: lei nel sito ufficiale del Comune di Bovisio Masciago, in una mail di risposta ad un cittadino ha scritto - cito le sue testuali parole -: “I temi legati all’ambiente sono molto cari a questa Amministrazione”. Strano sentirlo dire da un Sindaco che appoggia la costruzione del nuovo inceneritore e non la soluzione alternativa, che è praticamente non inquinante. Sindaco di Limbiate, purtroppo non c’è, Antonio Romeo, degno di un particolare interesse nella home page del sito Internet del suo Comune, “che Limbiate ha ottenuto la registrazione EMAS, che è una sorta di first certificate in ecologia che porta la città di Limbiate all’avanguardia in Italia ed in Europa nell’attenzione dell’ambiente”. Gli obiettivi della registrazione EMAS sono, tra le altre: fruire al pubblico ed agli altri soggetti interessati sul territorio, informazioni sull’impatto e sulla performance ambientale di Enti e/o imprese, quale può essere per esempio la BEA, che è vero, non costruirà sul territorio di Limbiate, ma dato che anche il Comune di Limbiate dovrà dare il suo consenso, la cosa interessa molto da vicino il Comune in questione. Viene poi ricordato che “qualsiasi tipologia di attività ha impatto ambientale”. E ricordo che un inceneritore non è certo esente da tale considerazione, anzi. Come il Comune di Bovisio possiamo dire che anche al Comune di Limbiate i temi dell’ambiente sono molto cari. Sindaco di Desio, Giampiero Mariani, abbiamo già avuto modo di conoscerci, lei ha detto, ricevendo un premio il 4 dicembre 2006, che: “la comunicazione è un aspetto assai importante per l’Amministrazione pubblica”. Strano sentirlo dire da una persona che non si prodiga certo nel comunicare le sue decisioni riguardanti l’inceneritore, tenere all’oscuro i cittadini, come se avesse qualcosa da nascondere ai cittadini stessi. Un’altra considerazione da lei rilasciata, che mi ha molto colpito, sul giornale di Desio del 17 febbraio 2009 lei ha dichiarato: “Sono per il diritto alla vita e credo che questo vada rispettato e difeso”, questo il giornale in questione. Strano sentirlo dire da una persona che appoggia con così tanta fermezza la costruzione del nuovo inceneritore. Le mie, nostre considerazioni… lo può leggere, dopo glielo porto e lo può leggere…
Le mie, nostre considerazioni di comitato per il no al nuovo inceneritore sono fondate a seguito di ciò di cui si è dibattuto questa sera, che ha reso chiaro una volta di più che l’inceneritore, anche quello di nuova generazione - come vi piace chiamarlo - è assolutamente nocivo alla salute umana che voi Sindaci, a parole, vi vantate di difendere a tutti i costi, assolutamente nocivo all’ambiente, che voi Sindaci, a parole, vi vantate di difendere a tutti i costi. E vi ricordo che continuate a difenderlo, l’inceneritore, lasciando il cittadino completamente disinformato sui reali danni che gli arrecherà, non facendo informazione a tutti i costi. Chiudo il mio intervento invitando i Sindaci interessati al progetto dell’inceneritore ad una profonda riflessione sui loro errori sin qui commessi, e ad un deciso cambiamento di rotta verso soluzioni più ecologiche e pulite, che esistono, signori. Siete ancora in tempo per farlo. Quando c’è la vita di mezzo non è mai troppo tardi.
 
NOLI GIANMARCO
 
Beh, innanzitutto volevo ringraziare quei cittadini che si sono informati e che questa sera ci hanno dato un po’ di informazioni, perché io ero venuto qui per ricevere delle risposte, ma non ho visto nessuno di voi prendere appunto, non ho visto nessuno di voi rispondere alle domande che vi sono state fatte, quindi io l’unica domanda che vi pongo è questa: se fra vent’anni qualcuno di voi sarà ancora vivo, che cosa direte ai nostri figli riguardo alle scelte che avete fatto oggi sull’inceneritore? Questa è la domanda che vi pongo.

