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 09 febbraio 2009 comunicato stampa
 LE MANI SULLA CITTA’
 
Desio, 03 febbraio 2009. Leggiamo con sconcerto, e commentiamo, quanto riportato nelle ultime settimane sui giornali locali.
   
 Anzitutto le continue richieste di demolizione all’interno del nucleo antico di Desio fatte dai consiglieri di maggioranza Garbo e Arosio, i quali preannunciano, sempre a mezzo stampa, di voler presentare delle osservazioni al PGT, in merito. Alternativa Verde per Desio ha preso purtroppo atto che il recente PGT adottato non ha alcuna attenzione nei confronti del centro antico di Desio, che è stato fortemente ridimensionato e che è realmente a rischio demolizione e ricostruzione in ampie sue parti. La scarsa qualità delle future sostituzioni edilizie, meri volumi architettonici, sono già sotto gli occhi di tutti. Per cercare di impedire questo scempio del carattere urbano di Desio, abbiamo presentato delle osservazioni al PGT per ampliare il perimetro del nucleo antico di Desio ed avviare contestualmente delle richieste di vincolo, oggi demandate ai comuni, per particolari edifici che possiedono un particolare significato culturale per la città di Desio: pensiamo per esempio alla casa natale di Pio XI, ma non è l’unico esempio. Crediamo di essere ormai l’unica formazione politica che si sta battendo per difendere la memoria ed i valori identitari in cui i desiani si riconoscono. Chi non ha basi solide non può progettare il futuro. E questo lo si ribadisce soprattutto ai consiglieri Garbo ed Arosio che probabilmente ignorano tutta una nutrita letteratura riguardante i centri antichi e la loro valorizzazione che hanno fatto dell’Italia un esempio unico al mondo e che recentemente sono stati sanciti anche dalla convenzione europea del paesaggio del 2000 ratificata anche dal governo italiano. Su questo punto non faremo sconti: un PGT che ha “dimenticato” di inserire nei nuclei antichi cascina Bolagnos, cascina S. Giuseppe (che verrà anche soffocata da nuove costruzioni), cascina Cereda, San Pietro al Dosso, quasi tutto il quartiere della Bassa e parte della Busasca, ma anche molto altro, e per i quali ci batteremo in consiglio in fase di adozione di PGT, non può permettersi ulteriori perdite. L’identità della nostra comunità è già fortemente a rischio. E certamente non si può chiedere alla lega nord – difensore dell’identità desiana – di fare alcunché, dato che ha votato questo PGT così avaro nei confronti della tradizione desiana e che occupa prezioso suolo agricolo inutilmente. Ed è veramente paradossale che si dichiari come vittoria il fatto che il centro commerciale PAM, sia accettabile solo perché sarà interrato come è stato fatto. Invece di rilanciare il centro commerciale naturale desiano di via Garibaldi, si soffocano i commercianti con questa nuova tegola sulla loro testa. Ormai di Desio alla maggioranza non interessa più nulla.

     
   
   
 

   
     
      
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