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LA GIUNTA DI CENTRO-DESTRA DI DESIO STA SVENDENDO IL NOSTRO  TERRITORIO: (2006)
  
DOCUMENTO SCUOLA (2006)
 




 


               

             
 

 

 

 

 

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ALTERNATIVAVERDE PER DESIO

   

Intervento di Sergio Mariani

Alternativa Verde per Desio

in Consiglio comunale il 05   marzo    2007


Buonasera!


L’oggetto del mio intervento è la torre PTB, Polo ecnologico Brianza

L’idea di fondo che vorrei comunicare è:

avere cura degli altri è l’impegno più nobile!
Voglio iniziare con la citazione di un brano tratto da una poesia di Giacomo Leopardi:

D’in su la vetta della torre antica,
passero solitario
alla campagna cantando vai…

… i passeri se ne sono andati …
… la campagna non c’è più …

di quale torre antica il poeta parla...
•    di un campanile (dove il campanone crepato finisce in una magica fontana…)
•    di una cupola, sormontata da una grande croce, riferimento per anni per tante persone
•    di acquedotti che fornivano energia e salute alla sua città (e all’Autobianchi, alla Gavazzi, alla Tilane)
o di torri nuove già costruite ed installate, … le antenne telefoniche …
e prime volute dalla popolazione, le seconde realizzate contro il volere della popolazione?
Quanta cura, nei paesi dove ci sono amministratori illuminati, alla cosiddetta archeologia industriale…quanti esempi positivi … quanto niente in Desio … calzifici, setifici, filande, sacchettifici e chissà cosa altro … abbiamo perso … per sempre
Permettetemi di leggeri due brani tratti dalla Bibbia, che possono aiutarci a comprendere meglio quello che stiamo per fare questa sera …

La torre di Babele (Genesi 11, 1-9)

Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: “Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco”. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”.  Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

 
Rinunciare soprattutto ai propri beni (Luca 14, 28-30)
 
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
 
Oggi, finalmente, si arriva alla conclusione delle nostre diverse sofferenze:
 
•    la sofferenza di chi non vede l’ora di costruire questa torre
•    e la sofferenza di chi non ne può più di vedere e sentire la politica desiana (e non solo) di parlare ed interessarsi solo di questo.
Nel medioevo, e non solo, nessuno si permetteva di costruire edifici più alti del campanile: era una bella tradizione…
 
Non voglio convincere nessuno delle mie idee, lascio solo alcuni richiami:

•    la nostra città, il nostro territorio, non ha bisogno della torre
 
•    il nostro fare politica, cioè avere cura degli altri, non ha bisogno della  torre
•    la nostra fede, religiosa e/o laica, non ha bisogno della torre
•    la nostra cultura, per crescere, non ha bisogno della torre
•    la nostra economia non ha bisogno della torre
•    non possiamo ragionare sempre in termini di varianti di destinazione, segno evidente di una mancanza di progettualità, o peggio … , sempre a ruota di progetti di altri
•    è giusto e doveroso che i privati abbiano dei progetti, ma questa amministrazione?  
 
E allora rivolgo a voi tutte e tutti due inviti :
•    facciamo un giro sul campanile e sul cupolone per vedere come è Desio per guardare questo nostro povero territorio, così riempito … però pare che si sia ancora tanto da costruire …
•    leggiamo insieme il libro (finanziato dal Comune) di Massimo Brioschi per vedere come eravamo e per capire se davvero ci meritiamo quello che sta accadendo
Ribadisco l’idea di fondo: avere cura degli altri è l’impegno più nobile!
E quindi mi permetto di esplicitare la mia proposta:
 
BASTA COSTRUIRE PER 20 ANNI

Aspettiamo commenti.

Grazie!

  
ESITO DELLA VOTAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI DESIO DELLA DELIBERA NUM. QUATTRO   DEL 05 MARZO 2007  (TORRE AUTOBIANCHI)
   
 
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