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ALTERNATIVAVERDE PER DESIO ©

   
     
Desio giugno 2007
Intervento in Consiglio Comunale di Desio
11 giugno 2007
               
E’ arduo trovare motivi per sperare in un mondo migliore, anche in una città di Desio migliore, sia che si guardi al sud, sia che si guardi al nord, alla pace, alla giustizia alla democrazia ed a tutti gli argomenti che si trattano e soprattutto quelli che non si trattano.

Non se ne vede per i lavoratori, gli immigrati, gli esclusi (e sono tanti, anche nella nostra città); non se ne percepisce per l’ambiente, l’informazione, la salute.
Non se ne vede per il futuro.   

Questo stato delle cose dipende dal disinteresse alla gestione della nostra città, del Paese e del pianeta, dall’avere delegato ogni decisione – pare in maniera perenne – ai professionisti della politica e della finanza, e dei troppi che girano al loro seguito.

Le persone, e cioè noi, abbiamo abdicato al compito di partecipare a creare il futuro,
rinunciando alle prerogative disegnate dalla costituzione, che prevede la nostra
partecipazione diretta all’amministrazione della società e di questa nostra città di Desio in particolare. 
Corriamo il rischio di degradarci da cittadini a sudditi.
  Bisogna acquisirne consapevolezza e ribaltare l’indirizzo.
E’ necessario assumersi le proprie responsabilità e dare risposta diretta alle nostre speranze.

La costituzione ci fa soggetto politico, e siamo perciò tenuti a partecipare, quanto
ogni altra istituzione, alla gestione della società a partire dalla città in cui viviamo.
Rinunciando a svolgere i nostri compiti, rimanendo passivi, noi, i cittadini – consumatori - elettori, siamo infine coloro che permettono il degrado a cui stiamo assistendo.

1. se la persona è lo scopo, la gestione delle economie non può andare a scapito dei diritti fondamentali e dell'ambiente che ci ospita

2.
se la guerra va ripudiata, come sancito dall’articolo 11 della costituzione italiana, ciascuno ha da prendersi la propria responsabilità di contribuire al ripudio

3. se il riequilibrio della sperequazione nord-sud non è solo un dovere morale, ma anche interesse dei paesi ricchi, perché un mondo così non conviene a nessuno, tutti siamo responsabili della nostra parte dei costi che il riequilibrio comporta

4. se i pilastri fondamentali della costituzione italiana vanno preservati, limitando gli aggiustamenti all’efficienza nel rispetto dei diritti di tutti, è necessario rinunciare alla ricerca di privilegi per sé; in pericolo è la nostra stessa democrazia

5. se la cessione di parte della sovranità nazionale a istituzioni sopranazionali è
auspicabile solo quando risponda al rispetto della supremazia dei diritti di ogni persona sul profitto e sulla sperequazione, va rivendicata un’Europa delle genti prima ancora che un’Europa dei mercati
 
6. se la difesa della legalità locale, nazionale e internazionale, contro tutte le mafie, è strumento per evitare la lesione dei diritti della persona, è necessario contribuire con il personale rispetto delle regole, anche quando sembrano intaccare il nostro personale interesse

7. se la prosperità delle culture e delle economie nella storia è dipesa dalla libera
circolazione degli individui, indipendentemente dalla loro religione, nazionalità o stato sociale, è necessario che non contribuiamo ad impedirla

8. se il diritto alla informazione pubblica libera e non vincolata al rendimento di capitali è presupposto essenziale della democrazia, occorre liberarsi dall’ingerenza dell’auditel sul servizio televisivo pubblico, che sta uccidendo i programmi di qualità perché non ripagano sufficientemente gli inserzionisti con ascolti di massa

9. se i beni come l’acqua, l’aria e l’ambiente con le sue risorse, presupposto della vita comune, devono essere garantiti a tutti, è necessario escludere che divengano dominio di alcuni  

10. se i diritti all’istruzione, al lavoro stabile, alla casa, alla salute, sono la premessa di una vita dignitosa, la loro tutela è però compito imprescindibile di ciascuno di noi

11. se la parte dei cittadini che gestisce il potere (a tutti i livelli) è sempre più vecchia, e sempre meno sensibile alle vere esigenze della persona umana, dipende anche dal nostro disinteresse.

E’ necessario che ognuno si assuma le sue responsabilità se si vuole una società rispettosa dei diritti fondamentali propri, ma che al tempo stesso ne promuova il godimento a chi non li ha, in ogni parte del mondo (anche in Desio), bisogna contribuire a formarla.

Il futuro richiede un progetto, un piano di lavoro, attraverso il quale qualunque soggetto politico, nel pieno diritto/dovere di partecipare al governo della propria collettività così come ai destini del mondo, possa attuare il suo compito.

Sono necessari nuova energia e la pratica delle proprie capacità nella gestione della cosa comune.

La prima responsabilità consiste nell’esserci consapevolmente, e nell’aiutare gli altri a
farlo.

E’ responsabilità nostra migliorare le cose, nessuno lo farà al nostro posto.
 Sergio Mariani
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