vedi comunicazione del
27 settembre 2007
 
 
               
   

ALTERNATIVAVERDE PER DESIO ©

NECROPOLI ROMANA

Esposti a Biassono reperti della tomba romana di via Grigna


   
Consiglio comunale di Desio     25 ottobre 2007
   
INTERPELLANZA N. 1    
 
Nell’ultimo consiglio comunale stavamo raccogliendo informazioni, che ora vogliamo meglio esplicitare, circa una rilevante, ma sconosciuta ai più, scoperta archeologica avvenuta a Desio nel 1965 riportata all’epoca in un breve trafiletto da un giornale locale e che, successivamente, ha trovato spazio, solamente in alcune pubblicazioni di storia locale, senza però avere avuto la giusta attenzione da parte dell’amministrazione comunale;
    
Confermiamo che, nel 1965, in via Grigna, a circa 78 passi da via Due Palme, durante dei lavori di normale aratura, al di sotto di 50 cm di terra è stata rinvenuta da un nostro concittadino, una tomba gallo-romana a cremazione del I sec. dopo Cristo;
    
Questa tomba è composta da “un’anfora segata coperta da un tegolone e comprendente ossa combuste, un’olpe, una patera, due coppe e una lucernetta. Pare che vi fosse anche una moneta che è andata perduta”. Dal 27 dicembre 1966, tutti i reperti rinvenuti a Desio si trovano presso il Museo Civico di Monza;
Il rilievo sul campo del 1965 della Soprintendenza Archeologica della Lombardia, per mezzo della Dott.sa Anna Maria Tamasia, ha inoltre ritrovato i resti di altre tre sepolture, rinvenute inavvertitamente, tempo prima, alla profondità di 3-4 m., probabilmente durante lo scavo di qualche edificio nelle vicinanze, e che le analisi successive svolte dalla Soprintendenza, hanno stabilito essere più antiche della stessa tomba rinvenuta integra;
    
E’ forte il sospetto quindi che possa esistere in quel luogo una importante necropoli romana. Se così fosse sarebbe una delle più antiche della Brianza (Casiraghi 1992);
  
A breve distanza dal punto del ritrovamento, in particolare al di sotto di via Due Palme, durante normali lavori stradali, è stata identificata più volte, dal compianto Dott. Alberto Cappellini, stimato storico locale, autore del testo “Desio e la sua pieve”, nonché stimato segretario comunale dell’epoca, a circa 1,50 metri di profondità anche una strada romana. Tale informazione è stata riferita dallo stesso Cappellini alla Soprintendente – Dott.sa Tamasia – incaricata di fare il sopralluogo durante i giorni successivi alla scoperta
Anticamente, infatti, secondo recenti studi (BRIOSCHI, 1995), “l’antica Valassina […] proseguiva in rettilineo, attraversava il borgo di Desio, superava la località di San Pietro al Dosso e proseguiva in direzione di Seregno e Carate lungo l’asse dell’attuale via Due Palme”
 
Attualmente l’area in questione è ancora priva di qualsiasi costruzione e quindi potenzialmente oggetto di scavi archeologici di approfondimento;
Attualmente l’area in questione è stata azzonata dal vigente Piano Regolatore comunale a “Standard per la residenza” con “Parcheggio e Verde Pubblico attrezzato
Attualmente l’area in questione è stata ricompresa dal vigente Piano del Verde all’interno del cosiddetto “Parco urbano Sironi”

 
Le nostre richieste per il nuovo Piano di Governo del Territorio:
 

venga perimetrata a scopo cautelativo nel nuovo PGT, l’area archeologica di via Grigna-Due Palme di concerto con la Soprintendenza Archeologica Lombarda che già dal 1994 attraverso il Soprintendente Dott. Angelo Maria Ardovino, aveva chiesto di procedere in tal senso rendendosi disponibile ad una eventuale collaborazione (lettera indirizzata al comune di Desio, protocollo n° 6734, del 5 luglio 1994) per tutelare quella ed altre aree simili;
    
nel caso di ritrovamenti archeologici, gli stessi siano fatti oggetto di una politica di salvaguardia da parte dell’amministrazione comunale che punti a conservarli in loco, mettendoli così a disposizione dell’intera cittadinanza, in una adeguata sede. Una su tutte la restaurata Villa Tittoni, recuperando quanto nel 1965 aveva intenzione di fare il Sindaco di allora P. Lissoni, il quale voleva fondare, con l’appoggio di A. Cappellini, un locale Museo Civico con annessa sezione archeologica;
 
L’amministrazione comunale si adoperi presso il Museo Civico di Monza per ottenere la custodia della tomba rinvenuta nel 1965, e si impegni ad allestire una nuova adeguata sede ove custodire la stessa: Villa Tittoni, la quale deve essere al più presto restituita integralmente ad un utilizzo di pubblico godimento per tutta la cittadinanza che da troppo tempo ne è privata.
         
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