   
VINCO SIMONE
   
Io ho qua il quarto rapporto della Società Britannica per l’Ecologia. Non mi dilungo, perché è già stato detto tantissimo, però vorrei solo fare un po’ di domande. Noi siamo qua per parlare dell’inceneritore, ma voi dell’inceneritore cosa ci avete detto? Non vi avete detto quanta cenere produrrà, non ci avete detto quanto particolato produrrà, non ci avete detto nulla… non ci avete mostrato nessun dato. Noi invece… tutti gli interventi sono stati abbondantemente documentati, vi sono state fatte anche delle domande, che documenti avete voi? Non avete dato nessuna risposta. Ora voglio sapere: qual è la vostra credibilità? Cioè voi come potete costruire un inceneritore adesso? Io spero che… la gente non sta dormendo. Volevo solo farvi rendere noto questo.
 
RICO DARIO
 
Il Sindaco ha affermato prima che non fugge il confronto, ci mancherebbe signor Sindaco... Ultimamente si parla spesso, e a sproposito anche, di democrazia partecipata. Credo che 3.229 firme, su 40.000 abitanti, non so quanti siano i minori che non possono firmare, siano una percentuale molto interessante. La partecipazione di questa sera, l’avete vista, penso che sia un esempio che non potete e non dovete sottovalutare. Potremmo stare qui a fare 50 interventi, il comitato del no, sappiamo che l’inceneritore comunque in qualche maniera deve funzionare, non risolveremmo niente in questa contrapposizione, allora propongo una piccola cosa, che si fa in tanti Paesi, in 23 Stati degli Stati Uniti, in Baviera, Svizzera, a Vicenza, a Bolzano e, in questi giorni, a Rovereto, propongo un referendum per lasciare la scelta di costruire o meno l’impianto. Diamo la parola ai cittadini. Se si disattende il parere… …credo che se si disattende il parere dei cittadini quale risultato avranno le prossime elezioni?
   
 
MINGOTTO
 
Volevo rispondere prima al primo intervento. Sono uno che lavora per Terzi, volevo dirti che lavoro per Terzi… io sono un sindacalista della FILT CGIL Brianza, sono il segretario che segue questo comparto… Sono un po’ arrabbiato perché sono un cittadino di Desio… Sindaco, i cartelli li deve mettere dappertutto, se no non lo sa ....nessuno quello che fate.
perché il Sindaco abita nella mia zona e nella mia zona non c’era neanche un cartello, ho dovuto andare a correre al parco per sapere che c’era questo consiglio comunale aperto. E’ una vergogna. Faccio sempre questo passaggio prima.
Ma non sono mica obbligato a leggere i giornali, dovete mettere fuori i cartelli, se no… che sistema è? E’ la democrazia questa? Comunque non era quello che… perché non voglio arrabbiarmi adesso con il Sindaco, anche se ho un po’ di voglia, però… la cosa che più mi dispiace è che ci sono stati una serie di interventi, lunghissimi, da una parte e dall’altra, e nessuno ha nominato i lavoratori. Lì ci sono 60 lavoratori e c’è collegato un altro numero non piccolo, di altri lavoratori. Allora, io sono d’accordo con Sicuriello quando dice che fra vent’anni bisognerà avere lo zero come rifiuto, però oggi non c’è e, perdonatemi, sono arrabbiato per quello che succede oggi in Italia, le aziende chiudono, secondo me nessuno se ne accorge, boh, non lo so, forse, me ne accorgo solamente io, perché tutti i giorni vengono a piangere da noi, i lavoratori, allora piano piano andranno a piangere anche dalle altre parti… Le aziende, quelle che hanno un po’ di futuro si nascondono, adesso noi stiamo dicendo che l’inceneritore quasi quasi deve sparire. Io invece sono dell’idea, perdonatemi, faccio la parte dei lavoratori, che qui non hanno nemmeno avuto la possibilità di parlare, anche perché forse neanche lo sapevano che c’era, nemmeno loro, io comunico in questa sede che lì ci sono 60 lavoratori più un indotto ancora ampio che oggi - oggi - il territorio brianzolo produce un numero elevato di rifiuto e bisogna cercare piano piano di arrivare allo zero, come diceva giustamente Sicuriello, perché io sono di quell’opinione lì, arrivare piano piano allo zero, però non si può neanche pretendere adesso di mettere… Lo sapete come lavora oggi l’inceneritore? Avete un’idea di come sta lavorando oggi l’inceneritore? Nelle condizioni in cui è, dopo quarant’anni di servizio?
Ascolta, siete tutti lavoratori, però per adesso ho parlato solo io dei lavoratori. Scusami.
E permettetemi… permettetemi… poi smetto, poi potete anche fischiare e non applaudire, non mi interessa, permettetemi di dire, di portare quel grosso disagio che oggi c’è all’interno del forno, che non sanno, oggi, che cosa sta accadendo. Voi parlate di un forno nuovo, l’azienda dice che sta cambiando le caldaie… Io non mi espongo, perché io non posso prendere una posizione, vengo qui solamente a portare il disagio che oggi c’è all’interno di quella società da parte dei lavoratori, che sono quelli per primi… scusatemi, che per primi sono a contatto con quello che voi dite: pericoloso. Sì, sì, ma io non sto mica dicendo di no…                    
E permettetemi… permettetemi… poi smetto, poi potete anche fischiare e non applaudire, non mi interessa, permettetemi di dire, di portare quel grosso disagio che oggi c’è all’interno del forno, che non sanno, oggi, che cosa sta accadendo. Voi parlate di un forno nuovo, l’azienda dice che sta cambiando le caldaie… Io non mi espongo, perché io non posso prendere una posizione, vengo qui solamente a portare il disagio che oggi c’è all’interno di quella società da parte dei lavoratori, che sono quelli per primi… scusatemi, che per primi sono a contatto con quello che voi dite: pericoloso. Sì, sì, ma io non sto mica dicendo di no…
Però quello che volevo dire io adesso è che: arriviamo allo zero, che il Sindaco, che la Provincia dica che in dieci anni, quindici anni, vent’anni dobbiamo arrivare allo zero, ma
devono dire anche domani come devono lavorare quei signori che ci sono lì. Scusate.
   
