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Desio      Luglio     2007

Noè, il diluvio e la politica a Desio

   
 
Questa è un pezzo della storia di Noè e di sua moglie, quasi liberamente reinterpretata per i nostri giorni, in Desio.

Noè e sua moglie erano due politici giusti ed integri tra i loro contemporanei.
Ma Desio, piccola splendida perla della Brianza, era una città strana, dove tutto non era così tranquillo e dove le cose non andavano così bene come più di qualcuno andava raccontando da tempo.
In questa graziosa città Noè e sua moglie ricevono un messaggio:
“Desio, se va avanti così, si distruggerà da sola. Fatti un’arca di legno, dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Da un lato metterai la porta dell’arca. Attento, ci sarà un diluvio. Ma con te io voglio stabilire una alleanza. Entrerai nell’arca tu e tua moglie. Mi raccomando, di tutti e tutte coloro che vi abitano ne introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina”.
Noè e sua moglie fecero una scelta: un disoccupato ed una precaria, un operaio ed una operaia, un impiegato ed una impiegata, un pensionato ed una pensionata, un dottore ed una dottoressa, un maestro ed una maestra, un panettiere ed una pasticciera, un infermiere ed una infermiera, un bidello ed una bidella, un ingegnere ed una architetto, un geometra ed una commercialista, un assistente sociale ed una fisioterapista, uno studente ed una studentessa, un fattorino ed una culturista, uno sportivo ed una casalinga.

Noè e sua moglie eseguirono tutto, così come lo avevano capito, ed entrarono nell’arca e con loro tutte le persone che avevano scelto, per sottrarsi alle acque del diluvio.
Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra Desio: eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono, cadde la pioggia su Desio.
Tutto fu sommerso.
Poi inalmente piano piano passò un vento sulla terra di Desio e le acque si abbassarono.
Le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono.

Noè e sua moglie aprirono la finestra che avevano fatto nell’arca per vedere se le acque si fossero ritirate; fecero uscire una colomba dall’arca e la colomba tornò a loro sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo.
Noè e sua moglie compresero che le acque si erano ritirate dalla terra.
Ed è in questo contesto che ricevono un secondo messaggio:
“Esci dall’arca tu e tua moglie e tutte le persone che sono nell’arca. Falli uscire con te, perché possano formare un nuovo Consiglio Comunale.”

Noè e sua moglie si accorsero solo allora che pochi avevano in tasca una tessera di partito, gli altri e le altre erano liberi da questo vincolo.

E vissero felici e contenti!
     
È da tempo che ho smesso di pensare di avere sempre ragione, ma ora sono stanco di avere sempre torto.
Tutti hanno sempre da insegnare, mai nulla da imparare.

Potrebbe cominciare così una lettera aperta.
Ma indirizzata a chi?
Ai compagni di viaggio più stretti, quelli di Alternativa Verde per Desio.
E poi … agli altri …

Vorrei tentare di fare un bilancio di questi due anni.
Dopo 24 anni di fabbrica e 9 anni di libero professionista, due anni fa ho scelto di partecipare come molti alla sfida politica cittadina.
Ho già avuto modo di esprimere il mio stupore nel vedermi eletto.
Ed ora?
Posso già sintetizzare il mio giudizio finale: decisamente negativo.
Posso già anticipare però il mio impegno: resistere, resistere, resistere:

    contro l’arroganza del potere, l’arroganza di questa giunta e di tutta la maggioranza che la sostiene

    contro l’apatia che spesso salta addosso a chi cerca di impegnarsi e poi si perde via.

Qualche riflessione per i miei Alternativi:
    il nostro incontro del martedì è debole…
    le commissioni di minoranza sono finite…
    la presenza nelle piazze è debole…
    la presenza in consiglio comunale è debole…
    la presenza ai vari appuntamenti pubblici e non…è debole

Una sola domanda voglio pormi e porre a voi: come mettiamo sul tavolo le nostre competenze?

Approfitto allora dell’indice offerto dall’ultimo bilancio politico/economico raccontato e discusso in Consiglio Comunale:
    il sindaco
    gli affari generali
    il personale
    i sistemi informativi
    i servizi demografici
    la comunicazione
    le politiche scolastiche e formative
    la cultura (scuola civica di musica e biblioteca)
    lo sport ed il tempo libero
    l’identità e le tradizioni
    le politiche sociali
    le politiche giovanili
    le pari opportunità
    la polizia locale, la sicurezza, la protezione civile
    l’ecologia e l’ambiente
    le attività produttive
    il commercio
    il patrimonio
    l’edilizia privata e l’urbanistica
    i lavori pubblici
    i servizi economico finanziari e i tributi

per chiedervi: cosa sapete di tutto questo?
Io poco!
Ogni intervento in Consiglio Comunale, ogni richiesta di informazioni viene sempre vista come provocazione, non ci sono risposte alle domande (e quando ci sono fanno piangere), non si fanno approfondimenti nelle commissioni, i Consigli sono sempre e solo quelli “di legge”, ogni proposta non viene presa in considerazione.

Proviamo a fare questo esercizio, ad ogni voce (sopraelencata) mettiamoci a fianco la nostra competenza, la nostra professionalità e la nostra disponibilità.

Dobbiamo riprenderci la politica normale, non quella “ufficiale”.

Gli altri nostri compagni di viaggio hanno altri problemi…il governo, il partito democratico, e non so cosa altro.

Dobbiamo prepararci al prossimo appuntamento elettorale del 2010 per la nostra città.


Buon lavoro!
   
 Sergio Mariani
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