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ALTERNATIVAVERDE PER DESIO ©

   

Interpellanza sul territorio di San Giuseppe


           

Spettabile Signor Sindaco del Comune di Desio

OGGETTO: Interpellanza sul territorio di San Giuseppe                   Desio, 24 marzo 2006

Ricorre quest’anno il 340° anno dell’inaugurazione dell’oratorio di San Giuseppe, posto accanto alla villa Buttafava, e tra due anni, ricorrerà il 300° anno della festa dedicata al Santo cui l’oratorio è dedicato. Giovanni Antonio Ferraris, infatti, nobiluomo ligure, nel 1676 terminò di costruire il suddetto oratorio, mentre, nel 1708, anno della sua morte, decise di donare la rendita di un terreno di sua proprietà alla Basilica di Desio, affinché, nel giorno di San Giuseppe, un sacerdote potesse celebrare una messa solenne nella chiesetta, e successivamente, durante i festeggiamenti, grazie alla farina ricavata dal grano raccolto in quel campo, distribuire gratuitamente il pane ai poveri e ai più bisognosi.
Ben diversa e meno idilliaca è invece la situazione attuale che caratterizza il complesso edilizio di San Giuseppe:
-    un bene culturale, territoriale ed ambientale così importante come questo, escluso, per mancanza di volontà dell’amministrazione comunale, dal Parco Locale di Interesse Sovracomunale “Brianza Centrale” istituito dal comune di Seregno e riconosciuto dalla Provincia di Milano, che arriva in aderenza ai terreni agricoli desiani di San Giuseppe;
-    una variante “industriale” al PRG miope, che rischia di snaturare il territorio di San Giuseppe, peraltro ancora oggetto di ricorso, così come la delibera consigliare di accettazione della decisione del commissario ad acta, da parte della Provincia di Milano e di Legambiente Lombardia;
-    una festa, vicina al suo trecentesimo anno di fondazione, che rischia, come da più parti si sente dire, di scomparire o di essere fortemente ridimensionata, come d’altra parte è stata quella di quest’anno, già più sotto tono rispetto a quella dello scorso anno;
-    una villa, un complesso di cascine, i terreni agricoli circostanti ed un parco di rilevanza storico, artistica ed etnografica che – seppure di proprietà privata – viene ignorato dai programmi dell’amministrazione comunale, la quale non sembra abbia l’intenzione di instaurare una qualsivoglia iniziativa comune con il privato, affinché il progetto del recupero edilizio dell’intero complesso – di cui peraltro non si conosce nulla di preciso – non si trasformi nell’ennesima e banale speculazione edilizia, magari con aumento di volumetria, finalizzata esclusivamente a soddisfare il privato, ignorando le aspettative dei cittadini desiani;
-    le ricadute sociali legate al progetto sopra citato d'altronde, si sono già fatte sentire. Un anno fa, infatti, durante la campagna elettorale, ricordo di avere raccolto le preoccupazioni degli abitanti che avevano ricevuto lo sfratto esecutivo per lasciare le proprie case, dai nuovi proprietari che hanno “altro” in mente.
-    Non tutti gli abitanti tuttavia sono rimasti delusi dal nuovo proprietario. Qualcuno, infatti, ha persino avuto la possibilità di costruirsi la casa nuova a pochi passi da San Giuseppe in zona agricola.



Tutto ciò premesso si chiede:
1)    che venga discussa in consiglio la possibilità di aderire al PLIS “Brianza Centrale”;
2)    che l’amministrazione comunale mostri ai rappresentanti dei cittadini desiani, quali siano, se ci sono, le politiche culturali messe in atto per evitare che la festa di S. Giuseppe sparisca, soprattutto in vista del suo trecentesimo anno previsto nel 2008;
3)    che l’amministrazione comunale porti a conoscenza dei consiglieri di minoranza il progetto che la società proprietaria di S. Giuseppe, intende realizzare e quali siano le intenzioni dell’amministrazione comunale in merito;
4)    quali siano state, se ci sono state, le politiche sociali condotte nei confronti di quei cittadini colpiti dallo sfratto a San Giuseppe;