FONTANELLA ROSARIO
   
Sono Fontanella, cittadino di Desio naturalmente…
Per informazione. Rinuncio alle cose che volevo dire perché tutti quelli che sono intervenuti prima di me diciamo hanno ampiamente illustrato le preoccupazioni, le contrarietà, i motivi per cui comunque loro sostengono di avere un confronto quanto meno paritetico, fatto anche con persone competenti, cosa che da quello che io ho potuto appurare oggi voi non siete competenti.
Non siete all’altezza di dare il minimo di risposte ai quasi venti interventi che sono stati fatti da cittadini normali che hanno dimostrato di essere molto più informati di voi.
Non i siete degnati di portare a vostro conforto, per sostenere le vostre posizioni, personalità capaci quanto meno di rispondere a tutti quegli interventi che sono stati fatti. Io faccio una proposta, vista la situazione io credo che oggi bisogna bloccare il gioco, aprire il confronto vero, pubblico, coinvolgere i cittadini, dopodiché si può riprendere la discussione sul fornitore editore. Nel frattempo non dobbiamo dimenticare che a giugno si dovrà votare anche per la Provincia di Monza. E quindi diciamo che credo sia anche parte in causa in futuro di quella che dovrà prendere le decisioni. Io credo che oggi sia… Credo che ve ne renderete conto anche voi che la necessità di discutere è approfondire tutte le questioni che i cittadini hanno posto. Non siete in grado di farlo oggi? Bene, allora organizziamoci per poterlo fare a breve tempo coinvolgendo tutti i cittadini.
 
     
 
Gianmarco Corbetta
     
Volevo dire una cosa al sindacalista che adesso è fuori. Innanzitutto prima ancora che venissero redatti degli studi…
Volevo dire che ancora prima che venissero scoperti gli effetti negativi dell’emissione dell’incenerimento sulle popolazioni residenti nei dintorni, i primi studi sono stati fatti proprio sui lavoratori degli impianti, che hanno dimostrato tutte le conseguenze negative a livello sanitario. Noi proponiamo un impianto alternativo, quindi non è che proponiamo il adesso deserto al posto dell’inceneritore. Proponiamo un impianto alternativo e chiaramente le prime persone per che andrebbero privilegiate nella nostra ottica, per quello che può contare, sono esattamente le persone che adesso stanno lavorando nell’inceneritore, con le quali solidarizziamo al massimo. Poi c’è tutta una Letteratura di studio che evidenzia come il potenziamento della raccolta differenziata crea posti di lavoro. Quindi qui si sta parlando di posti di lavoro che possono portare dei problemi sanitari con posti puliti e probabilmente anche superiori.
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