Desio - Una discarica a fianco dell'inceneritore

 

 
 
 

March 28, 2009 

Desio, il parco sorgerà sopra una discarica Partiti i lavori per riempire la cava di via Agnesi   di ALESSANDRO CRISAFULLI— DESIO —DAI UN’OCCHIATA al cartello di inizio lavori «Recupero ambientale e territoriale ex cava Farina». «Faranno un parco - pensi - verremo a fare il picnic». Poi consulti il progetto e ti accorgi che il parco sopra lo faranno, sì, con piste ciclabili e pedonali. Ma sotto? Prendete uno stadio di San Siro, a occhio e croce, riempitelo e poi interratelo: ecco una maxi discarica di rifiuti inerti, approvata da Regione, Provincia, Comune, Asl e Arpa. Ben 900mila metri cubi di vetro, cemento, mattoni, fanghi, miscele bituminose, gesso, ferro, legno, metalli, altri rifiuti non biodegradabili, detriti di demolizioni, rifiuti solidi prodotti da bonifiche di terreni. «Niente di inquinante», assicurano gli Enti. Un vero e proprio «cimitero», che verrà riempito nel giro di 7 anni, con un viavai medio di 50 camion al giorno (ma con punte fino a 100). A cento metri dalle prime case e poco più da una serie di scuole. Alla totale insaputa della cittadinanza. «Ma non è una discarica di rifiuti - precisa l’assessore all’Ambiente Biagio La Spada - è la bonifica e riqualificazione di una cava con materiale inerte: un’area che sarà restituita, verde, alla collettività. Sono sicuro che nessuno approfitterà per scaricare materiali non autorizzati». Il 3 marzo sono partiti i lavori. Siamo in via Agnesi di Desio, nel terreno prima del già tanto discusso termovalorizzatore. Qui dalla fine degli anni ‘80 c’è, abbandonata, la cava della ditta Farina Ezio srl con sede in città. NEL SETTEMBRE 2006 il privato presenta la domanda per la «realizzazione di una discarica di rifiuti inerti». Nell’ottobre 2008 si conclude l’iter burocratico. Una decina di mezzi, adesso, sono all’opera sia per creare il piazzale che nelle opere di preparazione delle vasche, una di 25mila metri quadrati, l’altra di 43 mila, profonde 30 metri. «Il progetto - è scritto nella relazione - prevede che il volume della cava sia riempito con materiale inerte, circa 900.000 metri cubi (netti). La deposizione del materiale, che per sua natura non dovrebbe produrre odori molesti, avverrà in maniera controllata in modo da garantire il regolare scolo delle acque meteoriche e la successiva copertura per l’inerbimento e la piantumazione. Prima, verranno realizzate opere di impermeabilizzazione e consolidamento delle vasche». Gli effetti sul circondario? Poca roba, secondo la relazione sull’impatto ambientale: «Se da una parte occorre considerare l’aumento di traffico e di rumore indotto dal conferimento del materiale di riempimento, dall’altra appare evidente il beneficio generato dalla creazione di nuove aree a verde...».   OPPOSIZIONE SCETTICA SUI CONTROLLI «E se ci finiscono dentro dei rifiuti pericolosi?» — DESIO —IL PROGETTO della discarica non è certo passato inosservato al centrosinistra: «La società ha per anni scavato terra buona per diversi scopi che a noi non interessano - attacca Lucrezia Ricchiuti del Pd -, guadagnando. Poi ha lasciato il territorio devastato. Oggi si ripresenta un nuovo business: riempire di rifiuti inerti la cava creando un’enorme discarica autorizzata. Dal punto di vista del risanamento ambientale, i nostri amministratori sono contenti perchè, dicono loro, verrà sistemata quell’area che faceva schifo e pensate alla fine ce la cederanno gratuitamente, con vialetti, erbetta, piante e magari una zona per la fauna...». E ancora: «Il Comune - dice - ha avuto per anni sul territorio una cava che rappresenta sempre un danno ambientale. La proprietà non si è mai sognata di sistemarla perchè non era economicamente vantaggioso. Adesso si ripropone un nuovo business: non si trovano aree in zona dove scaricare gli inerti, e quindi perchè non riempire il buco con scarti che arriverrano non si sa da dove? E soprattutto chi controllerà che lì dentro butteranno solo inerti e non altro materiale? Per non parlare dell’inquinamento e del traffico che provocheranno tutti quei camion, a poche centinaia di metri dalle scuole. E il Comune come lo mettiamo a tacere? Mah si, diamogli alla fine l’area gratis, con un po’ di erba e qualche pianta, per di più da farne la manutenzione». Secondo il Pd le alternative c’erano: «Anzitutto bisognava avvisare la cittandinanza dell’intenzione della proprietà di costruire una discarica. Poi, esistono altre possibilità di recuperare un’area degradata». Ale.Cri.  il giorno

 
 


     

   
   

 

   
      
    
 

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