 
In merito infine alla casa rurale con annesso deposito agricolo di cui al permesso di costruire n. 42202/71/DC/3690, si chiede:
1)    visto il parere favorevole condizionato rilasciato dall’ASL 3 datato 3 marzo 2005, n. di protocollo 16/E-GA/lzm/sdl, allegato al permesso di costruire sopra citato; se sia stata verificata la compatibilità delle costruzioni previste con la presenza nelle vicinanze di un grosso elettrodotto, acquisendo, come suggerito dalla stessa ASL 3, il parere tecnico dell’ARPA, finalizzato a conoscere se ci siano rischi per l’uomo all’esposizione alle emissioni elettriche e magnetiche del suddetto elettrodotto;
2)    se siano state eseguite, prima di concedere il permesso di costruire di cui sopra, come previsto dall’art. 59 comma 2, della legge regionale n. 12, dell’11 marzo 2005, le verifiche comunali che avrebbero dovuto appurare che, effettivamente, le esigenze abitative, che hanno provocato la richiesta del permesso di costruire, non potessero essere soddisfatte attraverso un intervento sul patrimonio edilizio esistente, dato che solo in caso di provata insoddisfazione, sono ammessi interventi di nuova costruzione in aree destinate all’agricoltura;
3)    se le verifiche, di cui al punto 2 della presente interpellanza, siano state fatte, quali metodi siano stati utilizzati, quali i risultati ottenuti e le conclusioni raggiunte;
4)    dato che il permesso di costruire è stato rilasciato a titolo gratuito, ai sensi dell’art. 17 comma
3, lettera a del testo unico approvato con D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in quanto, come affermato all’interno del permesso di costruire rilasciato, l’intervento da realizzare è in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell'imprenditore agricolo a titolo principale; se come previsto dall’art. 60, comma 2, lettera b, della legge regionale n. 12, dell’11 marzo 2005, tale rilascio sia stato subordinato all’accertamento da parte del comune dell’effettiva esistenza e funzionamento dell’azienda agricola;
5)    se gli accertamenti, di cui al punto 4 della presente interpellanza, siano stati fatti, quali metodi siano stati utilizzati, quali i risultati ottenuti e le conclusioni raggiunte;
6)    dato che il vincolo unilaterale d’obbligo, di cui all’art. 60, comma 2, lettera a, della legge regionale n. 12, dell’11 marzo 2005, regolarmente presentato dal richiedente permesso di costruire, prevede un impegno a mantenere la destinazione dell’immobile al servizio dell’attività agricola, ma potrebbe decadere a seguito di variazione urbanistica, riguardante l’area interessata, operata dal PGT; che l’amministrazione comunale si impegni con un atto formale, da presentare in consiglio comunale, a non modificare, in sede di preparazione ed approvazione del PGT, la suddetta destinazione d’uso dell’area in oggetto, attualmente agricola, perché in caso contrario, verrebbe causata la decadenza del vincolo unilaterale d’obbligo ad oggi in vigore;
7)    come previsto dall’art. 60, comma 4, della legge regionale n. 12, dell’11 marzo 2005; di avere copia dell’attestazione, che il comune è tenuto a rilasciare contestualmente al permesso di costruire, relativa alle aree su cui deve essere istituito il vincolo di non identificazione di cui all’art. 59, comma 6, della legge regionale n. 12, dell’11 marzo 2005, come peraltro previsto dallo stesso permesso di costruire, all’interno del richiamo del vincolo unilaterale d’obbligo, stipulato, infatti, ai sensi dell’art. 60, comma 2, lettera a, e ai sensi dell’art. 59, comma 6, della legge regionale n. 12, dell’11 marzo 2005.
 Si richiede risposta scritta.
 
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